Bubsy: The Woolies Strike Back
Recensione

Bubsy: The Woolies Strike Back

Era l’epoca gloriosa dei 16-bit, quella nella quale Mario e Sonic regnavano sovrani nel mondo dei platform e per tutti gli altri titoli non restavano che le briciole. Ma se i capolavori di Nintendo e della grande S erano anni luce superiori alla concorrenza ciò non significa che non ci fossero giochi davvero belli, alcuni con personaggi iconici ancora oggi che sono riusciti a ritagliarsi una piccola fetta di bei ricordi nel cuore dei nostalgici. Potremmo elencarne davvero tanti, non sono pochi e ovviamente sia Super Nintendo che MegaDrive dominavano la scena con quel genere, ma oggi ci concentriamo su Bugsy il gatto, uno di quei simpatici amanti dei salti di piattaforma in piattaforma. Difficile dire che non fosse un buon gioco, le riviste a quei tempi lo elogiarono nonostante i paragoni scomodi con i sopracitati re, e in effetti ricordo ancora oggi i pomeriggi a giocare alla versione per SNES. Oggi però sembra che la nostalgia, che il retrogaming debba essere sfruttato in modo cosi brutale unicamente per fare denaro sfruttando i sentimenti di noi appassionati, cosi la rinata Accolade ha ben pensato di proporci questo Bubsy: The Woolies Strike Back addirittura andando a citare Sonic in un trailer e con tanto di campagna ben organizzata sui social media. Peccato però che l’interesse generato sia proporzionale a ciò che effettivamente ho giocato con mano, un gioco indegno di uscire persino nel 1993 come il primo episodio della serie.

 

Spesso s’invecchia davvero male

Recensendo videogiochi dal 2000 una delle cose che ho imparato è che se un titolo ci viene presentato all’improvviso e lanciato sul mercato quasi senza nemmeno mostrare molto del gameplay anche agli addetti ai lavori, è sicuramente un pessimo titolo. Accolade ha cercato di nascondere bene tutti i limiti del suo nuovo titolo in tutti questi mesi, nonostante il senso di ragno ci avvisasse che qualcosa non andava e l’approccio molto cauto verso il titolo era l’unico modo di evitare che l’entusiasmo per l’arrivo di un nuovo capito della serie dopo 21 anni prendesse il sopravvento. Bhè non c’è molto da dire, Bubsy era meglio se rimaneva nei nostri ricordi, magari un po’ sbiaditi e addolciti dalla nostra infanzia, come una serie più che buona. Da oggi ci ricorderemo di lui come uno dei peggiori platform a cui abbiamo giocato, e ne abbiamo giocati a centinaia, ma giusto per averci rovinato quei ricordi di cui parlavamo prima. Iniziamo con il dire che il titolo non ha nemmeno una vera storia, degni alieni rubano i nostri gomitoli di lana colorati e noi dovremo attraversare una serie di livelli raccogliendone il più possibile, il tutto per arrivare alla solita boss fight. Bugsy ha dalla sua il potere di arrampicarsi su determinate pareti coperte da corde, essendo un gatto, ma non salta molto e nemmeno può atterrare da altezze incredibili senza subire danni. Il gioco si propone con un sistema di gioco anni ’90, davvero basico dove tra salti vari tra le piattaforme dovremo destreggiarci più con l’imprecisione delle collisioni che con i nemici, pochi e tutti uguali, presenti negli stages. Una delle maggiori caratteristiche che però ha da sempre fatto amare la mascotte ai giocatori non era né dovuta alla storia delle sue avventure e neppure a chissà quale meccanica di gioco originale, bensì Bubsy stesso con le sue battute e il suo carisma, del tutto assenti in questo episodio. Nonostante sia possibile decidere il livello con il quale il nostro simpatico gatto bipede possa elargire battute insignificanti e che non faranno ridere nessuno, scendendo ai livelli di Spiderman insomma, una delle più grandi mancanze di tutta la produzione è proprio il pessimo modo in cui è stato riproposto il personaggio. Non è Bubsy ma una semplice e pallida imitazione di quello che fù. Un vero peccato che il titolo non riesca a sfruttare bene le innovazioni introdotte dai ragazzi di Black Forest Games, come la possibilità di attaccare e distruggere pareti, o il livello di difficoltà che aumenta grazie al fatto che basterà un solo colpo per farci perdere una delle 9 vite a disposizione a inizio di ogni livello. Purtroppo tra un level design semplice e non troppo impegnativo, boss fight che non hanno nulla da dire, noiose e troppo semplici, il fatto che manchi di personalità e abbia una realizzazione tecnica che forse su PlayStation 2 avrebbe avuto un senso maggiore lo affossa totalmente. Un titolo mediocre e nulla più che avrebbe potuto salvarsi se venduto a un prezzo decisamente più ragionevole e con qualche aggiunta in più per aiutare i giocatori più giovani, indirizzandosi cosi a loro e non ai nostalgici. Invece niente, costa troppo per ciò che offre.

Pro

  • Nuove abilità per Bubsy...

Contro

  • ...sfruttate male
  • Gameplay troppo vecchio stile, semplice e di brevissima durata
  • Sembra un gioco per PlayStation 2

Conclusioni

Black Forest Games non è riuscita a riproporre la simpatia e spensieratezza che i vecchi capitoli di Bubsy trasmettevano, perdendo un po’ troppo la personalità del protagonista. Il titolo però non si ferma qui, purtroppo tra difetti di natura concettuale e livelli tropo brevi, lineari e semplici, il livello di sfida è ridotto e le battaglie con i pochi boss sono una semplice formalità. Qualche idea nuova c’è ma poteva funzionare solo con un level design più curato e un bilanciamento migliore del sistema di gioco, che invece si presenta arcaico e superato. Il titolo poteva anche avere un certo mercato, nonostante sia mediocre un po’ in tutto, ma ad affossarlo definitivamente è il prezzo che per ciò che ci viene proposto è una fucilata in pieno petto. E niente…andiamo di retrogaming anche questa volta per ricordarci il vero Bubsy.

4.5