Puzzle Fighter – Il pay to win di Capcom
Recensione

Puzzle Fighter – Il pay to win di Capcom

Nel lontanissimo 1996 Capcom sperimentava non poco, avendo dalla sua un gran numero di marchi famosi e ricoprendo un ruolo principe nell’industria, cosi da uscirsene con Super Puzzle Fighter II Turbo. Il titolo era un perfetto mix tra Puyo Puyo e Tetris, con i personaggi del celebre picchiaduro a dare al gameplay quel qualcosa in più a livello strategico. Non era sicuramente un capolavoro, ma le ore passate e il divertimento che riusciva a dare era notevole, peccato però che per diversi anni il brand è stato accantonato dalla casa di Osaka come tantissimi altri. Oggi però ci sono i giochi mobile dove dirottare quei progetti a basso costo e che probabilmente avrebbero successo solo su Switch e 3DS vista la loro natura, cosi eccoci qui a parlare del sequel ufficiale di quel titolo che racchiude in sé un po’ il meglio dell’universo Capcom e non solo di Street Fighter.

 

La via della vittoria passa dal portafogli

Il concetto alla base del titolo Capcom è semplice, intuitivo e decisamente appagante dal punto di vista del gameplay. Ci ritroviamo con il classico sistema dove bisogna creare delle grandi gemme unendone alcune più piccole, cosi da farle esplodere  e creare un attacco che invade con delle gemme neutre il campo avversario. In tutto questo si ha un personaggio preso da varie serie della società giapponese che spaziano da Ryu a Dante e cosi via, tutti legati a uno specifico colore e con delle combinazioni uniche che possono andare a creare mosse e super sempre diverse. Eseguendo degli incastri giusti si possono infatti creare delle combo, eseguite a schermo alla versione chibi del nostro lottatore, che possono anche caricare la barra delle super e avere cosi visivamente una sorta di scontro in stile picchiaduro, ma generato dalle mosse che eseguiremo sul tabellone delle gemme. Fondamentale sarà anche l’aiuto dello striker che potremo selezionare per fare squadra con noi, anche qui la scelta iniziale è limitatissima come per i personaggi e i migliori come sempre andranno comprati…se avrete la pazienza di raccimolare la giusta somma. La rotazione delle gemme avviene con un tap o doppio tap, mentre per inserirle più velocemente nelle colonne basta trascinarle verso la posizione desiderata. Semplice e intuitivo appunto, peccato però che spesso trascinandole le nostre amate si gireranno per i fatti loro, si posizioneranno cosi in posti che manderanno alle ortiche la nostra strategia. Ovviamente testandolo su un iPhone X non crediamo il problema sia nostro o del nostro device, anche se con un tablet le cose potrebbe migliorare vista la grandezza dello schermo. Detto ciò, il vero problema p che il titolo è legato in maniera invasiva agli acquisti in-app, sebbene sia free-to-play in realtà le partite che si possono fare liberamente in un giorno sono pochissimi, il negozio chiude i battenti presto e i premi sono ridotti all’osso anche perché persino gli obiettivi sono legati alla moneta di gioco. Ovviamente questa preziosa moneta sarà durissima da guadagnare e quasi vi porterà in automatico a cercare di comprare il tutto con i soldi veri. Purtroppo nelle partite online contro altri giocatori questo difetto è palese, dovendo quasi sempre scontrarsi con giocatori di un livello molto più alto di noi e con personaggi decisamente con condizioni di colore e combo più agevole. Le microtransazioni potevano anche essere inserite ma questo metodo è il peggiore di tutti, questo perché va a incidere pesantemente sulla giocabilità di Puzzle Fighter che praticamente resta inutilizzabile per tutto il giorno una volta esaurite quelle quattro partite giornaliere concessoci.

Pro

  • L'idea del partner e dei colori

Contro

  • Pesantemente afflitto da microtansazioni
  • Il touch non è precisissimo

Conclusioni

Il titolo originale è divertente e appagante, decisamente migliore su qualunque emulatore che potete trovare di questo mangia monetine che ha praticamente rovinato il brand. Oltre a essere palesemente un pay-to-win di pessima fattura il touch non è perfetto e causa problemi che vanno a condizionare le partite, restando un prodotto sconsigliato a tutti i fan sia del primo capitolo visto nel 1996 che dei personaggi Capcom in generale.

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