Vanquish

Recensione

Vanquish

Dopo l’ottimo risultato di vendite riscontrato con il porting di Bayonetta ecco che anche un altro peso massimo di Platinum Games, edito da Sega, arriva su PC per cercare di riprendersi quel pubblico che sette anni fa non riuscì ad apprezzarlo come si vede nonostante le ottime recensioni. Visto che parliamo di uno sparatutto in terza persona non proprio conosciutissimo ma di altissimo livello, ecco che ve ne parliamo in occasione del suo sbarco su Steam, non tanto per analizzare il lavoro degli sviluppatori che non hanno certo bisogno di essere presentati, ma per sponsorizzare nel nostro piccolo questo gioiello che su Xbox 360 ci fece impazzire. Se conoscete già il modo in cui lavora il team nipponico allora saprete che il gioco è esagerato, con tantissimi personaggi stereotipati e una valanga di situazioni che gridano da ogni poligono quel “Made in Japan” che in questo genere non ha rivali. Indossate le tute e preparatevi a battaglie infuocate.

 

Quando il gameplay regna il resto può anche tacere

Diversamente da quanto si possa immaginare oggi Vanquish è un prodotto del maestro Shinji Mikami, il padre della saga Resident Evil, e come tale si prepone un unico obiettivo, realizzare uno sparatutto fuori parametro per il genere, che misceli un sistema di gioco fresco e moderno rimanendo legato al purismo dell’Hi-Score. Non ci gireremo intorno, il titolo propone una storia ridicola che vede ancora una volta una guerra mondiale in atto, solo che in un futuro non molto lontano, con zero colpi di scena e tanti personaggi tammarri, belli da vedere e fare fuori ma con la personalità di un moscherino. Detta in questo modo sarà chiaro ai più che il titolo non è certo uno di quelli che si acquista per godersi la trama, né tantomeno possiamo pensare che questa possa legarci a esso più di tanto. È il gameplay l’unico vero gioiello di tutta la produzione, che possiamo riassumere come uno sparatutto arcade dove la vera sfida sarà con voi stessi e il punteggio finale che otterrete ad ogni fine livello, nei cinque diversi livelli di difficoltà presenti. Chiarito quindi del tipo di prodotto che ci troviamo di fronte possiamo analizzare come siano riusciti i ragazzi di Platinum Games ha dare vita a un gioco cosi di classe. Noi saremo Sam Gideon, un ricercatore della società DARPA equipaggiato con l’avveniristica tuta da combattimento ARS, e dovremo affiancare il Colonnello Robert Burns e le sue forze statunitensi alla conquista della pace. Il titolo non ci metterà contro un esercito nemico mentre saremo soli soletti, ogni missione ci vedrà infatti affiancati dai nostri alleati, che dovremo cercare di proteggere e nel caso curare prima che muoiano. L’importanza del tenere in vita il maggior numero possibile dei nostri soldati è il punteggio finale, la vera droga che spingerà ogni giocatore competitivo a cimentarsi in questo gioco. La struttura dei livelli ci vedrà impegnati in frenetiche sparatorie, con un ritmo molto elevato e nessuna pausa per riprendere fiato, in un tripudio di azione nella quale i proiettili volano continuamente. A rendere il tutto molto interessante è il fatto che il gioco ha dei comandi semplicissimi e accessibili a chiunque, grazie al semplice sparo e al turbo, che combinati creano un breve effetto di bullet time. Il tutorial iniziale ci mostrerà come sia possibile creare un gran numero di tattiche e strategie, sebbene a nostra disposizione ci siano così pochi strumenti. Il turbo poi rappresenta un elemento importantissimo per il cuore del sistema di gioco, potendo farci arrivare in un istante dove desideriamo, prendere i nemici alla sprovvista o evitare i vari attacchi. Non pensiate però che il nostro arsenale sia limitato, avremo per fortuna dalla nostra svariate tipologie di bocche da fuoco da implementare nella nostra tuta, da mitragliatrici a fucili a pompa, il tutto sempre potenziabile e con un livello altissimo di interazione con i fondali. Nascondersi non sarà possibile per molto tempo, anche la migliore delle coperture farà una brutta fine o ci condannerà se vi resteremo per troppo tempo, anche le torrette sparse nei vari livelli e utilizzabili sono un’arma a doppio taglio. I programmatori hanno quindi messo al giocatore varie opzioni per avanzare, ma con il piede saldamente spinto sull’acceleratore, quasi a non farci pensare ma riuscire a diventare un tutt’uno con il titolo stesso. Non mancheranno ovviamente i boss, grandi, grossi e cattivi ma che quando li abbatteremo faranno un gran rumore.

 

 

La potenza del 4K sette anni dopo

La realizzazione tecnica originale di Vanquish non era certo delle migliori all’epoca, se la cavava e risultava un prodotto di buona fattura ma i programmatori erano ben lontani dallo sfruttare al meglio la potenza delle vecchie console. Oggi su PC possiamo contare su una versione che porta la risoluzione dei 4K, i 60fps fissi e il meglio che si possa ottenere dal punto di vista delle texture. Insomma un lavoro encomiabile per una remastered creata in maniera perfetta, che potrebbe far storcere il naso a qualcuno solo per i difetti originali del titolo che si sono dimenticati di andare a limare e il framerate bloccato a 30 nelle cutscene, ma di cui ci frega poco.  Per fortuna però tra un doppiaggio in italiano discreto e una colonna sonora che ci spinge all’azione il risultato finale è più che ottimo, mostrando un gioco del 2010 che anche oggi riesce a dire la sua e anzi, fa sfigurare moltissimi altri sparatutto in terza persona.

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Commento e voto di Rosario Speciale

Rosario Speciale
Siamo di fronte ad un gioco geniale, folle e che senza tanti giri di parole per noi resta il miglior esponente del suo genere ormai da sette anni. Platinum Games ha realizzato una versione per PC davvero pregevole, vendendola a un prezzo ragionevolissimo e quindi non ci sono motivi per cui non comprarlo subito, se non che odiate il genere. Ricordate, l’obiettivo è il punteggio migliore…andate e raggiungetelo!
9.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Gameplay frenetico e adrenalinico
  • Folle e geniale
  • L'Hi-Score prima di tutto

Contro

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