Super Mario Odyssey

Super Mario Odyssey

Anche quest’anno, siamo stati invitati all’evento Post – E3 di Nintendo, presso la Videogame Party Home a Milano. Dopo un’approfondita presentazione dei giochi che usciranno nei prossimi mesi per Switch e Nintendo 3DS, le postazioni di prova sono state aperte e, ovviamente, ci siamo fiondati su una di quelle dedicate a Super Mario Odyssey, l’atteso gioco che sancisce l’arrivo del baffuto idraulico su Switch, per provarlo in maniera più approfondita di quanto ci è stato permesso nella calca di Los Angeles.

 

Mario in the World

La demo testata al Showcase di Nintendo prevedeva la prova di due livelli: uno urbano, prevalentemente dedicato all’esplorazione e uno desertico, nel quale più dedicato all’azione e alla componente pltaform. Naturalmente li abbiamo giocati entrambi, in modo da avere una visione più ampia delle opportunità offerte dal nuovo titolo dedicato a Mario. Nella città di New Donk City Mario aveva il compito di ricercare i membri di una band sotto la richiesta della sindaca. Durante questa fase esplorativa abbiamo visitato la città, a dire il vero non grandissima, e siamo riusciti a testare alcune delle nuove abilità dell’idraulico italiano. Il fido cappello, Cappy, che in questo titolo diviene co-protagonista, è il frutto dell’ingresso in scena di un cilindro fantasma che dovrà aiutare il baffuto idraulico a fermare il matrimonio di Bowser con Peach. Dopo anni di semi – anonimato, funzionerà sia come arma, utile per sbaragliare i nemici, che come artifizio per ‘trasferire’ Mario all’interno di un oggetto o un personaggio. Ci spieghiamo meglio: lanciandolo verso un oggetto, come ad esempio un paletto, Mario diverrà quel paletto e, piegando l’analogico, potrà sfruttarlo per farsi lanciare in alto. Ancora, lanciandolo verso una fonte di corrente elettrica, diventerà una scintilla in grado di muoversi sui fili dell’alta tensione per raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. In alcuni casi, il protagonista si troverà di fronte un razzo che, una volta preso possesso, porterà Mario sui grattaceli della città, dove saranno presenti alcune sezioni platform utili per recuperare lune. Sarà inoltre possibile sfruttare le bandiere per creare dei checkpoint in modo da potersi muovere rapidamente selezionandoli dalla mappa. Anche alcuni abitanti saranno governabili: per esempio si potrà prendere il controllo di un cittadino intento a giocare con un modellino radiocomandato all’interno di una pista e sfruttarlo per recuperare una luna nascosta. A proposito delle lune, pare he in tutto il gioco possano essercene ben 400 sparse per i livelli. Altra cosa che abbiamo trovato a New Donk City è la presenza di negozi che serviranno per customizzare a nostro piacimento Mario, cambiandogli gli abiti per la prima volta in maniera del tutto casuale, pagandoli con le monete presenti nel gioco. Non si tratta di una customizzazione fine a sé stessa, ma di vere e proprie utility che andranno a risolvere alcuni puzzle: per esempio, nel livello desertico, Mario dovrà mettersi un poncho e un sombrero altrimenti avrà troppo caldo. Insomma, Mario è veramente diventato un cittadino del mondo!

 

Parola d'ordine: immediatezza

Come abbiamo detto il secondo livello che abbiamo provato è quello desertico/messicano, ovvero quello con più azione e puzzle da risolvere. In questo caso, senza troppe spiegazioni da parte dello stewart presente alla postazione, i comandi si sono rivelati immediati, e eliminare i nemici non è mai stato così naturale: due pulsanti per lanciare Cappy, due per saltare, i dorsali per accovacciarsi e, se cliccati insieme mentre ci si trova all’interno di un oggetto o personaggio, uscirne. Reattività e intuizione, gli elementi essenziali sui quali si basa Super Mario Odyssey. In questo mondo, ci si è trovati a risolvere qualche puzzle in più e diversi nemici da battere, o, in alcuni casi, come nel caso di Banzai Bill, prenderne possesso per raggiungere altre zone. Il sistema di platform proposto da Super Mario Odyssey e quanto di meglio la saga possa offrire: meccaniche collaudate e soluzioni e level design imparagonabili rispetto alla concorrenza. Sembra proprio che i programmatori si siano sbizzarriti nell’utilizzare la propria fantasia, in un mondo che si presenta come il più vasto della serie che vede come protagonista l’idraulico italiano. Ogni angolo può nascondere qualcosa, una luna o un segreto qualsiasi, non si sa mai dove cercare. E poi ci sono le chicche, che noi appassionati di retrogaming apprezziamo tantissimo, come il fatto di entrare in un tubo per tornare a giocare, per un breve percorso, al Super Mario Bros. originale. Questa opportunità non sarà semplicemente un veloce tuffo nel passato, ma tornerà utile nell’economia del gioco, visto che servirà per raggiungere una piattaforma più elevata. Semplicemente magistrale. Così come è magistrale l’esperienza di gioco vera e propria che, in un mondo di videogiochi dai controlli cervellotici, fa dell’essenzialità più pura il fulcro intorno al quale ruota tutta la produzione. Mario in questo titolo dovrà girare il mondo, cosa chiara sin dalla lettura del titolo. Stavolta, però, pare proprio che si rompano le barriere del videogioco e che si venga catapultati in una realtà che mai ci saremmo aspettati. Per esempio, in New Donk City, non incontreremo personaggi facenti parte dell’ecosistema di Mario, ma uomini e donne reali, proporzionati in maniera coerente con il corpo umano e la mascotte di casa Nintendo sarà l’unico personaggio ‘cartoonesco’. Insomma i programmatori hanno distrutto la barriera della fantasia, gettando il baffuto idraulico in un mondo vivo, una città ricca di vita, che potrà essere sfruttata a piacimento dal giocatore. Basti pensare all’utilizzo della vespa che consentirà a Mario di compiere evoluzioni o risolvere enigmi come mai prima d’ora. Lo stile grafico risulta impeccabile, sia per quanto riguarda il test effettuato sullo schermo TV, sia per la modalità portatile, anche se alcune piccole incertezze le abbiamo riscontrate, soprattutto per una telecamera non troppo ottimale (nulla di grave, eh).

 

Super Mario Odyssey si appresta a diventare il gioco dell’anno per Nintendo Switch. Lo diciamo in base a quello che abbiamo provato, grazie a un’immediatezza di comandi senza precedenti, alle molte situazioni disponibili e a una grafica scintillante. Il gioco fa parte del magico filone iniziato da Mario 64 e sviluppatosi in seguito con Sunshine e i due capitoli di Galaxy, e sembra possa porre le basi per una nuova avvincente serie. D’altronde ormai lo sappiamo: Nintendo, quando si tratta delle sue mascotte, difficilmente sbaglia il colpo, anzi, riesce a elevare, ogni volta, l’essenza di ogni produzione. Da videogiocatori convinti, dobbiamo ammettere che l’attesa per l’arrivo di Super Mario Odyssey è altissima e le aspettative sono incredibilmente alte. Il 27 ottobre non è poi così lontano.

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