Ultra Street Fighter 2

Recensione

Ultra Street Fighter 2

Street Fighter è il picchiaduro per eccellenza, un marchio che da solo è riuscito più volte a far riemergere il genere da quelle che erano crisi molto profonde. Nella sua lunghissima vita, oltre 30 anni, è stato in grado di generare moltissime sotto serie ma quella principale resta sempre nei cuori degli appassionati. Nonostante il 1994 sia molto lontano il Super Turbo è ancora uno dei capitoli più giocati e sui quali vengono fatti molti tornei, un vero Re per il genere insieme ad altre poche perle. Che nel 2003 Capcom abbia pensato di realizzarne la versione in alta definizione per cercare di avere un po’ di popolarità in attesa dell’arrivo del quarto capitolo del brand era qualcosa di plausibile, all’epoca spopolavano le versioni in HD dei vecchi titoli. Oggi invece con questo Ultra Street Fighter 2 non siamo ancora riusciti a capire cos’avessero in mente a Osaka, visto che nonostante i pregi e i difetti non risulta essere il capitolo definitivo che tutti si potevano attendere da un gioco del genere, venduto a un prezzo non proprio budget.

 

Il lato oscuro dell’hado

Se non sapete nulla di Street Fighter o non avete mai giocato a nessun capitolo del suddetto franchise allora di passione per i videogiochi ne avete davvero poca, oppure siete dei casualotti passati per di qua per sbaglio. Il sistema di gioco del picchiaduro Capcom è un’istituzione per il genere e il Super Turbo era il massimo dell’espressione che si potesse avere con il secondo capitolo. Oggi gli sviluppatori hanno deciso di fare alcune modifiche e limare qualche imperfezione per dare al titolo un po’ di freschezza in più, aggiungendo oltre un ribilanciamento per tutti i personaggi anche due nuovi lottatori e la possibilità di effettuare le tech alle prese, ovvero annullare una proiezione dell’avversario premendo al momento giusto il suo stesso tasto. Vi diciamo da subito che, giocando alla versione vanilla ancora oggi, le differenze giocando si possono notare e riescono effettivamente a cambiare un po’ i mechup del gioco, sebbene però non vadano a stravolgerlo, mentre i nuovi membri del roster non sono proprio il top come scelta. Intanto Evil Ryu risulta in tutto e per tutto la versione depotenziate di Akuma, personaggio che anche in questa versione è troppo potente rispetto tutti gli altri, poco divertente e originale da essere usato che quasi sembra inutile, si vedrà nei tornei se alla fine sarà permesso usarlo o meno, mentre Violent Ken si mostra come più frizzante e divertente da usare, riuscendo a spezzare il gameplay di tutto il gioco grazie al suo particolare stile e mosse. L’aggiunta della versione posseduta dallo psycho power di M.Bison è senza dubbio la più piacevole delle novità. Il punto dolente del titolo però è rappresentato dalla varietà delle modalità di gioco e dell’offerta generale che propone nella piccola cartuccia per Switch. Intanto l’arcade è sempre il pilastro del gioco, ma non siamo riusciti a comprendere l’inserimento della modalità co-op in “versione dei poveri” che si pone come una pallida imitazione di quella più bella e interessante vista sulle passate console. Scegliere due personaggi e combattere contro un avversario della CPU bello potenziato è senza dubbio interessante, ma se alla fine ci ritroviamo a fronteggiare solo contro quattro lottatori e vedere di fronte a noi una schermata del Game Over dopo aver vinto, senza quindi punteggi o classifiche, rende davvero il tutto inutile e superfluo. Avremmo preferito l’inserimento delle prove, come visto negli ultimi episodi della serie, in modo sia di prendere dimestichezza con le combo o impararne di nuove, sia di fare modo a quei quattro gatti o alle giovani leve di capire come sfruttare al meglio ogni guerriero presente. L’allenamento purtroppo, sebbene sia presente, non riesce a offrire quel numero di opzioni di gioco che possono spingerci a usarlo assiduamente per comprendere ogni hitbox o altro. Il tutto si conclude con l’Editor dei colori, che torna giusto perché qui i geni di Osaka non possono rifilarci DLC vari ed eventuali per farci pagare anche i colori alternativi, ma che non riesce a essere adeguato a quello visto in Capcom vs SNK ad esempio. Stesso discorso per la galleria che mostra le illustrazioni migliori dell’artbook che celebrava i 20 anni della serie e ascoltare la colonna sonora originale o arrangiata, anche qui in una serie di impostazioni poco immediate e particolarmente confusionarie da far passare la voglia di mettersi lì a sfogliare le oltre 200 pagine disponibili. La Via dell’Hado è ovviamente un qualcosa di inutile, che riprende il motore grafico di Street Fighter 4 per farci mettere nei panni di Ryu ed eseguire le sue mosse combattendo contro gli scagnozzi di M.Bison. Carina per chi ama i movimenti da effettuare con i Joy-con ma assolutamente da dimenticare dopo averla provata una volta.

 

Quando i pixels sono arte ma senza scanlines non sono capolavori

Se dal punto di vista dei contenuti non è stato effettuato un grande lavoro, con decisamente pochissime modalità, alcune senza importanza e altre inserite in modo troppo superficiale, non possiamo dire che tecnicamente si siano sforzati molti in Capcom. Già che non si possibile giocare al titolo originale e basta, oppure alla controparte Hyper che consentiva di selezionare ogni lottatore in base al gioco che desideravamo, non possiamo certo metterci a fare applausi ai programmatori, ma se il gioco in alta definizione non è bello come quello con la grafica classica allora due domande se le dovrebbero fare. Siamo di fronte alla versione HD Remix vista su PlayStation 3 e Xbox 360, con personaggi e fondali completamente ridisegnati per l'occasione dagli artisti di Udon, la casa di fumetti che si occupa di alcune serie legate ai franchise della mamma di Megaman, con gli stessi difetti purtroppo. Finalmente sono disponibili anche i fondali originali e confrontandoli con quelli nuovi non salta subito all’occhio quanto siano belli e superiori, ma anche come siano strabordanti di animazioni confrontate con le quasi statiche versione in alta definizione. Un vero peccato, perché se con un maggior numero di animazioni e dettagli la controparte moderna della grafica avrebbe attirato più giocatori e reso felici anche i nostalgici allora avremmo potuto essere più che soddisfatti, cosi invece finiremo sempre con l’usare la versione classica. Anche questa purtroppo non brilla per la mancanza di una qualunque opzione relativa ai filtri o scanlines che potessero darci un maggior coinvolgimento emotivo, mentre purtroppo dobbiamo sottolineare come sono state perse le canzoni realizzate dagli artisti di OverClocked Remix presenti nella versione HD Remix, per delle banali e non all’altezza controparti arrangiate delle stesse. Un grande peccato perché quelle musiche, sin dal menù che fino al finale, erano stupende e si sentiva proprio che a realizzarle erano appassionati della saga. Ottima la possibilità di personalizzare i comandi, sia normali che nella versione semplificata, a proprio piacimento consentendoci anche di mettere le varie mosse speciale e super su un solo tasto. L’online è classicissimo, con la scelta delle partite classificate che baseranno il valore del giocatore in base al proprio punteggio personale e il lottatore usato in base al punteggio battaglia di quello specifico guerriero. Un modo interessante di vedere subito il livello di chi abbiamo davanti, che si alterna alle partite amichevoli da fare con gli amici o con sconosciuti, oppure in locale direttamente.

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Commento e voto di Rosario Speciale

Rosario Speciale
Switch è una console molto giovane ma sulla quale sono presenti tantissimi picchiaduro di spessore immenso e fama mondiale, tutti presenti nella serie ACA Neo Geo. Ovviamente Ultra Street Fighter 2 si presenta come un gioco davvero promettente, ottimamente bilanciato e ridefinito, ma che purtroppo ha tante piccole mancanze che lo allontana dalla perfezione. Il vero punto a sfavore resta però il prezzo, che fissandosi sulle 40 euro rende difficoltosa la scelta tra questo o un Garou, un Samurai Showdawn IV o The King of Fighters ’98 che di meno hanno solo la mancanza dell’online ma che possono contare su molte più impostazioni per i filtri che rendano più piacevole la grafica vecchia scuola. E’ ovviamente un titolo irrinunciabile per ogni appassionato, ma l’acquisto al day one è sconsigliato, meglio attendere che cali un po’ e sia più in linea con l’offerta della console Nintendo.
7.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Il miglior Street Fighter 2 di sempre

Contro

  • Pochi contenuti e per lo più trascurabili
  • Graficamente mancano molte impostazioni
  • Costa troppo

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