Call of Duty WWII
Recensione

Call of Duty WWII

Ci sono franchise che hanno la loro fanbase molto solida, nonostante la qualità non sempre brillante o l’originalità totalmente assente. Call of Duty è sempre stato un franchise che ha avuto nel suo arco di vita alti e bassi per ciò che concerne il gameplay, con diversi team che ci hanno messo male e ognuno con la sua visione, seppur l’ossatura di base fosse sempre la stessa. Nonostante tutto il titolo di Activision ha sempre avuto un buon successo commerciale, ultimamente però Electronic Arts con i suoi sparatutto in prima persona ha iniziato a ridurre il gap e a conquistarsi diverse sfere di giocatori. Insomma per CoD sembrava che la strada già percorsa da Pro Evolution Soccer fosse ben oltre che intrapresa, con poche speranze di riuscire a rialzare la testa e farsi valere per ciò che ha dato all’industria in questi anni. Tre anni di sviluppo, ecco il tempo che i ragazzi di Sledgehammer hanno impiegato per dare alla luce Call of Duty: WWII e ve lo diciamo sin da subito, com’è giusto che sia, il Re è qui e regna ancora una volta sovrano nel suo genere.

 

Si torna alle origini per dominare il futuro

I primi capitoli della serie sappiamo tutti che erano stati apprezzati per la loro visione della guerra, quella vera e più realistica possibile, mentre negli ultimi anni siamo decisamente volati fuori dagli standard per inseguire soldati futuristici e trovate di gameplay che hanno fatto storcere il naso ai più. Spesso però sono le cose semplici che funzionano, niente fuochi artificiali, niente scheletri che potenziano le nostre truppe o robottoni da guidare, senza dimenticare improbabili battaglie spaziali. Call of Duty ci porta nella Seconda Guerra Mondiale per ricordarci quanto sia sporca e violenta una battaglia, per ricordarci che uno sparatutto in prima persona per eccellere non ha bisogno di spade laser o armi futuristiche ma di un sistema di gioco bilanciato tra divertimento e appagamento del player. Iniziamo quindi con quello che da sempre è il punto debole di ogni FPS ovvero la modalità storia, sempre bistrattata e molte volte neppure giocata dai giocatori visto che la qualità, non solo nel brand CoD, è sempre stata relativamente bassa. Ovviamente nessuno si poteva aspettare miracoli da parte degli sviluppatori o pretendeva che si facesse qualcosa in più al riguardo, anche perché diciamo che l’ambientazione sulla quale si basa il gioco è decisamente stata stra-sfruttata da tutti. Quindi è stato con enorme piacere e una certa gioia vedere che questa volta ci troviamo di fronte a una modalità ben fatta, curata nei mini particolari e che riesce a impegnarci per le 6 ore a difficoltà media necessarie a concluderla. Non parliamo ovviamente di una storia originale o da strapparsi i capelli, partiamo sempre dalla solita Normandia infondo, ma è la cura della regia e del gameplay che ci ha colpiti positivamente. Il titolo non è un correre da soli vero la fine, ma si basa sul gioco di squadra e ci vedrà impegnati a cercare di collaborare con i nostri commilitoni per portare la pellaccia in salvo. Niente rigenerazione dell’energia automatica, c’è un nostro compagno che si occupa di curare tutti se riuscirà a farlo ovviamente, siamo sempre in guerra e sotto il fuoco nemico. Anche i diversivi per spezzare il ritmo dell’azione e la ripetitività che potrebbe dare sono stati implementati in modo unico, avendo diversi mezzi da usare oltre a battaglie aere, sezioni in cui muoversi silenziosamente o scappare il più velocemente possibile. Vario, impegnativo, divertente e violento, decisamente violento nelle inquadrature e nel taglio decisamente cinematografico che lo piazza una spanna sopra ogni altro prodotto simile. Ma se il single player è finalmente degno di essere portato a termine e riesce a farci gioire per la sua presenza, è nel multiplayer online che la serie è da sempre regina. Quindi non perdiamo tempo, qui si fa sul serio mica siamo su Overwatch.

 

A noi gli esoscheletri stanno sulle scatole

Quanto è bello giocare a Call of Duty come qualche anno fa, tutto merito dell’abbandono di quei dannati mezzi futuristici che tanto ci facevano perdere la realtà sugli elementi chiave che hanno reso celebre e amata in tutto il mondo questa serie. Grazie al ritorno alla Seconda Guerra Mondiale abbiamo finalmente la possibilità di riportare su schermo combattimenti più realistici e divertenti, introducendo anche un’hub in grado di fare da piazza per tutti i giocatori, raggiungibile con la sola pressione di un tasto, e attraverso il quale imparare tutte le novità sul gioco, visionare le missioni disponibili e anche sfidare giocatori a scontri 1vs1. Tutto funziona molto bene, decisamente un ritorno al passato per il gameplay che riporta il multiplayer al centro dell’attenzione di ogni appassionato di sparatutto, con l’introduzione delle Divisioni che rappresentano un ottimo sistema per stratificare i vari players in base alle proprie abilità ed evitare di ritrovarsi con giocatori alle prime armi dentro partite dove dovrebbero esserci solo dei pro (almeno per ora sembra funzionare, vedremo se durerà anche quando si allargherà la distanza tra le diverse abilità dei giocatori). Le modalità saranno tante, il titolo infatti avrà molti DLC gratuiti che lo amplieranno, nel frattempo però Guerra è senza dubbio una delle migliori disponibili dove perdersi per ore in sani scontri a fuoco. Tornano anche gli zombi e le orde da eliminare, altro elemento che da sempre è riuscito a dare quel tocco distintivo al brand, che questa volta si ripropone con atmosfere più cupe e meno scanzonate aumentando anche la difficoltà del tutto visto che non potremo più riparare gli ingressi sfondati dai non morti. Tecnicamente il titolo è impeccabile, ottimo sia per la resa generale delle animazioni che per tutto ciò che si muove a schermo. Bisogna però essere onesti nel segnalare sia un’IA nel single player decisamente non molto elaborata, che fa da contrapposizione a un comparto grafico che rasenta la perfezione quando si parla di primi piani e scene cinematografiche.

Pro

  • Gameplay appagante e intuitivo
  • Ottima modalità single player
  • Infinito in multiplayer

Contro

  • Nella campagna l'IA non brilla

Conclusioni

Call of Duty WWII è il miglior titolo del genere, torna nuovamente alle origini e con tutta la sua violenza e divertimento riuscirà a tenervi incollati per mesi, senza contare il supporto costante che la società darà al titolo. Gli sviluppatori sono riusciti a dare nuova linfa al brand, eliminando tutti gli elementi che negli anni hanno contribuito ad appesantirne il sistema di gioco e renderlo poco appagante, tornando alle origini del franchise e aumentando sia il livello di difficoltà generale che la qualità del single player, che finalmente ha una ragione di esistere. Insomma, ben tornato CoD e ora tutti a scovare i camperoni!

8.5