FIFA 18 - Nintendo Switch

Recensione

FIFA 18 - Nintendo Switch

Uno dei momenti più attesi per gli utenti Switch amanti di calcio, si è concretizzato e Sua Maestà Fifa 18 ha raggiunto i lidi della console ibrida Nintendo. Già testato durante l’evento Post-E3 della scorsa estate, sarà riuscito nell’ardua impresa di non far raggelare il sangue nelle vene dei giocatori nintendari che si dovranno confrontare con le versioni PC, Playstation 4 e Xbox One?

 

Tutto tutto, niente niente

Come è d’uopo per quanto riguarda la serie di FIFA, anche la versione per Switch gode di un numero impressionante di campionati e squadre, con un database che praticamente raccoglie tutto il grande calcio mondiale. Si va dalla Premier inglese sino al campionato spagnolo per passare alla Serie A e B italiane, arrivando ai campionati più esotici come quello colombiano, messicano o giapponese. Vero è che, nel corso delle numerose partite online e offline, bene o male, si useranno sempre le stesse squadre e campionati, però EA Sports ha sempre avuto un occhio di riguardo per gli utenti di tutto il mondo, quindi la scelta di avere un numero di squadre molto elevato è più che comprensibile. Il lavoro maggiormente interessante effettuato dal team di programmatori è stato quello di ricerca delle caratteristiche di ogni singolo giocatore e cercare di ricreare al meglio la sua controparte virtuale, in modo da non lasciare nulla al caso. Per quanto riguarda l’offerta ludica di questa versione per la console Nintendo, ci troviamo piuttosto distanti rispetto alle controparti per le console concorrenti e PC. In primo luogo manca la modalità  ‘Il Viaggio’, ovvero la seconda stagione che vede come protagonista il giovane Alex Hunter, vera novità del precedente FIFA 17. La seconda cosa importante, che per molti rappresenta il vero fulcro del gioco, è la modalità Carriera che è sì presente, ma che non annovera tutte quelle novità presenti nelle altre versioni per le console dell’attuale generazione e PC. Praticamente il tutto si rifà ancora a FIFA 17, il che significa che tale modalità non comprende le clausole rescissorie e le trattative veloci, ma bisognerà ancora fare un’offerta alla squadra proprietaria, attendere la risposta e, se positiva, procedere con il contratto da sottoporre al giocatore, compilare un contratto fin troppo basilare e inutile, e infine, attendere ancora la decisione. Insomma, un bel casino dal gusto retrò. Si tratta di una scelta inconcepibile, soprattutto perché l’utente Switch appassionato avrebbe chiuso volentieri un occhio sull’assenza de ‘Il Viaggio’ ma su una modalità Carriera declassata come questa, no. Insomma oltre ai tagli tecnici, seppur comprensibili, diventa inconcepibile avere dei tagli strutturali che vanno a penalizzare una delle modalità più impiegate dai giocatori. A fare da contraltare, è comunque presente il FIFA Ultimate Team, soprattutto per tutti coloro che hanno denaro da investire in un gioco già pagato a prezzo pieno, e il calcio femminile, che risulta una buona aggiunta, seppur non fondamentale, anch’essa presente del titolo dello scorso anno per le altre console.

 

Switchamo con FIFA

Altra caratteristica che è divenuta un caposaldo della console ibrida targata Nintendo, è data dalla possibilità di sfruttare i due joycon per emozionanti partite contro un amico, sfruttando come schermo o quello della TV, oppure quello di Switch. I due piccoli pad, però, come sottolineato nella nostra prova dello scorso luglio, risultano un po’ scomodi e imprecisi. In primo luogo c’è sempre il rischio di cliccare sulla levetta analogica attivando, in questa maniera, i suggerimenti in-game; secondariamente il joy-con di destra, quello con l’analogico più accentrato, diventa quasi una tortura per un titolo come FIFA 18 che fa della precisione nella costruzione di un’azione, un punto cardine. Si pensava che i programmatori riuscissero a ripianare, almeno in parte, questo difetto, ma, purtroppo, così non è stato. Non possiamo nascondere che, dopo diverse partite, questa lacuna passi in secondo piano, ma, quando si sbaglia un’occasione d’oro a causa dei comandi, diventa tutto più fastidioso. Un ulteriore incentivo per preferire questa versione è rappresentato dalla Stagione in locale che consentirà agli amici di sfidarsi tramite più console in una sfida lunga, per l’appunto, un intero campionato. Per quanto riguarda la giocabilità, possiamo dire che nulla è cambiato rispetto alle altre versioni, né in meglio, né in peggio. Giocando da soli si hanno maggiori soddisfazioni ed è possibile sfruttare tutte quelle skill che da sempre sono marchio del titolo EA. Mettere in campo una formazione, sfruttare le caratteristiche più emblematiche di ogni singolo atleta, dona sempre quella soddisfazione che si potrebbe avere dallo stesso gioco nelle console più pompate. Anche in questo caso non sarà assolutamente facile segnare, e il riuscire a farlo sarà il coronamento di una giocata ben calibrata. Il livello di difficoltà, a nostro giudizio, si avvicina maggiormente ai prodotti old – gen, quindi tendente verso il basso, ma optano per il livello ‘Leggenda’, si andrà incontro a sfide molto divertenti e impegnative.    

E, infine, il campo…

Non iniziate a pensare di fare assurdi paragoni con quel FIFA 18 che tanto ci ha fatto cadere le mascelle nei trailer visti online. Questa è un’altra cosa. Si tratta di una versione downgradata, che non utilizza il motore grafico Frostbite, invece apprezzato su console Sony e Micosoft ma che comunque fa la sua figura. La pretesa di Nintendo non è mai stata quella di competere con le console più potenti o PC, e quindi questa versione del titolo calcistico più famoso del mondo non fa eccezione. Le movenze dei giocatori sono apprezzabili anche se, a volte, troppo macchinose. Sarebbe comunque ingiusto parlare di brutta grafica, perché, se la cosa si nota sullo schermo TV, passa comunque in secondo piano sul tablet Nintendo. Anche gli effetti di luce e le scene di intermezzo hanno subito un buon taglio, mentre altri elementi, come gli stadi e il pubblico sono veramente fatti a regola d’arte.

Il comparto audio, accompagnato dalla storica telecronaca di Pierluigi Pardo e Stefano Nava funziona molto bene, anche se sono state tagliate alcune stringhe di dialogo. Le tracce, così come l’atmosfera generale degli stadi, riescono a immedesimare al massimo il giocatore, che difficilmente abbandonerà in tempi brevi FIFA 18 sopratutto in questa sua versione portatile.

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Commento e voto di Carlo Ziboni

Carlo Ziboni
Partiamo dalle cose cattive: essere un titolo per Switch non ti autorizza a cavartela con escamotage che possano renderti facile la conversione. Insomma, in questo caso i programmatori hanno preferito prendeere la via più facile, quella che con poco potrebbe ripagare tanto. Una Carriera vecchio stile, l'eliminazione de 'Il Viaggio' fanno presupporre che gli utenti Switch siano stati trattati un po' male da EA. Il sistema multiplayer con due Joy-con è buono per delle partite con un amico, anche se avremmo preferito rivedere l'utilizzo della levetta analogica, che troppe volte viene premuta per sbaglio. Per il resto stiamo parlando comunque di un buon gioco, piacevole e sul quale passare tante ore, soprattutto quando non ci si trova nel salotto di casa. Gli appassionati di calcio lo apprezzeranno, rappresentando una buona compagnia per tutta la stagione calcistica magari da portarsi allo stadio o per passare il tempo durante l'intervallo.
7.5
Valutazione totale del gioco

Pro

  • Fifa da giocare in ogni dove, che chiedere di più?
  • Database Sconfinato
  • Diverse modalità che vi terranno impegnati fino al prossimo

Contro

  • Tecnicamente si poteva fare di più anche su Switch
  • Carriera vecchio modello
  • Manca ''Il Viaggio''

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