Uncharted: L'Eredità Perduta

Recensione

Uncharted: L'Eredità Perduta

Quando si parla di un gioco e si parte immediatamente esaltandone l’aspetto visivo c’è da preoccuparsi, perché spesso accade che l’oggetto videoludico, che indossa una bella maschera, serve come paravento per celare altri difetti, come l’assenza di profondità, un gameplay striminzito, una durata risicata, l’estrema ripetitività… invece nulla. La vera difficoltà è la ricerca tra i meandri delle stringhe di codice, che scendono davanti ai nostri occhi come la pioggia di caratteri astratti del film Matrix, mutati in emozioni audiovisive davvero potenti e la cui rara bellezza ci fa stupire, come raramente di questi tempi e per questo è una sensazione ancora più piacevole.

 

Il peso del rettaggio

In realtà il titolo non si riferisce al peso nel senso del riferimento al download piuttosto importante del gioco, qualora doveste farlo - ad ogni modo sono circa 48 GB di dati, 12 dei quali solo per il single player, il resto è l’importante gestione speculare della modalità multiplayer di Uncharted 4 -, bensì alla nomea delle avventure di Nathan Drake in esclusiva PlayStation. La scelta quindi è caduta nel dare forza a potenziali premesse che potrebbero svilupparsi in eventuale seguito, ma comunque presentando al pubblico nuovi stralci di idee con la bella e controversa Nadine che si pone come una sorta di ponte con l’ultima (in senso definitivo?, ndr) puntata del nostro scavezzacollo-parente-del-corsaro preferito; poi c’è Chloe non ha sicuramente bisogno di presentazioni, anche perché nella saga ha calcato la scena più volte, ma per chi non lo sapesse è stata parte del “triangolo” insieme a Nathan ed Elena, anche se quest’ultima alla fine l’ha spuntata. Il leitmotiv di Uncharted è sempre “caccia al tesoro” in luoghi reconditi, al fine di trovare oggetti preziosi in percorsi fisicamente impossibili da raggiungere, inseguiti da banditi violenti e senza scrupoli. In questo caso il preambolo è legato al ritrovamento di un manufatto antico chiamato “Zanna di Ganesh”, mentre il villain di turno lo interpreta il cattivissimo Asav. Tralasciando aspetti della trama che non vi racconterò per non rovinarvi la sorpresa è fuori di dubbio che il lavoro principale riguarda la caratterizzazione dei personaggi.

 

Sesso debole a chi?

I colori colpiscono lo spettatore non solo per la loro potenza evocativa, decisamente più in vista trovandovi in India, ad esempio, ma anche in particolare in quanto sembra che gli sviluppatori abbiano scelto di restituire una resa cromatica differente come se volessero accorpare il modo in cui il sole la superficie degli oggetti nei differenti climi a diversi meridiani, esattamente come nella realtà e questo ci invoglia spesso ad interromperci, anche solo per ammirare la quantità elevatissima di dettagli, che sembrano volerci continuamente raccontare storie diverse e parallele, ma tutte da conoscere. Chloe ha maggiore prudenza rispetto a Nathan, ma cerca comunque di gettarsi a capofitto nella mischia, senza risparmiarsi troppo, Nadine l’abbiamo conosciuta come un calcolatore perfetto e una macchina di morte con le arti marziali, un mix quindi piacevole di due caratteri ben distinti, che trovano comunque diversi punti d’intesa nella loro umanità e nelle fragilità, per quanto le accomuni una grande tenacia e la voglio di andare sempre oltre, per raggiungere l’obiettivo. Asav compie il suo ruolo da vero *%§# senza redenzione, come in un film anni ‘80, o almeno senza la voglia di scrivere troppe righe sulla sua persona, dovendo fare soltanto da leva emotiva nello spettatore, con lo scopo di odiarlo fino alla fine. Il gameplay vero e proprio resta fedele alla matrice di Uncharted 4, rampino compreso, così come le estenuanti, folli e meravigliose scene al limite della follia e del più temerario action movie americano. Le scene sono tutte descritte in modo magistrale, confezionate con superba capacità registica, atta a spingere il giocatore a volerle immediatamente rivivere, che sia la distruzione di un elicottero con un bazoooka o la fuga roccambolesca tra i crepacci di zone infide ma esotiche. L’unica nota riguarda le armi con silenziatore, un’interessante additivo alla formula che trasforma alcune sequenze in un simil-stealth game, regalando una variante molto riuscita al classico gameplay caciarone della serie. La capacità di camuffarci e passare inosservati è un tema molto caro a Naughty Dog, soprattutto dopo The Last of Us e volendolo inserire nella lunga introduzione-tutorial di U4, in questo caso poi dovremo anche stare attenti ai giochi di luce e muoverci nelle ore più buie. Il multiplayer è presente, ma c’è davvero poco da dire, visto che si trovano esattamente gli stessi contenuti di Uncharted 4, di certo se per assurdo acquistate solo questa versione, essendo indipendente - non siate così folli da compiere questo errore - troverete tutto, ma proprio tutto della controparte di cui sopra. Il doppiaggio risulta sempre di altissimo livello per ogni personaggio presente, segno che c’è stata davvero una grande attenzione anche nei minimi dettagli, compresi i personaggi minori o che compaiono per pochissimi istanti, ma se avete un impianto audio adeguato potreste godervi suoni direzionali davvero potenti, che coinvolgono ogni azione, sottolineando al meglio la resa di tutte le scene, ma è nelle sparatorie che ci si diverte di più, marcando il momento in cui saettano i proiettili in ogni direzione.

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Commento e voto di Carlo Ziboni

Carlo Ziboni
Nell’immaginario collettivo il termine DLC indica quasi sempre che una software house vuole spillarvi soldi extra a fronte di qualche ora di gioco addizionale, magari palesemente strappata dal capitolo principale e per questo, forse, è stato fatto e pensato come espansione stand alone. Naughty Dog però è la software house che ha sfornato Left Behind come contenuto aggiuntivo per The Last of Us ed è una chicca che tutti dovrebbero provare prima o poi. L'Eredità Perduta è praticamente un gioco completo, venduto a prezzo ribassato - anche della metà su certi store considerando il valore di un titolo tripla a - e a fronte di qualche sbavatura minima sul fronte narrativo, ricercata a forza, non si potrebbe non consigliare questo gioco anche se costasse come il “padre” Uncharted 4. Chloe ha carisma da vendere e potrebbe sostenere senza problemi una nuova serie, anche se dopo le ultime uscite del team first-party-Sony bisognerà vedere quale nuova direzione prenderà il brand.
9.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Interpretazione ai massimi livelli
  • Realizzazione della resa visiva e regia davvero sontuosi
  • Musiche ed effettistica audio che non vi farà rimpiangere il cinema della qualità migliore

Contro

  • La trama non brilla per originalità
  • Nadine invisibile al fuoco nemico
  • Qualche ombra nella sceneggiatura, ma nulla che vi possa tenere svegli la notte

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