Knack 2

Recensione

Knack 2

Knack fu uno dei titoli presenti nella line-up di lancio di Playstation 4 e non riscosse un grandissimo successo. Si trattava di un gioco approssimativo, che forse serviva più per rimpolpare il numero di giochi presenti per la console Sony al momento del lancio e che appariva tanto come un’occasione mancata. L’arrivo di Knack 2 sembrava rappresentare il rilancio di questa serie. Sembrava, appunto… Ci scusiamo per il ritardo della recensione ma ci siamo dovuti recuperare il gioco e, credeteci, se vi diciamo che abbiamo letteralmente buttato i nostri soldi.

Una guerra tra goblin e umani

Il primo gioco, curato anch’esso da Mark Cerny, sembrava il classico titolo ‘vorrei ma non posso’, ovvero un gioco sì divertente, ma per poco tempo. Inoltre da un nome altisonante come quello di Cerny, ci si sarebbe aspettato un lavoro molto più elaborato e un titolo di punta per Playstation 4. Invece arrivò nell’anonimato e tale destino sembra debba essere spartito con il sequel, forse ancora peggiore rispetto al predecessore. La trama narra dell’eterna guerra tra umani e goblin nella quale si muovono due personaggi, Knack e Lucas. Il primo altri non è che la creatura inventata dal Dottor Vargas, tramite alcuni artefatti arrivati direttamente dal passato e che si potranno collegare a Knack fino a farlo divenire un gigante. In questo secondo capitolo, Knack e Lucas dovranno iniziare a girovagare per il mondo per capire il perché alcuni titani ideati degli Alti Goblin si stiano risvegliando, dopo essere state sconfitte dal leggendario eroe Marius. La storia sembra ben fatta, almeno in prima battuta, ma seguitamente ci si accorge come il tutto risulti fin troppo scontato e che non riesca per nulla a intrigare il giocatore come dovrebbe fare una produzione scritta da Marianne Krawczyk, già famosa per aver dato il via alla fantastica saga di God of War. Purtroppo non ci siamo trovati per nulla emozionati dall’incedere del racconto che risulta essere, piuttosto, una brodaglia narrata credendo di stupire.

Per quanto riguarda il gioco in sé, forse siamo stati un po’ troppo fiduciosi. Abbiamo creduto fino all’ultimo che Knack 2 potesse essere il nuovo trampolino di lancio per una serie esclusiva per Playstation 4, abbiamo voluto crederci. Purtroppo non è stato così. Il predecessore si presentava in modo piuttosto lineare: alcune arene nelle quali si svolgono dei combattimenti intervallate da sezioni platform condite da puzzle decisamente mal realizzati e, alla lunga, decisamente pesanti. Il seguito è pressochè simile.

Che cubi!

Noia. È questa la parola emblematica che sembra voler perseguire anche in questo capitolo la serie di Knack. Il gioco infatti risulta molto semplice, seguendo dei binari pre-impostati da parte degli sviluppatori, un titolo che non ha nulla da dire in più rispetto a quanto non sia già stato detto. Spesso e volentieri mostra cali di attenzione programmatica degni dei programmatori più principianti, non invoglia a voler procedere per sapere cosa accadrà poi e la giocabilità si assesta su livelli piuttosto bassi, nonostante la possibilità di cooperare con un altro giocatore per portare a termine i livelli. Certo, ammettiamo che è una goduria guidare il Knack gigante, ma rivederlo in versione minuscola nel livello successivo lascia l’amaro in bocca. Il gameplay è diventato marcatamente più action, allineandosi con gli odierni gusti degli utenti, ma non è bastato. Knack 2 sembra volersi orientare come gioco dedicato a un pubblico sostanzialmente giovane, molto giovane. Forse, però, gli stessi programmatori avrebbero dovuto pensare bene a questo target di età, visto che, ormai, l’esigenza di avere esperienze sempre più coinvolgenti si sta diffondendo anche verso i giocatori di giovane età. Sarà possibile attivare le abilità del nostro piccolo – grande eroe, vista la presenza di un albero di crescita che implementerà, seppur di poco, l’interesse per il titolo. Sia le sezioni platform che i puzzle, già presenti nel predecessore, sembrano realizzati in maniera fin troppo elementare, con puzzle mai cervellotici, quasi come se l’utente medio, per Mark Cerny, fosse di fronte a una sorta di gioco – poco giocabile, nel senso che non deve essere coinvolto più di tanto nelle vicende che avvengono su schermo. Troppi momenti morti o poco impegnativi danneggiano non poco l’esperienza ludica. Davvero un peccato.

Noia. È questa la parola emblematica che sembra voler perseguire anche in questo capitolo la serie di Knack

Knack per Playstation 4

Se il primo capitolo sembrava più adatto a Playstation 3, visto il comparto grafico, stavolta c’è da dire che il lavoro è stato fatto piuttosto bene. Graficamente il protagonista è perfetto e anche la fisica dei manufatti è ottima così come gli elementi che si possono distruggere sullo schermo. Testato su una Playstation 4 Pro rende al meglio, con 60 fps che rendono l’esperienza ancora migliore. Peccato che il tutto si riduca al protagonista e all’interattività su schermo (anche se, quest’ultima, rapportata alle produzioni odierne, non rappresenta nulla di eclatante), e per il resto il tutto ricade nell’anonimato. Le ambientazioni sono carine, ma nulla di più. Il comparto audio risulta apprezzabile, con musiche adatte all’atmosfera e effetti sonori tutto sommato buoni.

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Commento e voto di Carlo Ziboni

Carlo Ziboni
Se pensavate di vedere una riscossa del brand targato Sony, vi siete sbagliati. Knack 2 è semplicemente un piccolo passo in avanti rispetto al suo predecessore ma risulta comunque un titolo destinato a cadere nell’anonimato soprattutto se rapportato alle produzioni odierne per il monolite targato Sony. Un gameplay poco ispirato, unito alla trama scontata e a un livello di difficoltà inesistente (è praticamente impossibile lasciarci le penne), fanno del titolo curato dal team di Mark Cerny un gioco inutile, banale, del quale non se ne sentiva effettivamente l’esigenza. Peccato, perché, anche stavolta ci troviamo tra le mani l’ennesima occasione buttata alle ortiche, di un gioco che non sa osare e che ‘avrebbe potuto essere ma non è’.
5.0
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Tecnicamente buono

Contro

  • Trama banale
  • Fin troppo facile
  • Gameplay ripetitivo e noioso

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