Conferenza Bethesda E3 2017 - Cosa ne pensiamo!!

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Conferenza Bethesda E3 2017 - Cosa ne pensiamo!!

Scossi e scuri in volto dopo l’ennesimo flop di Microsoft negli ultimi E3, tanto da non fare quasi più notizia, le nostre aspettative, prima di concederci un po’ di risposo, si sono riversate tutte su Bethesda, nella speranza di poter assistere a qualcosa di veramente unico e degno di essere mostrato alla fiera più popolare del mondo dei videogiochi.

 Ebbene, Bethesda è riuscita sicuramente nel suo intento. Se pensate che i quaranta minuti scarsi dell’evento, presenziato da Pete Hines, sono stati più che sufficienti per far sembrare al confronto Microsoft un novellino inesperto, potete capire da voi quanto fumosità ci sia stata nelle quasi due ore andate in scena sul palco Xbox. Bethesda parte subito alla grande, con l’allestimento simil luna park, chiamato Bethesda Land, che fa capire come il richiamo all’intrattenimento dei giochi sia di gran lunga superiore al concetto 4k sbandierato da Microsoft poco prima. Il ritmo della conferenza è incalzante e ricco di soprese, di cui molte inaspettate. Oltre alla giusta parentesi dedicata alla saga immagine della compagnia americana, ovvero The Elder Scrolls, con il recente TESO: Morrowind, l’annuncio di Skyrim su Switch ed una nuova espansione del gioco di carte Legends, a sorprendere sono stati i progetti pensati per la VR, e non parliamo di pizza e fichi: Doom VFR e Fallout 4 VR. Un fulmine a ciel sereno, senza dubbio, data la scarsa applicazione da parte dei grandi publisher di confrontarsi con il mondo della realtà virtuale, ma decisamente un primo passo deciso che potrebbe, speriamo, influire sul mercato. A seguito di questo insperato annuncio, iniziano i veri fuochi d’artificio, degni della miglior Disneyland, giusto per stare in tema. Il primo botto è l’espansione stand alone di Dishonored, intitiolata Death of the Outsider, la quale, visti i personaggi coinvolti, si piazza a cavallo della linea temporale tra il primo e secondo capitolo della meravigliosa serie di Arkane Studios. Decisamente inatteso il monumentale e raggelante rimbombo dell’annuncio del seguito di The Evil Within, perla del genere survival horror, troppo spesso sottovalutata, partorita dalla geniale mente di Shinji Mikami, che ritorna anche in questo seguito. Il nuovo capitolo di quella che ora, legittimamente, potremmo definire serie, si presenta con un restyle grafico questa volta davvero all’avanguardia, come a simboleggiare l’entusiasmo di Bethesda di puntare, giustamente, in grande sul brand. Un capitolo che sembra ancora più surreale del precedente, caratterizzato da un incubo decisamente più personale e intimo del protagonista. Un’avventura presumibilmente agghiacciante come poche. A chiudere i giochi ci ha pensato l’ultima bomba di serata, rappresentata dal ritorno di un’altra saga riportata recentemente in auge da Bethesda, vale a dire Wolfenstein. Il nuovo capitolo, intitolato Wolfenstein 2 The New Colossus, si presenta stilisticamente sulla stella linea del precedente The New Order, il che fa ben sperare per l’uscita, data la qualità della precedente iterazione. Probabilmente, ciò che più ha colpito di questo evento Bethesda riguarda il fatto che tutti questi titoli usciranno entro l’anno. Incredibile, quasi inusuale se pensate alle classiche conferenze E3, dove l’hype viene gonfiato a mille a patto di armarsi di pazienza.

 

Uscire dal Bethesda Land è come ritornare alla realtà, come se ciò a cui si è appena assistito non fosse stato altro che un sogno. E’ difficile pareggiare un’offerta ludica, con tanto di annunci esclusivi, in soli 40 minuti scarsi di conferenza, ed ancora più impressionante il fatto che, questi giochi, tra qualche mese saranno già sugli scaffali dei negozi, o ancora meglio, ben saldi nelle nostre amate console/PC. Siamo solo agli inizi, è vero, ma eguagliare o addirittura battere il lavoro svolto da Bethesda sarà davvero un’impresa durissima per tutti. Attualmente, per distacco, il premio per la miglior conferenza ha già un papabile vincitore. Gli avversari sono avvisati.

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