State of Decay 2

State of Decay 2

Nonostante Nintendo Switch sia l’unica a non avere un proprio titolo “zombesco” in esclusiva - e l’annuncio di un potenziale “Zombie Switch”, seguito del meraviglioso, ma profondamente imperfetto ZombiU, mi avrebbe fatto letteralmente impazzire - possiamo dire che sia Microsoft che Sony portino in dote ai giocatori e agli appassionati dei non-morti, un titolo ciascuno. Su Days Gone parleremo in un articolo dedicato, ma in questo caso tutta l’attenzione è sul seguito del fantastico State of Decay. Questo curioso brand, al pari di ZombiU è stato sviluppato in totale economia, con le meccaniche tipiche della tipologia di quest degli MMO (anche se offline) e un’idea alla base di tutto che è stata in grado di reggere il peso dell’intera esperienza, facendo chiudere un occhio, ma anche due, sui vari difetti tecnici eppure rendendo felici molte persone.

 

 

Morti e contenti

L’esempio tipico che sembra essere quello più calzante, per la descrizione di questo brand è quello del paragone con una classica serie tv, una specie di “survival horror” in cui si “survival” davvero poco e le missioni quotidiane sono scandite dal ritmo giornaliero di chi magari non riesce a mangiare per giorni e deve procurarsi il cibo, ma anche rinforzare la propria zona dall’attacco dei “ritornati”, ma ancora potenziare il proprio arsenale e magari aiutare qualcuno per incrementare la propria base o scegliere di non farlo, lasciandolo in pasto ai succhia-cervello. Sotto questo punto di vista quindi SoD2 sembra essere - per quanto ci è stato possibile vedere fino ad ora e dedurre dalle informazioni rilasciate al momento - un more-of-the-same del primo capitolo, ma con un’aggiunta non da poco: la modalità cooperativa. Se in alcuni titoli tutto questo è a volte un divertente plus per condividere l’esperienza con un amico, in questo caso è sicuramente una delle richieste più volte fatta al team in seno a Microsoft per portare questo elemento nel titolo, proprio perché si innesta su una struttura che spingerà i giocatori ad andare oltre il semplice massacro gratuito, ma a fare scelte e applicazione di varie tattiche che in più persone cambia drasticamente l’intera esperienza.

 

 

La morte li fa belli

Quante volte vi è capitato di “lootare” in un edificio ed esservi trovati addosso una “mandria” di claudicanti ex-esseri-umani? In quante occasioni sono caduti i vostri forti, sotto la precisa direzione dei perfetti soldati-zombie, attirati magari da un rumore o dalla sfortuna che ha voluto che passassero troppo vicino ad un avamposto? Tutto questo in più persone è gestibile in maniere quasi chirurgica, pur con tutti i limiti e i problemi del caso. Non solo avere un “palo” è utile, ma anche la possibilità di far crescere molto più rapidamente gli eventuali fortini, salvare persone, dividersi in compiti, magari andando anche in giro con i nuovi mezzi corazzati che, presumibilmente, subiranno meno danni rispetto al primo episodio in cui prestissimo si era costretti a dover cambiare veicolo dopo poche ammaccature, salvo avere un meccanico nel gruppo. Il nuovo motore grafico sembra in grado di regalare molti momenti di elegante ignoranza, anche se lo spauracchio degli episodi successivi al primo Dead Rising (almeno per quanto mi riguarda) è sempre dietro l’angolo, ma se i ragazzi del team di Undead Labs faranno bene i compiti potremmo trovarci con la versione definitiva del brand. Una nota a margine, che in realtà risulta essere una succulenta chicca di cui vogliamo sapere assolutamente di più, riguarda la vastità della mappa complessiva, che sembra comprenderà tre aree differenti, ciascuna delle quali sarà grande quanto quella dell’intero primo episodio… possiamo immaginare che sia sconsigliabile farsela a piedi, o no?

 

Attendiamo l’uscita di State of Decay 2 per una data ancora generica, ma comunque orientata ad essere entro la fine del primo semestre del prossimo anno; naturalmente, come ben sapete, la piattaforma sarà sia Xbox One che PC.

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