GB Boy Colour: quando il clone funziona

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GB Boy Colour: quando il clone funziona

Il mondo delle console cinesi è più fertile che mai e spesso e volentieri ci si trova tra le mani dispositivi malfatti, brutti da vedere e da utilizzare con box che riportano immagini a caso di personaggi del mondo videoludico. Chissà quante volte sarà capitato di vedere improbabili cloni di Playstation o Xbox che, alla fine, non mantenevano le promesse riportate sulla scatola, presentando nella memoria della console titoli che si rivelavano come pessime copie dei giochi originali. GB Boy Colour, si discosta da questo mondo per alcune caratteristiche che faranno la gioia degli appassionati del caro, vecchio Game Boy.

Una copia che è … una vera copia!

Quei furbacchioni di Kong Feng avranno di sicuro pensato ‘Perché fare una brutta copia di una console storica quando possiamo farne una identica e con medesime funzionalità?’ GB Boy Colour nasce proprio in questa prospettiva, tant’è che addirittura tutte le periferiche del Game Boy Color targato Nintendo funzionano senza alcun problema, oltre ai giochi ovviamente. Addirittura questa caratteristica viene enunciata nel libretto delle istruzioni! La scatola non fa assolutamente alcun riferimento a personaggi di spessore dei videogiochi, ma ricorda in maniera massiccia quella che conteneva il Gam Boy Color: già con queste premesse si può capire che Kong Feng punta al reboot serio della ‘fu console portatile’ più venduta al mondo. La scocca esterna del dispositivo è rifinita piuttosto bene e risulta compatta, evitando quella sensazione plasticosa che troppe volte caratterizza questo tipo di console. La plancia di comando riporta fedelmente i pulsanti del caro Game Boy, con i pulsanti rotondi A e B, select e Start. Purtroppo abbiamo notato una certa difficoltà nell’utilizzo della croce direzionale che non emula perfettamente quella originale, anche se questo problema è da attribuirsi al fatto che manca un perno centrale e è, in fin dei conti, un unico pulsante. Problematica di second’ordine a dirla tutta, visto che basterà porgere un minimo di attenzione durante lo svolgimento dei giochi. Le note positive arrivano dallo schermo, un pelo più grande e luminoso dell’originale, e dalla cassa audio che risulta molto più performante rispetto a quella del portatile Nintendo. Il medesimo modus operandi è stato adottato per le altre caratteristiche della console: rotella per la gestione del volume, levetta per l’accensione e, udite udite, è presente anche la porta per gli infrarossi: una cosa che sarebbe potuta sembrare carina, se fosse stata realmente quello che ci si aspettava che fosse. In realtà si tratta di una semplice facezia estetica non funzionante, un fake del quale avremmo fatto volentieri a meno. In ultimo, ma non meno importante, è presente lo slot atto ad ospitare le cartucce di Game Boy e Game Boy Color che consentirà ai giocatori più ‘navigati’ di rispolverare la propria collezione per riassaporare i giochi portatili di un tempo. Insomma la console, almeno dal punto di vista estetico e funzionale è una copia quasi perfetta della vecchia portatile Nintendo, mostrandosi solo leggermente più grande e con lo schermo più schiacciato (il che non snatura i giochi, intendiamoci). Vediamo, però, come si comporta a livello di software.

66 in 1

Pensavate che i ragazzi di Kong Feng vi avrebbero affibbiato una console priva di giochi? No? Risposta esatta! Nella memoria di GB Boy Colour, infatti, sono presenti ben 66 giochi, anche se dal menù ne risultano più del triplo, ma bisogna sottolineare che molto spesso queste console ripetono lo stesso gioco più e più volte, giusto per dimostrare di averne di più. La cosa migliore che abbiamo potuto constatare è il fatto che questi titoli sono tutti originali! Avete capito bene, è presente Mario Land, Duck Tales, Mario & Yoshi, Donkey Kong e tantissimi altri titoli che hanno fatto la storia del portatile più diffuso negli anni ’90. Altra cosa non meno importante è che tutti funzionano alla grande, anzi, grazie allo schermo più luminoso della console sembrano ancora più performanti. In secondo luogo, come già detto, tutti i vecchi giochi in cartuccia per Game Boy e Game Boy Color sono totalmente utilizzabili, e funzionano in maniera egregia, anche quelle cassette non proprio originali che contenevano 300 giochi o più.

 

Insomma questo GB Boy Colour si assesta come un ottimo rimpiazzo del Game Boy originale e, nel caso siate collezionisti incalliti come il sottoscritto, vi consentirà di salvaguardare la console originale ma di non perdere tutti quei giochi che tanto abbiamo amato da fanciulli. Sui vari siti cinesi, come Geek, è presente al costo di circa 30 euro e, credetemi, si tratta di una delle pochissime console di origine cinese che varrebbe la pena avere sempre in tasca, vista anche l’enorme durata delle due batterie stilo. Il prezzo è contenuto, la console è molto buona sotto quasi tutti i punti di vista, che aspettate? Un tuffo nel passato portatile, soprattutto vista la stagione estiva, non guasta mai! Nel caso vogliate acquistare la console, noi ce lo siamo presi da geek a questo indirizzo.

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