Sundered

Recensione

Sundered

Da buon amante dei metroidvania ho atteso l’uscita di questo Sundered sviluppato dai ragazzi di Thunder Lotus Games, gli stessi di Jotun, con impazienza sperando che i difetti della beta fossero stati eliminati e che il gioco riuscisse a far vedere il potenziale che esprimeva. Ovviamente le cose non sono sempre come vengono dipinte e sebbene oggi la tecnologia della proceduralità nei titoli viene usata sempre più spesso, diciamo che a livello artistico e di level design per me è sempre la scelta peggiore. Gli sviluppatori però in questo caso sono riusciti a superarsi, sorprendermi per la loro capacità di bilanciare lo stile grafico, mentre si sono decisamente persi nel sistema di gioco che se di base è molto classico è totalmente sbilanciato verso un farming troppo importante per avanzare in un mondo di gioco creato appositamente per farci morire, qualunque sia la nostra abilità nel giocare.

Va bene morire ma adesso non esageriamo

Cercare di creare un titolo dove la morte sia una parte cruciale del gameplay non è semplice, se da un lato è vero che ci sono giochi fatti per il trial & error è altrettanto vero che questi consentono sempre al giocatore di vincere o superare le avversità postegli di fronte grazie alla sua bravura, indipendentemente dal livello del proprio eroe. Ecco quindi che in un Dark Souls possiamo arrivare alla fine del gioco senza nemmeno farmare troppo e con delle speed run che mostrano come l’abilità del giocatore possa essere l’unica cosa necessaria per superare determinati punti critici. Sundered è invece strutturato in modo molto diverso e decisamente più frustrante e noioso di quanto possa esserlo un metroidvania classico, visto che ci farà partire da un santuario che funzionerà come centro del nostro mondo di gioco, dal quale potremo potenziarci con il classico albero delle abilità tipico dei giochi di ruolo, e nel quale saremo teletrasportati ogni volta che moriremo. Il problema principale è che essendo stata sviluppata dai programmatori solo la struttura principale del mondo di gioco, lasciando al sistema procedurale la realizzazione di gran parte dei livelli e della presenza dei nemici, il titolo si mostrerà da subito molto spietato con noi. La nostra eroina esplorerà i vari livelli per cercare i giusti indizi per proseguire nella sua avventura, ma le ondate dei nemici si presenteranno cosi frequenti e frustranti da porre la morte come un passo naturale del gioco per aumentare di livello, quindi è obbligatorio morire e potenziarsi il più possibile per avanzare. Il problema di fondo è che il sistema di combattimento è davvero basico, con una semplice parata o schivata e il resto lasciato al pulsante dell’attacco che premeremo ripetutamente, con l’unica tattica di saltare ed effettuare le combo a raggio ampio di azione per colpire più avversari possibili. Il problema è che non essendoci uno schema, non avendo un vero e proprio tatticismo da usare per battere determinate situazioni se non i soli boss, il titolo si riduce davvero a un noioso backtracking fatto esclusivamente per recuperare tutti i materiali possibili che rilasceranno i nemici, cosi da potenziaci. Ovviamente l’albero delle abilità comprenderà il classico aumento della resistenza, stamina, potenza degli attacchi e via dicendo, ma avrà anche un richiamo tattico nella scelta di come evolvere i poteri speciali della giovane Eshe, come camminare sulle pareti o effettuare salti più lunghi e tante altre. Stiamo parlando di piccolezze che non stravolgono il sistema di gioco, ma che nel loro piccolo danno a ogni giocatore la possibilità di decidere come personalizzare il personaggio e in questo modo anche il modo in cui esplorare i vari livelli.

 

La casualità uccide la strategia

I problemi principali di Sundered sono da riscontrarsi nella sua proceduralità e nello scarso appel che ha la storia di fondo del titolo. Da un lato avere livelli creati casualmente li rende quasi tutti uguali e artisticamente il gioco perde molto carisma, perché in effetti ci sono picchi davvero alti nel level design che mostrano il potenziale dei grafici e di conseguenza sarebbe stato opportuno sfruttare il loro talento per creare davvero una perla unica e non solo sprazzi d’arte buttati un po' a caso. Farlo con le ondate di nemici rende ancora più casuale il gameplay, poco strategico e con il risultato di vederci sempre saltare ed eseguire l’attacco rotante, se non per i boss giganteschi che almeno mostrano di essere creati con una logica di fondo. Spingere poi il giocatore a morire appositamente per aumentare il proprio livello, sbloccare nuove skill nell’apposito albero rende davvero ripetitivo e noioso il titolo, che perde il fascino dell’esplorazione e backtracking tipico dei medroidvania rendendo quelle caratteristiche uniche di questa tipologia di prodotti come mero mezzo per il farming puro, motivo principale attorno al quale ruoto l’intera struttura ideata dai ragazzi di Thunder Lotus Games in quelle fredde terre canadesi. Dispiace che un gioco dal grande potenziale e dal fascino indiscusso si perda cosi facilmente, perché tecnicamente sia le animazioni che alcuni sprazzi di level design sono notevoli, con buone musiche ad accompagnare il viaggio del giocatore. Il problema non è quindi spacciare il titolo per espertoni, ma che si tratta proprio di un prodotto mediocre che annoierà anche i patiti del genere.

Condividi articolo su:

Commento e voto di Rosario Speciale

Rosario Speciale
Realizzare un medroidvania richiede un certo impegno e una grande dote artistica, infondo il genere ha detto quasi tutto e lo abbiamo visto sfruttato in moltissime occasioni. Sundered riesce a essere un buon prodotto, sicuramente interessante se acquistato con i saldi di Steam, ma cosi com’è e a prezzo pieno è solo un titolo dove il botton smashing la fa da padrone in un continuo ciclo di avanzamento, morte, potenziamento e via fino alla fine. Troppo incentrato sul dover aumentare le abilità dell’eroina invece che su quelle del giocatore, troppo impostato per farci morire appositamente e non perché non siamo stati abbastanza bravi, priva il giocatore di ogni soddisfazione personale nel raggiugere un finale. Non importa quanto siate bravi, morirete e morirete fino ad avere le potenzialità giuste per proseguire e finire il titolo…che dopo una quindicina di ore vi lascerà l’amaro in bocca, nulla di epico da ricordare e tanto farming che nemmeno un JRPG classico richiederebbe.
6.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Albero delle abilità complesso e ben strutturato
  • Ottime animazioni
  • Boss fantastici

Contro

  • Troppa proceduralità rende i livelli ripetitivi
  • Troppo incentrato sul potenziamento del personaggio per proseguire
  • Combattimenti casuali snervanti

Lascia un Commento

Registrati
Questo sito utilizza anche cookie di profilazione di terze parti. Per la loro gestione consulta l'informativa estesa.   CHIUDI