Code Vein

Code Vein

A furia di dire Soulslike prima o poi qualche sviluppatore capirà che è ora di dare una svecchiata a questo termine e creare un nuovo gioco con un accento così forte da potersi svincolare da questo che è ormai diventato un genere a sé. Detto ciò Code Vein condivide Bandai Namco con la serie di Dark Souls, anche se in questo caso lo sviluppatore non è From Software ma porta il nome di Shift, azienda che sicuramente ricorderete per l’atipico God Eater che, pur con i suoi alti e bassi, ha comunque saputo farsi notare da una nutrita quantità di fan.

 

 

 

LA FINE DEL MONDO… ANCORA

Non è per essere polemici e nemmeno volersi accanire su questo titolo, però in questo action rpg anche l’ambientazione sembra essere qualcosa di già visto e in ogni salsa possibile, ovvero una presunta devastazione del mondo, così come lo conosciamo ora, ritrovandosi in un classico medioevo post-apocalittico, con un ritorno alla cappa-e-spada con licenza fantasy, ma incorniciato dai residui di città completamente devastate che fanno da mausoleo del genere umano, esponendo le carcasse di vetture sventrate e palazzi decrepiti e cadenti come ultime vestigia di un passato più moderno e tecnologicamente avanzato. L’evento scatenante però, per quanto non sia ancora del tutto chiaro, pare sia legato a qualcosa di naturale - per quanto naturali possano essere degli Spuntoni del Giudizio, così vengono chiamati, che ammorbano ogni ambiente e di cui non si conosce l’origine - e non bellico, ma ci sarà ancora parecchio tempo per approfondire l’aspetto della storia. Lo stile manga dei personaggi e in parte anche dei nemici o del tratto tipicamente acceso della colorazione degli ambienti, così come la morbidezza e la pastosità delle texture, che ricordano in qualche modo i film d’animazione del Sol Levante. L’estetica però che contrappone buonissimi personaggi in primo piano, ben modellati e dotati di texture e colori pieni, cozzano un po’ (al momento almeno) con fondali un po’ troppo anonimi, ripetitivi, privi di una certa variazione e soprattutto qualità, per quello che si è potuto notare, anche se l’intenzione degli sviluppatori è quella di porre il massimo dell’attenzione nella fase di combattimento.

 

 

 

MOSTRI E BUOI DEI PAESI TUOI

Vein è il luogo in cui vivono i cosiddetti “redivivi” e il giocatore interpreterà proprio uno di essi, pochissimi privilegiati che si muovono in un mondo segnato dalle mutazioni e da un numero di esseri mostruosi piuttosto variegato. Al momento non è che ci abbiano mostrato chissà quale campionario, anche perché il protagonista ha incontrato al momento quasi soltanto i “corrotti”, ma Shift e Bandai Namco assicurano che la scelta tra le varie amenità a noi ostili è sicuramente garantita. Anche sul fronte armi non dovrebbe esserci penuria di mezzi per sopravvivere, a cominciare dalle armi bianche, di cui abbiamo potuto osservare combattimenti con una spada a due mani e un’ascia da impugnare con due, ma comprende anche armi da fuoco. Essere sopravvissuti e aver mantenuto una certa “umanità” però ha un prezzo, ovvero dover far scorta costante di sangue e raccoglierlo nei Blood Veil, prima che la “corruzione” ghermisca anche noi e ci trasformi negli stessi essere che stiamo combattendo. Le fasi action, al momento, sembrano ancora un po’ acerbe, con il rodatissimo sistema di combattimento dei Souls in cui colpire, attendere l’azione nemica, schivare e ri-attaccare a nostra volta, anche se in questo caso potremo fare affidamento sui “doni” per poter potenziare il nostro arsenale.

La città crepuscolare, che abbiamo visto nella demo, non sarà l’unica, anzi ci saranno zone diametralmente opposte tra loro come ambienti rurali, parti sotterranee, qualche area innevata ecc.

 

Anche se non si conosce ancora una data di uscita, fissando il tutto ad un generico 2018, salvo rinvii o slittamenti, all’anno successivo, lo potremo godere su Xbox One, PlayStation 4 e PC.

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