Dirt 4

Recensione

Dirt 4

Codemasters è un’azienda che non ha mai nascosto troppo la propria indole bipolare di stravolgere il feeling di guida da un titolo all’altro. Nonostante la serie DiRT abbia raccolto il testimone lasciato dai vetusti giochi di Colin Mcrae, quindi comunque un filo impegnativo, non ci ha pensato due volte a rifilare qualche capitolo pensato solo a chi volesse spegnere il cervello e premere a fondo il gas, disegnando parentesi tonde su tracciati sporchi e polverosi con l’aiuto di un pad. Poi un’idea, provare un gioco buttato sul mercato quasi per caso, aggiornandolo, provandolo, modificandolo, in Early Access su Steam, per vedere come il pubblico avrebbe reagito davanti a qualcosa di nicchia, decisamente punitivo ma con un cuore enorme… ecco, DiRT 4 riparte da quel gioco, da quel DiRT Rally che è stato un successo, ma provando ad innestarlo tra le pieghe delicate delle meccaniche della serie principale, che prevede anche una serie di gare in varie modalità diverse, ma sarà riuscito ad ottenere il risultato sperato?

 

 

A TAVOLET… NO, WAIT

 

Questo dualismo di gameplay, di cui ho parlato appena sopra, è stato considerato con attenzione da Codemasters, tanto che quando inizierete a giocare vi verrà chiesto immediatamente se vorrete uno stile più “caciarone” o “simulativo”. Che scegliate uno o l’altro, sappiate che non funzionano in modo al meglio in entrambi i casi, o almeno non vi aspettate uno stile di gioco che si avvicini ai precedenti capitoli. Se scegliete di acquistare DiRT 4, sappiate che la logica generale con la quale vi dovrete immergere in quest’esperienza è quella di chi ha deciso di buttarsi su un lato più simulativo e non arcade, o rischierete di avere tra le mani un giocattolo che vi divertirà davvero pochissimo. La giusta via di mezzo esiste, ed è abbastanza bilanciata, ovvero la modalità “giocatore” - quella più diretta ed immediata - a patto che scegliate comunque un livello di IA impegnativo e non troppi aiuti collegati, se non magari le riparazioni. Sì, perché i veicoli sono pensati per avere un “ritorno” in tutto quello che avverrà su pista: danni, smottamenti, curve troppo decise o troppo poco, motore tirato, impatto ambientale… insomma, tutto. La scelta più simulativa è tostissima e con il pad vi accorgerete subito che non avrete non solo il massimo del feeling adeguato, ma che sarà davvero impegnativo oltre il limite perché inclinare leggermente lo stick, se non avverrà con la giusta delicatezza o vi scapperà l’acceleratore, avrete terminato immediatamente la gara e tutti a casa, cosa che con un volante e la pedaliera accadrebbe in modo meno traumatico. L’esatto opposto però non è migliore, anzi, avrete tra mani un’auto asettica, che non restituisce quasi nulla sul fronte emotivo, perché tutti i parametri sono stati tarati per limitare l’uso di alcuni indicatori, quindi non avrete la sensazione di fare cose belle con poco sforzo, bensì non vi darà soddisfazione e vi sentirete anche demotivati a giocarlo. Nella via di mezzo però il gioco si comporta egregiamente, fermo restando che invece siate dei super amanti della guida estrema e allora, come detto sopra, vi sentirete a casa, ma anche in un equilibrato compromesso potrete rientrare tra la schiera di coloro che lottano per la vittoria, ma senza mai perdere il sonno per arrivare al primo posto, anche se comunque nessuno vi regala nulla.

 

 

SPORCHI E CATTIVI

 

La “Dirt Academy” nella “Dirtfish” è un passaggio fondamentale, sia perché è la prima ed unica cosa disponibile mentre scaricate il gioco (se lo acquistate in digitale), sia per riuscire a dominare i “mostri” in pista, che non sono assolutamente uno scherzo. Non solo è d’obbligo, ma vi permette anche di capire quanto siete in grado di gestire i bolidi e vi sentite pronti di affrontare i tracciati o preferire in loop queste varianti demo, fino a raggiungere la perfezione. Il “Gioco Libero” ve lo consiglio come una delle primissime esperienze da provare. Buttarsi infatti nella lunga campagna della “Carriera” può essere fatta in un secondo momento, questo piccolo mondo è pensato per darvi la possibilità di cimentarsi liberamente nelle varie discipline, comprese le ruote scoperte o Rally Cross, anche se prima è meglio comunque sbloccare qualcosa. La “Carriera” invece è, come da tradizione… una carriera. Fama e punteggi sono fondamentali per racimolare denaro nelle varie competizioni, considerando che non potrete interrompere gli eventi fino al raggiungimento delle “tappe” previste. Anche rifare una gara, per errori vari, può essere una considerazione da mettere sul piatto, ma attenzione che avrete un numero limitato di tentativi anche su questo fronte.

La modalità “Asso del Volante” è stata inserita come “vetrina”, se volete essere buoni potremmo dire come training avanzato, divertente ed immediato e anche tosto, per costringervi a dare il massimo per raggiungere la distruzione delle insegne, ma che poco hanno a che fare con il resto del gioco più serioso.

Condividi articolo su:

Commento e voto di Simone Marcocchi

Simone Marcocchi
DiRT Rally è stato l’ultimo esperimento di Codemasters, che in realtà ha dato il passo della successiva produzione della serie-seria. La caldissima accoglienza del pubblico ha spinto gli sviluppatori a puntare su un ritmo meno caotico e più tecnico, senza dimenticarsi i giocatori che vogliono qualcosa di più immediato. Se i modelli delle vetture hanno una buona qualità estetica, così non si può dire dei tracciati; sembra di essere rimasti alla scorsa generazione, ma è il prezzo da pagare per una produzione maggiormente sandbox che mira a tenere alte le prestazioni e la fluidità generale, anche se si poteva sicuramente chiedere qualcosa di più sotto il profilo della qualità visiva. Nulla da dire sulla quantità dei contenuti, potreste giocare per mesi e mesi senza annoiarvi, difficile riuscire a dare un numero di ore che ne racchiudano un’esperienza “completa”, ma vi posso assicurare che se amate il genere non resterete a bocca asciutta. Forse chi si aspettava un ritorno di DiRT 2 (in parte anche il terzo), quindi pesantemente arcade, si terrà lontano perché l’idea di base resta quella di sudare ogni sfida o si perde la bellezza del gameplay, così com’è stato pensato.
8.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Modalità simulativa completa in rapporto alle diverse condizioni di tempo e superficie...
  • Modelli delle vetture e rapporto danni
  • Tante ottime idee multigiocatore

Contro

  • … che si può godere al meglio solo con un volante
  • Pessima estetica dei tracciati
  • Modalità arcade riuscita in parte

Lascia un Commento

Registrati
Questo sito utilizza anche cookie di profilazione di terze parti. Per la loro gestione consulta l'informativa estesa.   CHIUDI