Elex
Recensione

Elex

In un periodo particolarmente florido come questo autunno, in termini di offerta videoludica, , potrebbe far sorridere come qualche titolo tutto sommato mediocre, possa ritagliarsi uno spazio tra i vari Super Mario Odyssey, Wolfenstein 2 e Assassin’s Creed. Elex cerca proprio di inserirsi in questo contesto, cercando di trovare un suo perché in un contesto e un periodo ricco di grandi uscite.

 

Un pianeta ricco di stranezze

La storia si svolge sul pianeta Magalan, un mondo simile alla cara, vecchia Terra. In questo scenario vivono colonie di umani, mentre le zone selvagge sono abitate da esseri molto simili ai dinosauri. Proprio come avvenne per l’estinzione di questi ultimi, un meteorite si schianta al suolo, portando morte, distruzione e l’Elex. Di cosa si tratta? Semplice, l’Elex è un cristallo impestante, in grado di influire negativamente sulla mente di qualsiasi essere vivente si trovi nel suo raggio, rendendolo, sostanzialmente, una sorta di veleno capace di annebbiare la mente di tutti gli esseri. Si assiste, in questo modo, alla contaminazione delle varie specie viventi che popolano Magalan, compresi gli esseri umani. Come se non bastasse, tra questi ultimi si creano diverse correnti, in lotta tra loro, tutte legate, più o meno direttamente, con l’Elex. Sono presenti dunque gli Albe, una sorta di super soldati resi privi di emozioni dall’Elex, i Berserk che fanno un grande utilizzo di armi da taglio e puntano alla distruzione del cristallo nocivo, i Fuorilegge, che sono letteralmente assuefatti dall’Elex e, infine, i Chierici, una sorta di maghi della tecnologia, capaci di sfruttare al meglio le armi più avanzate. Come appare piuttosto chiaro, il tutto gira intorno al cristallo che dà il nome al titolo. Non solo, il gioco metterà l’utente nei panni di Jax, un comandante degli Albe che, suo malgrado, durante una missione, viene abbattuto e lasciato in fin di vita nel territorio dei Berserk. Giusto per cominciare nel ‘migliore dei modi’ il protagonista non sarà editabile, e, dopo aver fatto qualche passo dopo lo schianto, si troverà a terra privo di sensi, a causa di un’aggressione nemica. Per concludere la splendida giornata, uno sciacallo gli sottrarrà tutto l’armamentario, lasciando letteralmente in mutande il povero ex super soldato. Da subito si presenterà una situazione difficile da gestire: il titolo si dimostra come un vero open world, con un mondo grandissimo che sarà interamente esplorabile, previo il fatto che bisognerà riuscire a sopravvivere in tutti i modi, soprattutto nei momenti in cui non si disporrà di un equipaggiamento degno di tal nome.

 

Combattere contro il nulla

Per quanto riguarda il gameplay, il mondo di Elex non offre nulla di effettivamente nuovo, tant’è che i programmatori di Piranha Bytes hanno ripreso a grandi mani alcuni aspetti presenti in altre loro produzioni. Sì, stiamo parlando di quel Gothic che , almeno fino al secondo episodio, si era distinto per la grande libertà di azione e una giocabilità di alto livello, per gli standard di sedici anni fa (eh sì, vola il tempo). Adesso sembra un po’ anacronistico riproporre la medesima struttura, con un personaggio fisso, non editabile, che avrà l’opportunità di potenziare alcune sue caratteristiche, oltre a indossare praticamente tutte le armature e gli abiti che troverà sparsi nel mondo di Magalan. A fronte di un sistema di armi da lancio molto scostante e poco preciso, diciamo che il titolo se la cava un po’ meglio durante i combattimenti corpo a corpo, anche se non mostra nulla di esageratamente eclatante. Quindi dimenticate il fatto che ci si trovi in un mondo post nucleare, dotato di armi da fuoco devastanti: tipicamente, infatti, queste non serviranno a nulla. Altra nota dolente è rappresentata da una IA molto limitata, come non se ne vedevano da molto tempo applicate a un gioco del genere. Nemici quasi mai effettivamente pericolosi, o in grado di creare accerchiamenti o accanirsi in maniera brutale sul protagonista, ma piuttosto sembreranno spaesati, mossi in maniera confusionaria, senza che un barlume di logica si palesi anche solo in minima parte. Basterà poco per seminarli, come lunghe corse o piccoli ostacoli che non saranno capaci di superare. Purtroppo, in egual modo, si comporteranno gli alleati, che spesso diventeranno un vero e proprio peso, e non una risorsa in più come sarebbe lecito aspettarsi. Insomma, erano davvero anni che non si trovava un’intelligenza artificiale alleata così approssimativa, creata male, con tanti difetti che minano la bontà che il gioco vorrebbe esprimere. Detto questo, abbiamo apprezzato comunque alcune caratteristiche, come l’evoluzione di Jax o l’impiego del jetpack, molto utile per risolvere alcune situazioni spinose o per avere un’idea del dove ci si trova in un determinato momento. Anche la buona interattività e la possibilità di svolgere diverse mansioni gioca un ruolo importante, anche se l’intera produzione non può basarsi solo su queste argomentazioni.

 

Un bel mondo

La tecnica di Elex risulta piuttosto spartana, che forse avrebbe fatto una buona figura su un gioco di 6 anni fa, ma ci sono, anche in questo caso, alcuni elementi positivi e altri (molto) negativi. In primo luogo abbiamo apprezzato le molte ambientazioni che compongono il mondo di Magalan, anche se, come abbiamo già detto, non c’è nulla di realmente eccezionale. Le foreste, così come le varie strutture che distinguono le varie zone del pianeta rendono bene l’idea, seppur siano presenti diversi bug, come poligoni che inghiottiscono i personaggi. Purtroppo non si può dire nulla di buono per quanto riguarda i personaggi, che mostrano movenze innaturali e poco fluide, volti approssimativi e sostanzialmente un degrado generale. Da questo mezzo scempio, si salva solamente il protagonista, anche se la sua realizzazione non fa gridare la miracolo, così come armi e armature, discrete ma nulla di più. Buona, invece, la fisica del jetpack, mentre non si può dire lo stesso delle armi da fuoco che, come accennato poco sopra, sono generalmente inutili. Jax, poi, non ha la capacità di visitare tutto il mondo disponibile, proprio perché risulta limitato nelle sue movenze: non si arrampica e basta una piccola parte scoscesa perché si blocchi. Scordiamoci Link in Breath to The Wild, insomma. Il comparto audio è caratterizzato da una buona colonna sonora e da personaggi ben doppiati in inglese.

Pro

  • Bella narrazione
  • Alcune ambientazioni evocative

Contro

  • Tecnicamente 'vecchio'
  • Sistema di combattimento superficiale
  • IA nemica e alleata non pervenuta

Conclusioni

Elex non sarebbe dovuto uscire quando fu annunciato, nel 2015, ma, almeno 6 -7 anni fa. Allora in quel caso avrebbe avuto un senso e, forse, sarebbe potuto divenire il sequel spirituale di Gothic. Invece Piranha Bytes è caduta nel mare di un passato glorioso, rimanendone affogata. Il gioco ricorda in tutto e per tutto una versione aggiornata del primo Gothic, rivisitando, in maniera superficiale, le caratteristiche che avevano glorificato i giocatori. Praticamente il personaggio principale subirà una crescita come in ogni normale RPG di stampo occidentale, incrementando la sua forza, la destrezza, l’intelligenza, il fisico e l’astuzia. Si tratta quindi di un gioco di ruolo all’acqua di rose, leggero e piuttosto semplice, con nemici insulsi e privi di una qualsivoglia IA. Elex, in questo periodo, è un gioco senza senso, se si esclude l’ottima narrazione. Ormai il mondo degli RPG è su un altro mondo, come testimoniano le uscite dell’ultimo anno, e i lavori di Piranha Bytes sono destinati a perire sotto i colpi della concorrenza se non invertiranno al più presto la marcia. Mi sento di consigliare Elex solo se di dovesse trovare super – scontato e si ami il genere proposto da Piranha Bytes, sapendo, però, che in giro c’è molto di meglio.

6.0