Dragon Ball Xenoverse 2 for Switch

Recensione

Dragon Ball Xenoverse 2 for Switch

La console Nintendo ha conquistato ormai una certa sicurezza e i suoi utenti sono coccolati con tanti giochi di ottima qualità, di certo quindi l’arrivo di questo Dragon Ball Xenoverse 2 non farà altro che piacere ai fan della serie del maestro Toriyama. Certo, stiamo parlando di un gioco uscito nell’ottobre del 2016 e che sembra più un test di Bandai Namco per vedere come reagisce il mercato di Switch ma è sempre un primo passo che, come ha dichiarato la stessa casa nipponica, potrebbe aprire all’arrivo di tutti i maggiori brand della casa. Oggi gli occhi sono tutti puntati su Dragon Ball FighterZ e sembra che il suo arrivo sulla console ibrida della casa di Kyoto passi proprio dalle vendite di questo titolo, a buon intenditore poche parole quindi. Ma andiamo a vedere come se la cavano Goku e compagni e che novità sono state introdotte in questa versione.

 

L’Eroe del Tempo…no quello è un altro gioco

Come da descrizione della nostra recensione ecco com’è strutturato il gioco di Dimps. Una volta scelto il tipo di guerriero in base alla sua classe, che influenzerà più che altro caratteristiche come abbigliamenti unici o la possibilità di sfruttare abilità particolari come la trasformazione o il diventare giganti, ci ritroveremo di fronte al classico gioco di ruolo dove dovremo aumentare le nostre caratteristiche per diventare sempre più forti. Il titolo è molto lineare dal punto di vista strutturale, la storia principale dev’essere affrontata missione dopo missione, ma ci verrà sempre specificato se il nostro livello non è adeguato in modo da andare in giro a potenziarci o svolgere i compiti necessari per avanzare, visto che se non soddisferemo determinate caratteristiche la storia non proseguirà. Da questo punto di vista i programmatori hanno cosi deciso di introdurre 5 diversi micro mondi con missioni da portare a termine e che saranno anche legati alla trama principale, ovvero capiterà di dover proseguire in esse per accedere ai capitoli avanzati delle avventure del nostro alter ego virtuale. Anche qui però ci sono dei limiti imposti dal livello delle nostre abilità, partiremo infatti come una nullità e dovremo raggiungere il livello Super attraversandoli tutti, cosa che potrà essere fatta attraverso dei test che ci verranno messi a disposizione una volta terminati gli allenamenti di uno dei maestri che presiede il livello a cui apparteniamo in quel momento. Bills il dio della distruzione sarà l’ultimo dei nostri maestri, prima però ne avremo tantissimi altri dai quali potremo apprendere tutte le tecniche in modo da poter selezionare le migliori da inserire nelle 8 che utilizzeremo nel corso delle battaglie. Allenamenti, missioni da portare a termine per le frange del tempo e come se non bastasse personaggi ed eventi che ci sfideranno visto che la città ne è piena, per una grande quantità di combattimenti, che purtroppo hanno poca varietà e sono molto ripetitivi. In mezzo alla città però possono apparire anche alcuni portali che ci porteranno a combattere contro Vegeta in forma scimmiesca, come Turtles o Slug, che si differenzieranno per poter essere affrontate in gruppi anche online e che ovviamente vedranno i nemici essere molto forti. Questi scontri sono gli unici che si differenziano dagli altri, poiché gli Oozaru possono controllare la mente sia nostra che dei nostri alleati, costringendoci a lottare tra di noi o contro noi stessi nel caso cadessimo vittima di questo incantesimo. Tralasciando il gran numero di missioni a disposizione, sebbene tutte molto ripetitive, Xenoverse 2 ha l’anima di un gioco di ruolo e quindi sarà importante non solo apprendere le mosse e abilità più potenti dai numerosi maestri che troveremo in giro per la città, ma anche cerca di comprarne nel caso negli appositi negozi. Come nel prequel anche qui avremo sempre una bella ricompensa in denaro o medaglie da spendere per rafforzarci, con abiti o accessori che possono andare a incrementare le nostre abilità cercando un equilibrio tra bonus e malus che ognuno ci darà. Immancabili anche le capsule da portare in battaglia, per recuperare energia, aura o aiutare i nostri alleati, anche queste ottenibili come premio per aver portato a termine le missioni o acquistabili nei negozi. La struttura della serie non è cambiata proprio, Dimps ha solo usato la classica formula “stessa cosa ma più grande”, che alla fine ci porterà a girovagare cercando i metodi per sbloccare i personaggi da usare nella modalità picchiaduro. Passando invece al cuore del sistema di combattimento non possiamo non aver notato come sia stato tutto semplificato, visto che potremo sfruttare un ristretto ventaglio di mosse, sia per attaccare che per difendere, che porta i combattimenti a essere ripetitivi e monotoni. Ogni scontro si basa principalmente sullo sferrare un attacco basico di pugno o calci, legarci un’abilità combo e infine un bel colpo energetico possibilmente non schivabile, che sia un super colpo o uno di quelli davvero devastanti. Il problema è che anche la difesa è stata semplificata e non è difficile sfuggire agli attacchi con il giusto tempismo, mentre alcune abilità ci consentiranno di contrattaccare molto rapidamente, portando cosi gli scontri a inutili tentavi di colpirsi tra i due contendenti finchè uno non finirà l’aura necessaria a schivare restando cosi in balia del nemico. Decisamente il risultato è un gameplay molto immediato e semplice, sia da padroneggiare che da sfruttare, portando a un livello di tecnicismo bassissimo il gioco che già non vanta un grande bilanciamento tra i diversi personaggi.

 

Si ma su Switch hanno inserito qualcosa in più?

Una delle caratteristiche che salta subito all’occhio di questa versione è la possibilità di sfruttare i Joy-con e il loro motion controller per sferrare ogni attacco energetico nel corso dei combattimenti. Una piccola introduzione che sicuramente farà felici tutti i giocatori a cui non interessa il mero tecnicismo ma solo divertirsi come si deve e lanciare virtualmente la mitica Kamehameha. Infine se terminerete la storia principale sbloccherete anche quella del primo capitolo, cosi nel caso lo aveste perso potrete vedere cosa era successo. Partiamo dal presupposto che su Switch si possano convertire degnamente molti giochi mentre per altri sono richiesti dei tagli, l’ultimo esempio è Doom che nonostante un ovvio calo di dettaglio sulla console Nintendo resta invariato nella sua giocabilità. Quando però si parla di questo Xenoverse 2 è bene sottolineare come il gioco non sfruttasse minimamente le potenzialità delle altre console o del PC, anzi si trattava di un titolo tutto sommato discreto ma nulla più. In totale sincerità pensavamo quindi che il porting potesse essere molto fedele all’originale, capirete quindi il nostro stupore nel vedere che invece il tutto è stato fatto davvero in modo superficiale e frettoloso. Capiamo i tempi di sviluppo, la fretta di portare il gioco sulla console visto che non è proprio nuovissimo, ma l’assenza di anti-aliasing è un colpo in un occhio, più forte e pesante della risoluzione a 900p invece che come l’originale a 1080p. Anche la fluidità è scesa molto, con un frame rate stabile sui 30fps durante gli scontri ma che nelle fasi esplorative di Conton City, presenta numerosi rallentamenti, pop-up esagerati e in generale una realizzazione tecnica che poteva essere fatta meglio. Il punto infatti non è se Switch possa o meno far girare il titolo originale ma che i programmatori non si sono proprio sforzati di farlo, dimenticandosi magari di chiedere aiuto a Epic o anche a Bethesda su come si programmi.

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Commento e voto di Rosario Speciale

Rosario Speciale
Bandai Namco e i ragazzi di Dimps non si sono sforzati più di tanto nel realizzare questo Dragon Ball Xenoverse 2 per Switch, tecnicamente infatti la console Nintendo non è stata sfruttata adeguatamente. Detto ciò è innegabile che il titolo sia lo stesso e come tale abbia gli stessi pregi e tanti difetti già visti lo scorso anno. Di fatto però su Switch è un gioco unico al momento, un mix tra gioco di ruolo e di combattimento con un numero di contenuti incredibile, seppur per la maggior parte ripetitivi, che è possibile portare ovunque e giocare con un amico in ogni momento. Se quindi non è il titolo a elevarsi in questa versione è senza dubbio la console a dargli quell’imput in più che potrebbe spingere chi ama il genere e Goku a farla preferire ad altre. Se avete invece soltanto la macchina della casa di Kyoto o non avete comprato altre versioni in precedenza allora fateci anche un pensiero, ricordando che se venderà bene arriverà anche FighterZ…che al momento sembra tanta roba.
6.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Tantissimi contenuti e missioni

Contro

  • Gameplay troppo semplificato e IA inadeguata
  • Tecnicamente si doveva fare di più
  • Ripetitivo come pochi

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