MXGP3 - The Official Motocross Videogame

Recensione

MXGP3 - The Official Motocross Videogame

Puntuale come ogni anni arriva il nuovo titolo sul motocross di Milestone, con tanto di licenza ufficiale e qualche novità che dovrebbe riuscire a far fare il salto qualitativo alla serie. Sebbene MXGP sia di per sé un successo vista la scarsa concorrenza gli sviluppatori di Milano si sono un po’ addormentati con i primi episodi arrivati sulle console di nuova generazione, limitando al minimo i cambiamenti e sfruttando il proprio motore grafico ormai obsoleto. Con questo terzo capitolo il team ha finalmente deciso di abbracciare la strada dell’Unreal Engine 4, questo però non significa che automaticamente avremo un gioco che può rivaleggiare con Forza Horizon o Driveclub (giusto per citarne uno con le moto) dal punto di vista tecnico, quindi abbassate le vostre attese perché abbiamo torchiato la versione PC a Ultra e non ci siamo ancora. Ma tralasciando le precisazioni iniziali andiamo a vedere realmente se chi ha il titolo dello scorso anno ha validi motivi per effettuare un nuovo acquisto o meno.

 

Quanto è dura la vita del pilota da cross

Il motivo principale per il quale lo studio milanese è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nell’industria videoludica è la sua specializzazione nei giochi di corse a due ruote, siano essi su asfalto o su terra il principio non cambia. Bisogna però sottolineare come gli sforzi che vengono fatti non sia proprio eccelsi per ciò che riguarda questo particolare franchise, dopo il buon capitolo precedente infatti ci saremmo attesi un maggior numero di contenuti e una carriera degna di questo nome. Purtroppo anche quest’anno gareggeremo in una modalità banale e priva di personalità, che non riesce a coinvolgere il giocatore e che semplicemente ci porterà a conquistare i vari titoli gara dopo gara. Per fortuna i programmatori non si sono fermati qui e tra qualche sfida per il single player classica come la corsa contro il tempo, gare o campionati creati da noi sui 18 tracciati reali con tutti i piloti e le moto delle categorie MXGP e MX2 della stagione 2016, il solito Motocross delle Nazioni, un evento speciale che si svolge a settembre quando tutti i campionati sono terminati e si partecipa a squadre formate da piloti di varie nazionalità. Insomma nulla di particolare se non un’alternativa allettante per permetterci di misurare le nostre abilità con le varie categorie disponibili, che poi quest’anno sono state aggiunte anche 10 moto da 2 tempi tanto desiderate dalla community. Mentre non si vedono stadi e gare di supercross o a chi effettua i salti più spettacolari, ma vista la strategia incentrata su DLC e microtransazioni ci attendiamo qualcosa di simili in futuro. Insomma niente di particolare, non è stato aggiunto nulla rispetto il prequel e anzi qualcosa manca con grande disappunto dei fan ovviamente. Se i contenuti non sono cambiati il passo in avanti grazie al motore grafico si vede nel sistema di guida e della fisica, solo qui però. Ovviamente non è stato cambiato niente rispetto al passato, avremo i soliti livelli di difficoltà tra cui scegliere e la possibilità di usare la frizione per cambiare marcia, come ovviamente la solita leva di destra utilizzata per direzionare il corpo del pilota, sia in aria che per le curve più strette. Se quindi l’ossatura è rimasta inalterata e ci ritroveremo da subito a nostro agio guidando lo stesso non si può dire per la fisica e per la risposta dei tracciati ai vari passaggi dei corridori. Intanto se pensavate che fosse difficili domare questo tipo di moto nella realtà sappiate che anche in MXGP 3 le cose non sono diverse, non siamo di fronte a un titolo che si possa giocare in modo arcade come un qualunque Exitebikes o MX vs ATV, perché anche a livello facilissimo e con tutti gli aiuti del caso arrivare primi sarà tutta questione di abilità. Se dal punto di vista della fisica non c’è niente da eccepire, dobbiamo ammettere che i tracciati provocano parecchi problemi e spesso non è difficile rimanere impantanati su una salita se si sbaglia nelle sue prossimità, impedendoci anche di andare avanti. Tutto sommato il gioco non riesce a distaccarsi da quello precedente e non risulta essere quel passo in avanti che ci attendevamo, grazie anche al peggior uso che si potesse fare del motore di Epic.

 

Mani nei capelli e sotto a fare pratica con l’Unreal Engine 4

Ci aspettavamo grandi cose dal nuovo motore grafico e invece ci siamo imbattuti nell’incapacità dei programmatori di usarlo come si deve, riuscendo a rovinare quello che poteva essere un passo in avanti con un semplice “work in progress”, che speriamo serva come banco di prova e di esperienza per Milestone che di terreno da questo punto di vista ne ha molto da recuperare. Partiamo dalla risoluzione di 720p che viene spalmata a 1080p, senza contare chi ha monitor più performanti e si ritrova davvero a guardare un titolo che non sembra proprio sfruttare il motore di Epic. Le texture non sono il massimo, spesso appaiono slavate e sono ridotti al minimo persino gli effetti relativi al fango e gli schizzi vari, riuscendo a malapena a dare la sensazione che il tracciato subisca il passaggio delle moto formando solchi giro dopo giro. Tralasciamo i problemi relativi all’impatto visivo generale che non ci dà ancora la sensazione di essere un titolo next-gen, anzi non ci capacitiamo proprio di come possa mostrarsi questo titolo su una PlayStation 4 Pro o la futura Scorpio visto che sfigurerebbe persino su Switch. L’effetto pioggia è orrendo, le collisioni sono pessime sia se relative a quelle con altri piloti che con le barriere od ostacoli della pista, senza naturalezza nelle animazioni e con quella sensazione che il pilota sia un manichino che vola via. Ovviamente sono state riciclate moltissime cose del passato e si nota, come non possiamo evitare di storcere il naso quando veniamo respawnati indietro perché troppo vicini al bordo pista, quasi in modo insignificante, mostrando una punizione eccessiva per un “taglio” che nemmeno c’è alla fine e meno male che si può riavvolgere volendo per rifarsi degli errori. Insomma tecnicamente il gioco non è un granchè, mostra tutta l’inesperienza del team che sfocia in un comparto sonoro non perfetto per le due tempi e una serie di musiche dunstep orribili, ripetitive e anonime.

Condividi articolo su:

Commento e voto di Rosario Speciale

Rosario Speciale
I passi in avanti fatti da Milestone con questo MXGP3 si vedono soprattutto pad alla mano, giocando e gareggiando si può notare il miglioramento della fisica di gioco e della complessità che si ha a guidare sul terreno variabile, peccato però che sia stato fatto qualche passo indietro a livello contenutistico e che graficamente siamo davvero di fronte a un titolo che sfrutta in malo modo l’Unreal Engine 4 di Epic. Se amate il genere e avete il precedente fareste bene ad attendere un abbassamento di prezzo perché le novità sono praticamente nulle e i vostri occhi non brilleranno certo per una grafica degna di impostazioni denominate Ultra su PC, mentre se non avete altri titolo della serie allora accomodatevi pure, con la consapevolezza che siamo di fronte all’inizio di un lavoro che speriamo porti esperienza negli uffici degli sviluppatori milanesi, perché quando hai gli occhi pieni delle meraviglie che si vedono con i racing game oggi guardare questo è come ricevere un dito in un occhio.
7.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Il miglior titolo del suo genere
  • Ottima fisica e reazione delle moto

Contro

  • Pochi contenuti e nessun miglioramenti rispetto al passato
  • L'Unreal Engine 4 è sfruttato al minimo
  • Collisioni e animazioni non proprio realistiche

Lascia un Commento

Registrati
Questo sito utilizza anche cookie di profilazione di terze parti. Per la loro gestione consulta l'informativa estesa.   CHIUDI