The Golf Club 2

Recensione

The Golf Club 2

I giochi di golf non sono certo tra i più popolari e quindi i franchise a essi dedicati sono sempre stati pochi, tra quelli di grande successo commerciale ci sono ovviamente i titoli di Electronic Arts che sfruttano il nome del campione Tiger Woods, ma anche quelli di Camelot con i personaggi di Mario come protagonisti non sono da sottovalutare. Sebbene il richiamo di Neo Turf Masters sia sempre forte e resti il più giocato da noi, troppo nostalgici lo sappiamo, oggi sia qui per analizzare The Golf Club 2 appena approdato su PC e console con la sua voglia di ritagliarsi uno spazio nel settore di tutto rispetto e le premesse ci sono davvero tutte. Sebbene gli sviluppatori canadesi di HB Games non siano certo pieni di soldi e quindi abbiano dovuto rinunciare alle licenze e orpelli estetici vari, la loro passione e conoscenza di questo sport riescono davvero a dargli una marcia in più rispetto tutta la concorrenza, ma andiamo con ordine.

 

Dal cricket al golf…evoluzione di una software house

Non staremo di certo qui a raccontarvi la storia dietro i ragazzi di HB Games, vi basti sapere che sono da anni nel settore e che hanno collaborato in passato con grandi case come Electronic Arts proprio ai titoli sportivi della società americana. Insomma non si tratta degli ultimi arrivati e il loro desiderio di lasciare un segno nella scena ludica si era già visto con il primo capito di questo brand, un titolo sorprendente ma dalle troppe lacune che Golf Club 2 vuole andare a sistemare. Premessa, il titolo non è un arcade puro e cerca di essere molto simulativo, quindi dimenticatevi ogni tipo di aiuto come il punto in cui cadrà la pallina ecc ecc, saprete giusto la distanza che vi separa dalla buca e una volta li avrete la classica griglia che vi mostra le pendenze del terreno, stop. Una volta scelto se utilizzare lo stick di sinistra o destra per effettuare lo swing (anche per chi gioca su PC è consigliabile un pad visto quanto è scomodo il mouse in questo titolo), affronterete un breve tutorial che vi mostrerà come si gioca per sfruttare al meglio l’uso della levetta per dre più o meno potenza al tiro. La novità di quest’anno è senza dubbio la presenza della carriera, che non è di certo tra le cose più ricamate e realizzate per darvi un impatto televisivo come avviene in altre produzioni, ma dà la sensazione di quanto si possa crescere, torneo dopo torneo, in questo sport vincendo buca dopo buca. Una modalità in più che farà molto piacere a tutti, sebbene i settaggi e le impostazioni di personalizzazione non vi ci faranno immedesimare molto nel personaggio, quindi noi abbiamo optato per creare Lotti (Taiyo Mukai). Ovviamente giocare online e con gli amici aiuta moltissimo a divertirsi e alzare il livello del gioco, che però si sorregge soprattutto per la presenza del suo editor di percorsi aperto alla community e compatibile con quelli creati nel prequel, ovvero avrete un numero infinito di buche e tutte quelle reali che, sebbene non abbiano licenza ufficiale e quindi non riportano il vero nome, sono state realizzate dai fan del brand. Ci siamo sicuramente divertiti molto con The Golf Club 2 e abbiamo potuto apprezzare i miglioramenti all’intelligenza artificiale della CPU oltre che agli accorgimenti per dare più spessore al gameplay, evitando allo stesso tempo di renderlo troppo arcade, ma bisogna purtroppo sottolineare che tutti i problemi sono da ricercare nel motore grafico utilizzato, obsoleto è dir poco.

 

Realismo fisico ma non visivo

Uno dei problemi che maggiormente affligge questo titolo è che dal punto di vista della fisica la pallina si comporta in maniera egregia ma a causa della pochezza della realizzazione grafica spesso gli vedremo fare cose “strane”. Se ad esempio sul campo ci dovrebbe essere dell’erba alta la pallina frenerà e si muoverà più lentamente, ma vista l’assenza di erba visiva a noi sembrerà di vederle fare qualcosa di anomalo. Purtroppo siamo di fronte a un titolo da PlayStation 2 che ha anche qualche piccolo calo di frame rate nonostante la pochezza di poligoni presenti a schermo, concludendo con delle musiche mediocri e poco ispirate nei menù, mentre si salvano i campionamenti sonori. Dispiace che un gameplay cosi ben studiato e che si stà evolvendo bene nella serie, riuscendo a dare un certo spessore simulativo alla categoria, si perda a causa di una grafica davvero poco adeguata, ma se riuscirete a sorvolare su queste mancanze e concentrarvi maggiormente su quello che è il sistema di gioco e l’impegno che si nota aver posto il team di sviluppo, siamo sicuri che ne sarete conquistati e grazie all’editor di buche diventerà il vostro titolo preferito sul golf fino all’arrivo del terzo capitolo.

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Commento e voto di Roberto Bucci

Roberto Bucci
Se amate il golf e non vi spaventa un gioco dalla grafica insulsa, ma dalla fisica più che buona, allora The Golf Club è il gioco che fa per voi. Un titolo difficile e impegnativo, dove l’intuito e la conoscenza della disciplina impongono che il giocatore sappia cosa stà facendo, eliminando cosi tutti i neofiti del genere che non avranno aiuti o un sistema più arcade che ammorbidisca il sistema di swing. Un gioco che grazie al suo editor di percorsi è praticamente infinito e che se non fosse per il motore grafico davvero troppo vecchio e poco performante riuscirebbe a imporsi senza problemi su tutta la concorrenza.
7.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Ottimo sistema di gioco
  • Ottimo editor per creare percorsi di ogni tipo

Contro

  • Graficamente preistorico

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