Pyre

Recensione

Pyre

Quando un team di sviluppo emergente riesce on un paio di giochi a conquistare il cuore dei videogiocatori è facile che questi li identifichino in quei brand, o anche nel genere a cui appartengono se stiamo parlando di giochi di ruolo. È abbastanza normale dunque porsi delle grandi aspettative quando viene annunciato il terzo titolo, anche questo nuova IP, pensando che la qualità sarà la medesima e nel caso dei ragazzi di SuperGiant Games andiamo ben oltre. Dopo Bastion e Transistor l’hype che aveva generato questo Pyre era davvero grande, complice anche il mistero che avvolgeva il titolo e le poche informazioni che gli sviluppatori rilasciavano. La sorpresa e lo spiazzamento che abbiamo avuto quando nella nostra mente è iniziato a entrare il concetto che ci trovavamo di fronte a qualcosa di diverso dalle nostre aspettative, e molto inatteso, sono stati quindi naturali.

 

Un gioco di ruol…no aspetta!

Una delle caratteristiche che hanno reso famose le precedenti produzioni del team è senza dubbio l’atmosfera e ambientazione magica che riuscivano a trasmettere, con uno stile unico e particolare che sorreggeva delle storie molto intense e coinvolgenti. Ovviamente anche il sistema di gioco non era da meno, ma il punto è proprio questo, cercare di creare sempre cose nuove quasi forzatamente conviene? O avvolte è meglio perseguire per la strada vincente, cercando di migliorare quello che già si è creato? I ragazzi di SuperGiant Games non hanno preso in esame i loro precedenti titoli e in questo Pyre si nota tutta l’inesperienza del voler andare troppo in là, producendo un titolo insapore che non può essere paragonato a quelli del passato. Iniziamo con la trama, tralasciando che non si tratta di niente di nuovo bisogna semplicemente seguire le vicende, senza possibilità di intervenire, ingannandoci con l’idea di poter scegliere la direzione da prendere quando ci muoviamo sulla mappa. Il titolo ci pone nei panni del solito eroe senza memoria che si risveglia nel Downside, la parte più oscura e pericolosa del Commonwealth, la nazione in cui deve tornare dopo aver superato grandi prove. Il titolo è ovviamente infarcito di elementi tipici dei giochi di ruolo e in effetti nel nostro pellegrinare non saremo soli, avremo sempre con noi un gruppo di viandanti che si unirà al nostro cammino più per necessità che per altro. Come il nostro personaggio anche i membri del nostro party accumulano punti esperienza, crescono di livello, hanno delle abilità uniche o possono equipaggiare talismani che gli e ne donano di nuove, sia passive che attive. Ovviamente sarà importante riuscire a trovare il giusto equilibrio sia per lo sviluppo dei singoli amici che per il rapporto che andremo a stringere con questi, svolgendo vari compiti secondari che ci faranno lasciare il cammino della strada principale. Insomma niente di nuovo, tutto già visto in altre mille produzioni simili, quindi dov’è la novità, la scintilla di follia che possa rendere il titolo unico? Semplice, in questo gioco non ci si scontra a colpi di magia per uccidere sul campo di battaglia i vari nemici, qui si gioca a una sorta di palla canestro mistica. I programmatori hanno ben pensato di metterci in un campo, con una bella “palla” al centro per uno scontro tre contro tre nel quale ovviamente vincerà chi riuscirà a “spegnere” il focolare avversario. Potremo saltare, scattare e consumare la nostra stamina, attaccare e usare tutte le abilità di ogni membro della nostra squadra per vincere. Originale, divertente per qualche minuto, assolutamente ripetitivo e noioso dopo un paio d’ore. Purtroppo Pyre si perde velocemente in una serie di difetti che non possono farlo arrivare alle vette di alta qualità delle produzioni che lo hanno preceduto, ma neanchè lontanamente.

 

Non c’è due senza…no niente, sarà per la prossima!

Pyre parte sicuramente con una trama poco coinvolgente, ma che dopo qualche ora riesce comunque a dire la sua e interessare il giocatore, ponendo l’attenzione sia sul protagonista e la sua memoria che sui comprimari, purtroppo però il titolo dopo metà avventura si riduce a un semplice arrivare al punto X, vincere lo scontro e proseguire, il tutto fino alla fine che vedremo dopo circa 8 ore di gioco e praticamente zero sconfitte. Già, oltre a non riuscire a coinvolgere il giocatore a causa della storia poco brillante e per la narrazione lenta e ripetitiva, il titolo incappa in un problema non dà poco, ovvero la totale assenza di sfida causata da una pessima IA. Non importa poi che avremo modo di modificare il livello di sfida scegliendo di personalizzare varie impostazioni del gioco, il tutto non ha un bilanciamento proprio e porta noi a fare varie scelte nel menù per cercare di trovare il giusto equilibrio per non annoiarci troppo. Finiamo con la parte da gioco di ruolo, ovvero l’evoluzione sia del nostro personaggio che degli altri membri del party, un elemento fondamentale in un titolo del genere che invece non riesce a essere trasmesso in maniera adeguata per via del gameplay. Per farvi un esempio pratico, capite che un personaggio è aumentato di livello perché batte con maggior facilità un determinato nemico che invece in precedenza gli dava molti grattacapi, in Pyre ciò non avviene e questo porta a sembrare che tutte le azioni che facciamo, dall’aggiungere abilità al cercare membri adatti a determinate sfide, siano inutili. Gli aspetti positivi vanno quindi da cercare unicamente in quelle che sono le musiche di accompagnamento e la realizzazione dell’ambientazione di gioco, con una certa dose di carisma che giunge da alcuni dei personaggi che incontreremo. Insomma il contorno è stato come sempre confezionato con cura e dovizia, riuscendo a imprimere quel tocco di magia tipico del team di sviluppo, ma purtroppo anche qui lontanissimo da ciò che abbiamo amato in Bastion.

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Commento e voto di Yuri Schiava

Yuri Schiava
Pyre riesce artisticamente a raggiungere i livelli a cui siamo stati abituati dai ragazzi di SuperGiant, ma si perde con una trama inconcludente, un livello di difficoltà inesistente e un sistema di gioco che lo pone più come un NBA Jam fantasy che un gioco di ruolo classico. Certo il titolo diverte inizialmente e il sistema di gioco contro amici funziona, anche se non c’è l’online ma solo il locale, ma alla lunga non regge il passo e la ripetitività porterà presto alla noia. Se oi cercate un gioco più classico ed equilibrato allora è giusto che cerchiate altrove, il titolo è più adatto a chi vuole vedere qualcosa di sperimentale e a tratti innovativo, con la consapevolezza dei difetti che si porta dietro.
7.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Grafica e musiche d'atmosfera
  • Gameplay originale

Contro

  • Storia debole e narrata male
  • Ripetitivo e noioso
  • IA non pervenuta

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