Final Fantasy XII The Zodiac Age

Recensione

Final Fantasy XII The Zodiac Age

In un periodo un po’ di fiacca e con poche uscite di rilievo qualche remastered del passato non è da disdegnare, soprattutto se in una veste inedita per noi europei come nel caso di questo Final Fantasy XII The Zodiac Age che ci ripropone uno dei capitoli più ambigui della saga di Square Enix, nella sua veste uscita nel 2006 solo in Giappone. Nonostante i tempi bisogna ammettere che il titolo aveva davvero troppe differenze e meccaniche inedite particolari che ai fan non sono piaciute, oggi però le cose non sono poi cambiate molto e con l’evoluzione della saga che è entrata negli open world e con uno stile molto più action questo tuffo in un tatticismo non per tutti.

 

Quando ci si allontana troppo dalla via maestra…meglio cambiare nome

Final Fantasy XII non è stato un episodio canonico della saga, decisamente più vicino alla precedente opera del suo game designer, ovvero quel Vagrant Story che sulla prima Playstation catturò proprio i meno avvezzi alla serie ideata dal geniale Sakaguchi. Questo lo ha reso sicuramente uno dei capitoli meno amati dai fan del passato e non stupisce come in seguito la stessa società nipponica modifico ancora la sua opera allontanandola da questo episodio. Ma non è che il gioco fosse brutto o con un sistema di gioco con vari difetti, il suo vero problema era che non venne considerato un Final Fantasy puro e quindi bollato a prescindere dalla sua qualità. Se si riesce invece a non badare troppo al nome importante e di sicuro di peso che ha, si può facilmente intuire come molte opzioni che introdusse fossero a dir poco rivoluzionarie. Questa riedizione per PlayStation 4 ci metterà di fronte la versione definitiva di quel titolo che con il sottotitolo di Zodiac Job System vide la luce soltanto nel paese del Sol Levante. Il primissimo aspetto riguarda le abilità dei nostri personaggi, non più gestiti da una singola tavola di talenti comune a tutti, la famigerata scacchiera delle licenze, bensì da dodici differenti, una per ogni segno zodiacale (ecco spiegato il motivo del nome, ndr). Inoltre, vi saranno nuove abilità inedite, aspetto sempre piuttosto gradito in ambito di giochi di ruolo, in grado di aumentare sensibilmente l’eclettismo dei nostri personaggi oppure di specializzarli maggiormente in un singolo ruolo. Sarà inoltre possibile velocizzare sensibilmente la velocità di spostamento e delle battaglie tramite il tasto L1 e la nuova funzionalità di controllare direttamente gli Esper. Molto utile anche l’introduzione di un sistema di salvataggio automatico intermedio tra le diverse mappe, cosi da semplificare la vita ai giocatori meno esperti e con poca pazienza. Per gli amanti delle battaglie è stata poi introdotta la modalità Sfida che offre la possibilità di affrontare fino a cento scontri in successione, così da poter evidenziare la nostra maestria sia nella scelta del party migliore che delle abilità e Gambit da usare in battaglia. Proprio queste sono una delle migliori innovazione del titolo, ma per molti troppo complesse e tattiche da poter essere assimilate in maniera appropriata. In realtà se si riesce a gestire bene il sistema di gioco ogni scontro avverrà in automatico, senza che il giocatore necessiti di effettuare altre operazioni dopo aver impostato il tutto. Final Fantasy XII è un JRPG dal ritmo calzante dove le battaglie avvengono in tempo reale ed i nemici ingaggiati sono sempre presenti su schermo durante l’esplorazione senza comparire dal nulla andando a spezzare il ritmo di gioco come avveniva in tutti i maggiori esponenti del genere dell’epoca. Questo aspetto, rivoluzionario per chi fino a quel momento era abituato agli incontri casuali tipici del genere, veniva affiancato dal fantastico, e al tempo stesso da molti bistrattato, sistema dei Gambit appunto. Data la continuità di azione ed esplorazione, il titolo permette ai giocatori di elaborare intricate strategie di combattimento tramite dei nodi, ovvero i nostri Gambit, con i quali prepararci preventivamente agli scontri. Facciamo un esempio, per capirci meglio. Se avete un Gambit con scritto “Quando il capo squadra si trova sotto il 20% degli HP..” potete legare ad esso una funzione curativa che completava la frase “… Ashe (nome di un personaggio a caso) usa Megaene (la magia curativa più potente del gioco)”. Aver attivo questo Gambit, così come gli altri, permette quindi di costruirsi praticamente una squadra che, se assemblata e coordinata correttamente, combatte in automatico in base a quanto ordinato loro. Una funzione che può essere ignorata nel corso dell’azione e di fatto combattere simil a turni, anche se il ritmo di gioco e in special modo la comodità ne risente pesantemente.

 

Una lustratina per l’Alta Definizione e siamo pronti

Ecco il punto dolente di questa versione è proprio la realizzazione tecnica, tralasciando infatti che abbiamo una colonna sonora completamente rieseguita dal compositore Hitoshi Sakimoto con un'orchestra dal vivo, per la gioia delle nostre orecchie, il resto è proprio negativo. L’alta risoluzione c’è, le texture però sono sempre quelle e gli 11 anni del motore grafico pesano tutti, senza contare che su emulatore si possono ottenere con vari filtri risultati ampiamente migliori. Dispiace quindi che alla fine a salvare il prodotto sia la qualità generale dell’originale e non un lavoro di remastered degno di nota, che se comprensibile visto la mole di lavoro che avrebbe richiesto un nuovo motore grafico almeno delle texture più pulite potevano rifarle. Per fortuna il level design del gioco è fantastico e quindi vi basterà chiudere un occhio sull’aspetto visivo non proprio all’avanguardia e che mostra tutte le sue lacune per godervi il titolo.

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Commento e voto di Yuri Schiava

Yuri Schiava
La storia alla base di Final Fantasy XII è complessa e intricata, il titolo pieno di colpi di scena e molto coinvolgente riesce a mixare vari sistemi di gioco che possono far felici un po’ tutti gli amanti del genere, sia se odiate il sistema dei Gambit o che lo amiate. Certo, se avete già giocato il titolo le novità introdotte non valgono la spesa e nemmeno il lavoro svolto dai programmatori è degno di nota per questa remastered, ma se invece vi siete persi questa piccola perla allora vale la pena di giocarci e rendersi conto, secondo noi, che già 11 anni fa avevano trovato un ottimo sistema di gioco per svecchiare la serie.
7.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Un titolo dalla qualità eccelsa
  • L'orchestra è magica

Contro

  • Graficamente sente il peso degli anni...tutto
  • Si doveva e poteva fare di meglio con le texture

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