Micro Machines: World Series

Recensione

Micro Machines: World Series

Ero solo un ragazzino di 13 anni quando con i miei amici passavamo i pomeriggi nella camerata di uno di noi a giocare a Micro Machine, quando arrivo il secondo capitolo giocare in quattro era davvero una goduria. Momenti indimenticabili di una serie che ha segnato la nostra infanzia, che già al tempo non era un capolavoro e non risultava eccellere in nulla se non nel multiplayer che era divertente come non mai. Sono passati ormai oltre 20 anni da quelle giornate e con il passare degli anni la serie ci è caduta dal cuore sempre più, riuscendo a trovare spazio giusto con il mai troppo lodato V3 per poi non emozionarci minimamente, cosi se Codemasters tira fuori questo Micro Machines World Series è obbligatorio provarlo e vedere come si è evoluta la serie, cosa ci porta di nuovo rispetto ai precedenti capitoli e se riesce a trasportare in quel turbine di divertimento nel multiplayer come ai bei tempi. Non voglio sembrare un vecchio che si lamenta e che pensiate la nostalgia mi abbia annebbiato la mente, ma dopo svariate partite online quando ho racimolato quei 3 amici in libertà vigilata dalle mogli per la sessione locale…siamo finiti su Mario Kart 8 Deluxe in meno di mezz’ora.

 

Se esci dallo schermo sei eliminato

Partiamo con il dire che Micro Machine è un titolo arcade puro, con corse veloci e dinamiche che possono variar a seconda della loro natura, ma che il fulcro della serie è sempre stata la competizione. Questo nuovo capitolo parte invece decisamente con il piede sbagliato essendo uno di quei giochi che se non avete un abbonamento ai servizi online delle vostre console potrete usare il disco per specchiarvi, mentre prima di accedere alla componente competitiva dovrete salire fino al livello 10, ottenibile giocando un po’ e prendendo confidenza con il sistema di “guida” e le varie modalità di gioco. Se qualcuno si stesse chiedendo che fine ha fatto la componente dedicata al single player, che in passato era ben presente specialmente nel già citato V3, sappia che può dimenticarsela visto che potremo solo gareggiare con la CPU in partite libere e basta, tutto è studiato per il multiplayer e in assenza di amici ci penseranno i bot con l’IA di un criceto a giocare con voi. Certo la qualità generale dei circuiti è sempre ottima e quindi si potrebbe anche soprassedere sulla mancanza di contenuti realmente incentivanti per chi desidera qualcosa che non si basi unicamente su partite multigiocatore online, anche perché queste vanno anche a snaturare il brand che è famoso sì per unire e far divertire più persone, ma funzionava solo se queste sono nella stessa stanza. Detto questo i programmatori non si sono certo sforzato molto per cercare di sviluppare qualcosa di impegnativo, le vetture a nostra disposizione sono infatti tutte identiche più o meno, riuscendo a valorizzare la loro unicità per le abilitò speciali che potremo sfruttare in gara, modificando quindi il concetto di corsa per vedere chi è il più abile e portandolo ai livelli di un Mario Kart, con battaglie a cercare di equilibrare le sorti dei duelli. Purtroppo, sebbene non ci sia una grande varietà di veicoli e le piste siano poche, bisogna sottolineare come con un gameplay cosi votato al combattimento sia ovviamente più avvantaggiati i mezzi più adeguati alle schermaglie, mostrando il fianco anche a una differenza netta tra i mezzi da utilizzare e quelli da lasciare in garage. Un punto però che non abbiamo proprio digerito è il voler cercare di scimmiottare titoli come Rocket League, proponendo un sistema di ricompense, delle arene e tutto il necessario per strizzare l’occhio agli eSports. Peccato che Micro Machine non si presti minimamente a questo tipo di competizioni, era un titolo con il quale ci si divertiva con qualche amico in casa, specialmente alla modalità eliminazione nella quale bastava uscire dall’inquadratura dello schermo per finire la nostra gara. Non siamo riusciti a trovare uno spunto degno di nota per poter avere qualche piacevole sorpresa da questo prodotto, con ormai tanti titoli cloni e con una versione che sinceramente non riesce a conquistare non solo i nostalgici e vecchi giocatori, ma men che meno quelli delle nuove generazione.

 

Bene ma non benissimo

Tecnicamente il titolo non è certo il top, graficamente si presenta in modo essenziale, con ottimi circuiti ben definiti e animati, ma che per design non raggiungono la classe o livello artistico di quelli del passato, mentre il sonoro è senza macchia e senza lode. Sembra scontato che un titolo sviluppato a basso costo come questa sia tecnicamente poco curato, ma non dovrebbe esserlo considerato che non ci si attende un fotorealismo ma almeno un motore grafico che regga le fasi più caotiche e confusionarie delle gare. Resta il rammarico non tanto per ciò che non è questo World Serie ma per aver visto dirottato sul mercato degli eSports un titolo che della casualità e caos hanno sempre fatto il loro marchio di fabbrica, aspetti che non sono certo adeguati a un settore dove le abilità del giocatore dovrebbero essere esaltate per premiarne la bravura e non la fortuna. Temiamo che nonostante i buoni propositi e il supporto che il titolo riceverà da Codemasters sia per i server che per risolvere ogni eventuale problema, senza un buon numero di giocatori online la fine di The Division o For Honor non tarderà ad arrivare.

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Commento e voto di Rosario Speciale

Rosario Speciale
Un titolo che compriamo e per essere giocato necessità di essere perennemente connessi alla rete e a un account con un abbonamento andrebbe stroncato a priori. Micro Machine World Series è uno di quei giochi che cerca di sfrutta il proprio franchise per entrare nel settore dei videogiochi competitivi, dimenticandosi però le proprie origini e voltando le spalle agli elementi principali che lo hanno reso un successo Purtroppo i tempi sono cambiati e nonostante qualcuno possa dissentire siamo sempre più convinti che l’emozione e il divertimento che si ha giocando ad alcuni titoli multiplayer nella stessa stanza sia molto meglio della stessa esperienza vissuta da soli, con un paio di cuffie e un microfono…Micro Machine era il re del multiplayer locale e con gli eSports non ha nulla da spartire.
6.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Con gli amici in una stanza diverte

Contro

  • La competizione onlne non funziona
  • Troppo sbilanciato e poco divertente online
  • Sempre online e con abbonamento...

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