Warriors All-Stars

Recensione

Warriors All-Stars

Koei Tecmo sforna musou ormai a ritmo incredibile, sembra ne esca uno al mese e purtroppo la qualità decade di conseguenza. Se quando si tratta di dedicarsi alle proprie serie principali quali Dynasty Warriors e Samurai Warriors, i risultati sono buoni altrettanto non si può dire per gli spin-off. Dopo averci deliziato con l’ottimo titolo su Zelda, i pregevoli episodi dedicati a Dragon Quest, passando per i meno riusciti capitoli con protagonisti vari personaggi degli anime giapponesi, i programmatori nipponici hanno pensato di creare un titolo che contenesse i personaggi più iconici e non della loro casa madre, in un crossover che racchiude eroi e nemici provenienti da diverse serie prodotto o distribuite da Koei Tecmo. Insomma una minestra super riscaldata che ci viene proposta in questo inizio settembre e che sinceramente dimostra come, se da un lato la produzione di titoli simili sia davvero poco onerosa in termini di denaro e tempo per gli sviluppatori, ormai il genere ha detto tutto e necessita di uno scossone rivoluzionario non da poco.

 

Le leggende non dovrebbero essere toccate

Warriors All-Stars è un titolo che già dalle premesse si dimostrava debole per ciò che concerne trama e spessore di gioco, ma mai avremmo potuto credere che ci saremmo trovati nuovamente di fronte all’ennesimo mondo parallelo dove arrivano un po' tutti i personaggi del titolo. Tralasciando la storia davvero banale e che lascia il tempo che trova, dobbiamo ammettere che la possibilità di decidere con quale fazione stare e i personaggi da usare in essa, oltre agli alleati e non solo, ci ha fatto piacere, mostrando un po' di originalità e quel pizzico di curiosità nel giocatore che porta a rigiocare la campagna principale per vedere tutti i finali. Certo però che se da un punto di vista narrativo il gioco è carente da quello del gameplay ci aspettavamo davvero fuoco e fiamme, con gente come Ryu Hayabusa da Ninja Gaiden o il biondissimo samurai protagonista di Nioh. Purtroppo invece sembra che gli Omega Force abbiano sfruttato molto male la possibilità di usare un roster cosi vario, innanzitutto con una scelta degli eroi utilizzabili davvero ridotta come numero se paragonata alla media delle altre produzioni, e in secondo luogo perché i vari lottatori non sono cosi distinti e caratterizzati come dovrebbero. Andando con ordine però vediamo da subito come a differenza degli altri titoli non sarà soltanto necessario recuperare più zone della mappa possibili dalle grinfie delle fazioni nemiche, ma sarà importante anche capirne la funzione visto che in questo titolo in alcune aree sarà possibile ricaricare l’energia dei propri alleati, altre serviranno per la difesa o per creare nuovi soldati. Insomma un minimo di strategia sul campo c’è, come anche sull’utilizzo di un team e non soltanto più di un solo personaggio, quando si scende in battaglia. Finalmente potremo cambiare personaggio utilizzato a nostro piacimento, dando più spessore alla strategia di gioco, sulla carta. Quindi se i programmatori un paio di novità le hanno inserite, bisogna sottolineare come invece in battaglia le cose siano peggiorate, perdendo armi secondarie e schivate varie, dando al titolo un’impostazione vecchio stile…insomma da button smashing puro. Se a tutto ciò si aggiunge che anche i personaggi scelti per far parte di questa avventura sono stati trasportati in questo sistema di gioco in maniera pessima e sbilanciata capirete che di peggio non si poteva fare. Se pensate che il buon Ryu o qualunque lottatore di Dead or Alive possa avere la meglio vi sbagliate di grosso, il titolo premia in modo troppo eccessivo tutti quelli che hanno armi a distanza e lungo raggio, lasciando quindi al giocatore l’unica scelta di formare un team con essi e vincere facile. Un vero peccato quindi che il titolo pad alla mano risulti troppo vecchio, con poche opportunità di difesa e attacco e con una ripetitività che, seppur facente parte dell’essenza dei musou, riesce a essere noiosa e snervante tanto da farci prendere dalla voglia di mollare il tutto ancor prima di vedere uno dei tanti finali.

 

La cura nei dettagli c’è

Purtroppo per Koei Tecmo non serve una realizzazione tecnica decisamente sopra la media per salvare Warriors All-Stars, perché nonostante l’ottima resa dei diversi personaggi, dalle animazioni alle mosse speciali, ci troviamo pur sempre con un’IA generale dei nemici pessima e un livello di difficoltà tarato verso il basso. Si salva quindi il framerate, che per una volta riesce a non creare rallentamenti odiosi nelle fasi più concitate del gioco e la colonna sonora che però è composta, ovviamente, da brani provenienti dalle varie serie citate e non da qualche motivo originale creato appositamente.

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Commento e voto di Roberto Bucci

Roberto Bucci
Se amate i musou allora potete stare sereni, con Warriors All-Stars non vi perdete nulla anzi a lasciarlo sullo scaffale avrete un buon ricordo dei vostri eroi preferiti. Il titolo di Omega Force è debole nel sistema di gioco, più arcaico e ripetitivo di qualunque altro gioco abbiano realizzato sino a oggi, e sono tantissimi, mentre la trama inesistente non riesce a dare quel desiderio di continuare a premere lo stesso pulsante per ore e ore che abbiamo avuto altrove. Un’idea non proprio originale e che già in fase di annuncio ci aveva lasciato perplessi si è rivelata per essere una delusione, un progetto realizzato in fretta e con poca cura da lanciare in un periodo come questo e che per noi può rimanere sugli scaffali.
5.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Tante belle ragazze
  • Interessante la novità del team
  • Buona realizzazione tecnica

Contro

  • Trama inesistente
  • Novità sviluppate superficialmente
  • Gameplay non al passo con i musou più recenti

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