MotoGP 17

Recensione

MotoGP 17

Ogni volta che bisogna recensire un nuovo capitolo di MotoGP non possiamo pensare a come sia possibile che i ragazzi di Milestone riescano a fare un lavoro cosi mediocre, da eguagliare i colleghi francesi di Kylotonn che anno dopo anno stanno distruggendo il marchio del campionato ufficiale di rally. Ci sarebbe da sperare che Codemasters si prendesse tutto per avere un gioco decente su queste discipline, ma purtroppo le licenze le hanno queste e i loro prodotti sono sempre gli stessi. Già mettetevi il cuore in pace, perché questo MotoGP 17 non ha ragione di esistere né di essere acquistato da chi ama le due ruote o a uno qualunque dei precedenti capitoli, su tutti quello dedicato a Valentino Rossi. Ma andiamo a vedere come si presenta un update che dovrebbe essere rilasciato annualmente in forma gratuita e invece ci viene spacciato come gioco nuovo e con novità.

 

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Partiamo con la premessa che ormai facciamo dal 2014, questo titolo ha un motore grafico da PlayStation 3 e giocarci su una 4 Pro (ma va bene anche Xbox One S o PC) è sempre e solo un pugno negli occhi, davvero dove aver visto le meraviglie visive che girano su questa console sia per i racing a quattro ruote che a due ruote ritrovarsi con modelli poligonali cosi poveri, piste spoglie e senza dettaglio, le solite quattro animazioni in croce è deprimente. Siamo a metà 2017 e vogliamo un gioco che sia adeguato a questa generazione, purtroppo questo sfigurerebbe persino su un Wii U, quindi dopo aver capito che l’Unreal Engine 4 è pura utopia e consapevoli di quello che vedrete passiamo ai contenuti, più importanti e sicuramente più interessanti per chi ama questo tipo di prodotti. Tralasciamo immediatamente sia la carriera, identica e piatta da anni, sempre la stessa minestra riscaldata del pilota che venuto dal niente deve scalare tutti i campionati, le gare libere dopo sbizzarrirsi a creare campionati o gare con le proprie regole, l’unica vera novità degna di essere portata alla vostra attenzione è la sezione manageriale del gioco. Detta così anche noi ci attendevamo chissà cosa di straordinario, ma alla prova dei fatti e dopo numerose ore di gioco non possiamo che constatare che si tratta di una sorta di carriera rivista e corretta, con ben poco di manageriale purtroppo. In questa modalità avremo una piccola somma iniziale con la quale acquistare una moto poco performante e competitiva, iniziando quindi a gareggiare e raccogliere un po’ di soldi per prendere nel team un secondo pilota. Ovviamente anche se sarete dei provetti piloti ci saranno sempre quelli che non raggiungerete nemmeno con la gara perfetta, quindi armatevi di pazienza e pensate che il vostro scopo è quello di assumere ingegneri e tecnici che migliorino la vostra moto rendendola sempre più competitiva, o comprare direttamente un modello migliore. L’unica cosa davvero da gestire è il secondo pilota, che essendo sfruttato dalla CPU sarà inizialmente una chiavica e non farà altro che farvi perdere tempo e soldi. L’allenamento e le gare però contribuiranno ad aumentare le sue statistiche, proprio come in un classico gioco di ruolo, rendendolo migliore e con delle maggiori possibilità di farvi guadagnare soldi. Sostanzialmente ci troviamo quindi di fronte a una modalità carriera con qualche elemento in più da gestire, che però non ci permette mai di sentirci manager del team poiché alla fine il risultato dipenderà da noi e dalle posizioni che raggiungeremo in pista, guadagnando quindi soldi e investendoli con la certezza di essere in grado di raggiungere gli obiettivi che il team c’impone (i soliti arriva nella posizione X ecc ecc). Avremmo preferito che entrambi i piloti fossero guidati dalla CPU e che a noi venisse riservato esclusivamente il ruolo di manager, in modo da avere un risultato su pista più veritiero alle scelte che faremo e come investiremo i soldi, soprattutto per i meccanici, o nella ricerca e sviluppo. Una volta ottenuti infatti tanti soldi non sarà difficile mettere sotto contratto piloti più bravi, ottenere moto migliori e quindi avere un team competitivo ovunque senza problemi, per questo sarebbe stato meglio non permettere l’ottenimento di denaro in maniera così veloce e semplice. Oltre questa modalità il gioco è inferiore in tutto e per tutto a Valentino Rossi: The Game, che per contenuti è assolutamente superiore e di gran lunga più vario e divertente. Avete già capito che il titolo con il dottore è quello da comprare, che lo troverete in super offerta, mentre questo MotoGP 17 è il solito update da 70 euro che dovrebbe stare sugli scaffali in attesa di avere il prossimo anno un gioco degno della next-gen e non la solita minestra riscaldata.



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Commento e voto di Roberto Bucci

Roberto Bucci
Milestone ha rilasciato un titolo tecnicamente non adeguato alla generazione attuale, identico in tutto rispetto ai precedenti capitoli ma con un numero molto inferiore di contenuti. La bilancia pesa quindi tutta a favore di Valentino Rossi: The Game, titolo che è in tutto e per tutto superiore a questo MotoGP 17. La novità della modalità manageriale è senza dubbio un buon inizio per cercare di portare aria fresca al brand, purtroppo risulta ancora troppo acerba e con alcuni difetti da limare e opzioni da rivedere prima di poter essere promossa. Insomma ormai è arrivato anche per la società milanese il tempo di crescere realmente e produrre giochi dedicati alle due ruote degni di quelli per le quattro ruote, l’abisso infatti tra le due categorie a livello qualitativo è ormai diventato troppo e i fan non possono che non essere felici di tutto questo.
5.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Interessante la modalità manageriale...

Contro

  • ...ma da sviluppare meglio
  • MotoGP 15 con il roster aggiornato
  • Pochi contenuti rispetto a Valentino Rossi: The Game

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