ARMS

ARMS

Creare una nuova IP non è certo un’impresa semplice, soprattutto quando ti chiami Nintendo e le aspettative intorno a te sono semplicemente enormi, Arms però sembra essere un altro centro degli studi nipponici. Sebbene con i vari test che si stanno svolgendo in questi giorni la società è intenta nel cercare di monitorare un po’ i server per poter darci un assaggio di quello che sarà il gioco finale il prossimo 16 giugno ci ha invitati a un evento esclusivo. Tralasciando la splendida location del Teatro Principe di Milano e la presenza di due star della boxe quali Maxim Prodan, peso welter italo ucraino, e Donatello Perrulli peso super leggero, quello che ovviamente ha attirato la nostra attenzione sono state le postazioni di gioco. Impugnati quindi i Joy-con abbiamo iniziato a fare sul serio e farci coinvolgere dalla magia di questo nuovo franchise.

 

Punch-Out ha un erede potentissimo

Lo sappiamo che Nintendo non è alle prese con la nobile arte della boxe per la prima volta e che già in passato riuscì a stupire con un titolo davvero notevole, che non serve ricordarvi nuovamente, ma questa volta è andata ben oltre. Tralasciando che in quest’epoca è importante la comunicazione e il marketing e quindi abbastanza ovvio l’arrivo di una serie animata legata al gioco, per allargarne il bacino, bisogna considerare che non ci si deve fermare alle apparenze come spesso e superficialmente si fa giudicando un titolo della grande N. Arms è colorato, con personaggi caratterizzati in maniera esemplare e unica, a guardarlo cosi velocemente potrebbe davvero sembrare un titolo per ragazzi ma in realtà riesce ad essere un picchiaduro tecnico e non semplice. Sembra un po’ l’Overwatch dei titoli di boxe, rivoluzionario e che davvero una volta scesi sul ring conquista. La nostra prova è iniziata con l’utilizzo del buon metodo in stile Wii, ovvero impugnando i due Joy-con e iniziando a tirare pugni all’aria, metodo straconsigliato e che risulta molto più coinvolgente e immediato del solo utilizzo del pad. Non abbiamo potuto constatare a dovere le differenze di risposta e di esecuzione delle varie mosse a seconda del sistema di controllo utilizzato, ma avendo visto come si usa il giroscopio e l’accelerometro crediamo che sia difficile poter combattere in maniera equa se non usando lo stesso tipo di comandi. Approfondiremo e chiariremo le nostre idee in fase di recensione. Giocando e provando i vari personaggi a disposizione non abbiamo potuto notare che la reazione è davvero diversa tra questi e quindi bisognerà valutare anche il bilanciamento effettuato dai programmatori per evitare di ritrovarsi con qualche pugile sin troppo sbilanciato rispetto altri. Il titolo si gioca proprio che se boxassimo e quindi potremo parare, anche se non lo abbiamo mai fatto a essere onesti, e contrattaccare con la necessità di trovare il giusto tempismo per portare a termine l’attacco. Bisogna considerare che per evitare i colpi sarà fondamentale avere riflessi pronti e muoversi o saltare il più possibile, un sistema che consente di mettere in atto diverse tipologie di strategia che a seconda del nostro personaggio possono darci un vantaggio notevole nel trovare il “corridoio” giusto nel quale sferrare il pugno. Essendo Arms un titolo arcade e avendo i giocatori delle braccia allungabili non bisogna pensare che sarà sufficiente sferrare un pugno o un gancio e basta, grazie alla tecnologia molto precisa e sensibile dei Joy-con potremo infatti girare o dare un particolare effetto al nostro gancio. Bisogna farci un po’ la mano, cercare di avere un polso fermo ma è soddisfacente riuscire a prendere alla sprovvista l’avversario cambiando all’ultimo secondo la prospettiva del colpo, che però finirà sempre nel punto in cui lo abbiamo indirizzato in partenza visto che il lock-on del gioco non consente di cambiare zona dopo aver lanciato il pugno. Usando molto spesso Ninjara nei test dei giorni precedenti la scelta per fare una bella figura davanti alla pr di Nintendo è caduta ovviamente su questo, riuscendo però a svelarci altre meccaniche del gioco che andranno a influenzare la strategia e la customizzazione del personaggio stesso. Tralasciando i colpi speciali e caricati che cambieranno a seconda del personaggio scelto bisogna anche selezionare il tipo di guantoni che useremo, tra leggero, medio o pesante e che andremo ad analizzare più nel dettaglio in fase di recensione per verificare che cosa cambi effettivamente. Ci sono diverse modalità di gioco inoltre e quindi la componente contenutistica e il livello di sfida che offrirà il gioco sembra molto elevata, se sul classico incontro uno contro uno c’è poco da dire qualche parola la possiamo spendere per le modalità multiplayer. In quest’evento abbiamo potuto giocare al due contro due, nel quale saremo legati ad un compagno che combatterà letteralmente al nostro fianco e che dovrà seguire i nostri movimenti o vice versa, per evitare ovviamente di cadere o tirare la corda che ci lega. Anche in caso di sconfitta di uno dei componenti della squadra il risultato non cambia, infatti avremo il “cadavere” del nostro alleato come zavorra che c’impedirà di muoverci liberamente. Da notare inoltre che i fondali di gioco non saranno ring semplicemente belli esteticamente ma andranno a incidere realmente sullo scontro e sulla tattica da operare, visto che in alcuni ci saranno colonne dietro le quali ripararsi, oppure elementi esterni come bombe che ci daranno non pochi problemi, il tutto per rendere ancora più accattivante l’azione di gioco. Nintendo ha poi introdotto una serie di mini-giochi alternativi con cui divertirsi, come ad esempio la pallavolo, nella quale dovremo prendere a pugni un pallone e mandarlo dall’altra parte della rete cercando di fare punto.

 

Mancano un paio di settimane all’arrivo di Arms nei negozi e non possiamo che essere davvero soddisfatti della prova effettuata e di come Nintendo sia riuscita a implementare così tanti elementi e variabili in questo nuovo marchio. Ci sono ancora alcuni elementi del titolo che dobbiamo analizzare meglio come anche la valutazione del bilanciamento del sistema di combattimento, tutte cose che effettueremo in questi giorni con calma e vi sveleremo nella recensione. Il giudizio momentaneo è positivo, nonostante la sudata il divertimento è assicurato e quindi vi consigliamo di tenere davvero in considerazione il gioco, anche se non amate i picchiaduro, perché potremmo trovarci di fronte l’ennesimo capolavoro della casa di Kyoto.

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