Crash Bandicoot N. Sane Trilogy

Recensione

Crash Bandicoot N. Sane Trilogy

La N’Sane Trilogy di Crash Bandicoot è finalmente giunta tra noi e a differenza di molte operazioni simili si tratta di uno dei titoli maggiormente richiesti a gran voce della storia recente dei videogiochi. I titoli disponibili sono molto famosi e conosciuti da tutti ma  il perché il marsupiale più pazzo del mondo è oggi ancor più di ieri un’icona del gaming Sony e non solo nonostante la sua lunga assenza.

 

Mela matura

È davvero incredibile l’affetto che Crash Bandicoot riceve dai videogiocatori moderni, sicuramente un sentimento figlio della nostalgia di chi, con la prima grigia ammiraglia Sony, ci è cresciuto ed è diventato un giocatore navigato. Personalmente, credo di parlare a nome di tutti quando affermo che i lavori riguardanti remastered/ remake siano un bene per il settore (se fatte con la giusta consapevolezza ovviamente ndr), in quanto rappresentano un metodo per preservare la memoria storica di un settore che ne ha inevitabilmente bisogno, come tutti gli altri media del resto. Non vengono riproposte edizioni moderne di grandi classici della letteratura? Forse il cinema non ricorre allo stesso espediente delle remastered videoludiche sotto forma di versioni restaurate dei suoi capolavori segnati dal tempo? È facile constatare come questi due quesiti abbiano come risposta un roboante sì, indi per cui le riproposizioni di vecchi titoli sono da considerare positivamente, permettendo ai più navigati di riprovare emozioni passate e a neofiti di cimentarsi con il passato. Inoltre, sono simbolo di un processo di maturazione di un medium che oramai si sta consolidando sempre più, alla faccia delle continue persecuzioni della stampa generalista, altro processo che tange bene o male ogni forma di espressione durante il proprio processo di crescita. Certo, ci saranno sempre i più maliziosi che interpreteranno tali scelte aziendali semplicemente un modo per spillare più facilmente soldi ai fan, ma ciò non di meno le remastered/remake sono parti importanti del settore ed è giusto riconoscerle come tali se fatte come si deve e con criterio.

 

A chi serve una mascotte?

Se siete arrivati a legger fin qui, sento già i vostri mugugni al di là dello schermo dove bisbigliate: “ma questo non era un articolo su Crash?”. Sì, ragazzi, lo è, ci sto arrivando. Tutta questa bella digressione su quanto belle siano le remastered/remake è stato fatto appositamente per intavolare il discorso sul nostro amico Bandicoot. Molti sono stati i titoli riproposti nel corso degli anni, ma ben pochi hanno avuto l’attenzione tributata a questa trilogia, oltre ad essere, numeri alla mano, l’unico vero remake di un titolo appartenente alla quinta generazione di console insieme al recente Wipeout Omega Collection. Il motivo di tanto interesse è che, sotto certi aspetti, Crash è stata la prima grande icona del videogame targato Sony, con cui i fan hanno stretto un legame inscindibile. Una manifestazione di affetto significativa, spesso in controtendenza con le direttive Sony. Pensateci bene. La società giapponese, e più nello specifico Playstation, hanno avuto moltissime mascotte, tutte ottime, ma mai nessuna ha avuto una continuità generazionale. Se vi guardate introno potrete notare come sia elementare associare il nome Xbox a Master Chief o quello di Nintendo a Mario o Link. Playstation invece ha avuto tanti nomi illustri ma che, piano piano, hanno lasciato spazio ai successivi paladini delle nuove generazioni. I giocatori però non hanno dimenticato il loro passato, segno che la memoria storica di cui parlavamo nel paragrafo precedente non è qualcosa di astratto o facente parte di un almanacco sgualcito composto da vecchie riviste e supporti obsoleti, ma è molto di più ed è un valore intrinseco di ogni giocatore. Il popolo Playstation ha richiesto a gran voce il ritorno del suo primo cavaliere ed è stato ascoltato, l’eroe simbolo di un credo videoludico con cui oggigiorno ognuno si identifica per spirito di appartenenza. Inoltre potrebbe rappresentare per Sony un precedente non da poco per dare la giusta dignità ai suoi vecchi e dimenticati guerrieri, un tempo in prima linea ed ora abbandonati, citati solamente durante i racconti delle leggende del tempo che fu. Che altro dire se non che l’operazione nostalgia di Crash sembra essere una giusta soluzione sia per il mercato che per la stessa casa nipponica, che si ritrova, quasi casualmente, una vecchia mascotte di cui inconsapevolmente aveva bisogno.

 

Quasi tutto rifatto da zero

Una delle caratteristiche che rendono questa N. Sane Trilogy molto più di un semplice riproporre i tre capolavori targati Naughty Dog è il fatto che sarà possibile utilizzare la sorellina del nostro mangia mele, Coco, in tutti i capitoli e in ogni livello tranne che per gli scontri con i boss, cosa che rende il gameplay e l’approccio ai livelli molto diversa dal solito visto che la ragazzina ha un set di mosse totalmente diverso dal fratellone. I ragazzi di Vicarius Visions, che si sono occupati di questa remastered per conto di Activision, non si sono risparmiati e hanno realizzato da zero tutte le animazioni e l’aspetto grafico dei tre titoli, in modo da renderli perfetti per PlayStation 4 nonostante i 60fps sia un’utopia. Tutto questo modernizzamento, avvenuto anche per la colonna sonora ricca adesso di musiche riarrangiate, ha però avuto anche un riscontro negativo per ciò che concerne il gameplay, questo perché non sono stati corretti i difetti delle hitbox del passato che costringevano a salti millimetrici i giocatori. Insomma se pensavate che si potesse imprecare solo con un Soulslike vi ricrederete nel caso non abbiate avuto la fortuna di crescere con Crash.

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Commento e voto di Yuri Schiava

Yuri Schiava
Siamo di fronte a una raccolta imperdibile per tutti gli amanti dei platform seri e difficili, perché i tre capitoli di Crash Bandicoot sono davvero di ottima fattura e sebbene il sistema di gioco ha la sua età e non siamo più di fronte a giochi freschi e moderni, la nostalgia colpirà in maniera forte nei cuori di molti giocatori. Inoltre non è che su PlayStation 4 ci siano tanti titoli di qualità di questo tipo e il prezzo non fa che renderla molto interessante, sia per chi desidera conosce il mangia mele e capire meglio perché la sua grande personalità ha permesso a milioni di giocatori di innamorarsene quasi al pari di Sonic e Mario.
8.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Tre classici imperdibili
  • Grafica adeguata a questa generazione
  • Costa poco

Contro

  • Restano i difetti dell'originale sulla precisione dei salti
  • Il gameplay mostra la sua età

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