Lost Sphear – Un gioco di ruolo vecchio stile
Recensione

Lost Sphear – Un gioco di ruolo vecchio stile

Square Soft, un nome che per molti nati a pane e giochi di ruolo negli anni ’90 è qualcosa di più di un vecchio marchio, era la società regina del nostro amato genere. Tokyo RPG Factory è nata tre anni fa proprio per cercare di riprendere quello che è il vecchio stile di questo genere, un’impronta più adatta ai vecchi volponi che giocano da decenni che non alle nuove leve che senza graficone non sanno apprezzare un gioco. Da un team che ha delle basi osi solide e principi che noi non possiamo non assecondare non potevamo non attenderci un gioco decisamente di classe e qualità, perché non c’è dubbio che Lost Sphear sia uno di quei prodotti dal sapore classico che però dovrebbero essere provati anche dalle nuove leve.

Una storia classica, lineare e senza spunti

Kanata è il protagonista di questo titolo, un giovane apparentemente normale che però si ritrova con degli strani poteri e con la ricerca della verità su quello che è successo nel suo villaggio mentre era assente per una battuta di caccia. La trama è molto lineare, ma con alcuni spunti interessanti e verso la fine delle trenta ore di gioco, circa, per portarla a termine con colpi di scena inattesi. La narrazione però avviene attraverso un gameplay classico, che ci porterà diretti verso il percorso da intraprendere per arrivare alla fine, senza però riuscire a destare il nostro interesse per una certa freddezza dei dialoghi. La cosa però che distingue il titolo è la personalizzazione dei diversi protagonisti, eseguita in maniera ottima e ben distintiva, che può da sola riuscire a confrontarsi con produzioni ben più costose e nelle quali per sopperire alla personalità si sfruttano grafica e artifici diversi. L’aspetto migliore di Lost Sphear è però il sistema di gioco, che riesce a riproporre alcune delle meccaniche, e dei concetti, alla basi di classici del genere, modernizzandoli per renderli attuali ma senza snaturarli. Il titolo ha dei combattimenti a turni, quindi parliamo di un tatticismo molto elevato visto che non ci sono combattimenti casuali mentre esploriamo la mappa e i nemici non si rigenerano continuamente, insomma farmare non è una prerogativa e per vincere servirà gestire bene i Spritnite. Quest’ultimi sono accessori in grado di far usare la magia ai membri del nostro party, e hanno anche una serie di miglioramenti per attivare altre abilità indispensabili per proseguire. Sia armi che armature saranno potenziabili, ma ciò che rende il titolo davvero molto interessante è il livello di difficoltà decisamente spora la media che ci porterà a morire contro i fortissimi boss se non useremo la tattica giusta, il posizionamento di ogni membro adeguatamente al proprio ruolo e un potenziamento idoneo delle nostre Spritnite. Torna anche il sistema Momentum già visto in I am Setsuna, con il quale ogni tot di tempo caricheremo uno speciale attacco da sferrare con la sola pressione di un tasto e che potremo anche accumulare per poterne sferrare più di uno contemporaneamente, mentre sarà davvero gradita per molti la presenza di speciali mech chiamati Vulcosuit in grado di darci una grossa mano negli scontri e non solo, sebbene il loro utilizzo è limitato e come potete intuire anche i nemici ne hanno a loro disposizione.

Low budget ma ben fatto

Square Enix come sempre non è certo pronta ad aprire il portafogli per prodotti cosi di nicchia, quindi il titolo ha potuto godere di un budget per lo sviluppo davvero ridotto. Nonostante questo la grafica è ben fatta, le ambientazioni varie e sviluppate in maniera credibile, mentre le animazioni e la sensazione generale sono quelle di un prodotto dei classici anni ’90, quindi adorabile anche se il numero davvero basso di poligoni e animazioni si nota. Molto bello il parlato in giapponese, mentre è un peccato che i sottotitoli ci siano solo in lingua inglese, precludendo il prodotto a tutti coloro che non ne abbiano la giusta conoscenza, visto che non si è proprio di fronte a frasi basiche.

Pro

  • Sistema di gioco molto tattico
  • Impegnativo e appagante

Contro

  • Tutto in inglese
  • Narrazione troppo lineare

Conclusioni

Se state cercando un gioco di ruolo tattico dove la tattica e strategia prevalgono sul mero raggiungimento di un determinato livello di esperienza per vincere, Lost Sphear è il gioco che cercavate. La trama è lineare, ma riuscirà a strappare qualche colpo di scena nonostante la poca originalità, mentre di alcuni personaggi vi innamorerete grazie alla loro personalità. I ragazzi di Tokyo RPG Factory hanno poi sviluppato un titolo molto piacevole da guardare e con uno stile che funziona, dimostrando che non servono chissà quanti soldi per riuscire a sviluppare città mozzafiato anche nel 2018.

8