The Elder Scrolls Online: Morrowind

Recensione

The Elder Scrolls Online: Morrowind

È dal lontano 2014 che i giocatori possono vagare per le terre di The Elder Scrolls Online e crediamo che siano stati in tantissimi a fremere in questo periodo nella speranza, prima, e attesa dell’arrivo di un’espansione che portasse le terre di Morrowind nel gioco. Bethesda e lo sviluppatore ZeniMax Online non si sono però soffermati sul portarci nelle terre che quindici anni fa ci fecero innamorare di un genere che ha visto la sua evoluzione con Oblivion e Skyrim, ma ha apportato anche molte modifiche e novità al titolo per dargli quella rinfrescata che sicuramente necessitava da un po’. Siamo convinti infatti, come il produttore, che anche chi non possiede o ha mai giocato a questo MMORPG potrebbe avvicinarvisi e iniziare a giocarci grazie alla nostalgia e voglia di tornare “a casa”. Pronti a fare un viaggio in quel mondo che abbiamo esplorato minuziosamente e vedere cosa si prova, sebbene le meccaniche di gioco non sia proprio le stesse ovviamente.

 

In una terra dove tutto ebbe inizio

Partiamo dal presupposto che se da un certo punto di vista si è voluto giocare molto sui sentimenti dei giocatori per cercare, ancora una volta, di dare un po’ di respiro a un titolo che non è mai decollato, Vvardenfell in questo gioco è ambientata 700 anni prima di quella che abbiamo visitato nel gioco originale, sebbene potremo distinguere da subito alcuni elementi tipici o edifici che per ora sono più dei cantieri di ciò che invece abbiamo visto nella forma definitiva. Un ottimo punto di vista quindi, che di certo porta con sé la consapevolezza di non voler intrecciare storie e giochi ben diversi, sfruttando cosi un tempo molto antecedente i ragazzi di Bethesda sono riusciti a creare una storia principale e qualche missione secondaria completamente originali. La prima cosa che dovremo fare sarà decidere se utilizzare il personaggio che ci ha accompagnato in questo TESO anche in precedenza o crearne uno da zero con il solito vastissimo editor, partendo quindi dal primo livello. La scelta non influisce minimamente sul gioco, sul livello di difficoltà o sull’interazione con gli altri giocatori, dimostrandosi semplicemente come un modo semplice e veloce di dare ai giocatori la possibilità di provare nuove classi e di conseguenza combinazioni uniche per ognuna di esse. Proprio per quest’occasione è stata introdotta anche la nuova razza dei Warden, basati su poteri presi dalla natura sono davvero potentissimi sia in attacco che in difesa, potendo sfruttare la magia o anche le piante per potenziarsi, curarsi o aiutare i membri del proprio party. Abbiamo trovato, come tutti i giocatori bisogna dire, questa nuova introduzione molto sproporzionata e sin troppo più potente di tutte le altre, sbilanciando non poco il gioco e la difficoltà che si ha nel portare a termine le varie missioni, sia principali che secondarie. La storia principale ci vedrà in conflitto con gli Elfi Oscuri, mentre ad aumentare la longevità ci penseranno sei nuove missioni Delve e due nuovi dungeon da affrontare con un team ben affiatato ed equipaggiato vista la presenza di un numero molto elevato di nemici e boss. Quest’espansione è quindi molto ricca di contenuti, sia a livello di evoluzione dei personaggi, delle loro abilità, che per ciò che concerne l’armamentario e la forgiatura di nuovo equipaggiamento. Anche le fasi multiplayer sono state ampliate, con molte modalità sia per il PvE che per il PvP, sebbene non ci siano modalità originali o che possano farci gridare al miracolo, ma restano comunque esperienze di gioco divertenti e con le quali riuscire velocemente a scambiare parti e oggetti più utili con gli altri giocatori.

 

Si ma siamo nel 2014…sempre li

Cercare di colpire il giocatore al cuore portandolo nelle terre di Morrowind dopo quindici anni è senza dubbio un colpo basso, che dev’essere portato a termine nel migliore dei modi per non deludere i fan. Purtroppo bisogna ammettere che se da un lato abbiamo un’espansione ricca e anche molto varie per ciò che concerne la contenutistica, dall’altra non possiamo notare la pessima resa grafica, che già nel 2014 non brillava e oggi stenta davvero a essere evocativa. Dalle animazioni alle texture, al numero di poligoni per finire con gli effetti speciali utilizzati il tutto è troppo retro, troppo ancorato a un modello poligonale che andava bene qualche anno fa, ma che oggi è inadeguato. Se a tutto ciò aggiungiamo che alla fine sembra davvero che si punti più ad ampliare il numero di giocatori con la scusa della vecchia terra da riesplorare, sebbene cronologicamente inserita in un periodo diverso, che a rivalorizzare e correggere i difetti che hanno impedito al titolo di decollare in questi anni.

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Commento e voto di Yuri Schiava

Yuri Schiava
Questo Morrowind è un’ottima espansione, indispensabile per tutti coloro che hanno già il gioco, ma assolutamente evitabile per tutti gli altri. Il tuffo nostalgico meglio farlo altrove, qui ci ritroveremo con una terra non troppo simile a quella originale ad affrontare una campagna che ha una trama debole e poco coinvolgente, senza contare il sistema di gioco ancora troppo lontano dall’essere perfetto come la serie offline e un comparto tecnico davvero insufficiente per una produzione odierna. Lo sforzo degli sviluppatori è stato quindi minimo e ci saremmo attesi una maggiore cura grafica visto quanto si parla di PlayStation 4 Pro e Xbox Scorpio, invece siamo sempre nel 2014 e nemmeno al top di quel periodo.
6.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Oltre 20 ore tra missione principale e secondarie
  • Molte aggiunte tra equipaggiamento e crafting

Contro

  • Nuova classe troppo potente
  • Sistema di controllo ancora poco user friendly
  • Tecnicamente povero e con grosse lacune

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