Metal Gear Survive – La tomba di una serie gloriosa
Recensione

Metal Gear Survive – La tomba di una serie gloriosa

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Metal Gear è una di quelle serie che è legata in modo indissolubile al suo creato, quel Hideo Kojima che ormai non fà più parte di Konami. Ci sono dei franchise che con diversi game designer sono riusciti ugualmente a restare di una qualità elevatissima e andare avanti nonostante tutto, Metal Gear però è diverso. Survive non è un sequel e ne vuole essere una continuazione della serie primaria, se mai qualcuno avrà il coraggio di provare a riprenderla in mano, ma uno spin-off che in qualche modo cerca di inserirsi nell’universo di Metal Gear Solid V. Se pensate che il nome che porta possa aver influito sul giudizio finale vi sbagliate, questo titolo l’ho giocato e provato pensando che sia una sorta di nuova IP della casa nipponica, perchè onestamente se dovessi anche solo pensare al brand che porta nel nome il voto sarebbe molto più basso. Se vi aspettavate sorprese dalla versione finale preparatevi a essere delusi, siamo di fronte a quello che all’annuncio sembrava un gioco mediocre, con il tempo si è palesato sempre più per la sua mediocrità e dopo l’uscita si è confermato non solo mediocre come pochi ma anche avido dei nostri soldi anche solo per uno slot di salvataggio…ma andiamo con ordine e vediamo come mai Konami dovrebbe iniziare a dedicarsi solo ai Pachinko se questo è il futuro.

    Zombi con cristalli in testa da prendere a pugni…emozioni a non finire

    Come vi avevamo già anticipato il titolo ha una modalità campagna che ne vuole delineare meglio la storia, per cercare di dare un senso alle vicende che ci vedranno impegnati e una sorta di collegamento alla serie originale. Essendo ambientato nella timeline del quinto capitolo non era semplice piazzarci dei mostri che arrivano a ondate, quindi ecco che esiste un mondo parallelo da cui arrivano i Vaganti, essere umani deformati da uno strano virus che non potrà che farvi pensare a una serie di mamma Capcom. Se i primi 10 minuti tutto sembra interessante e non vedrete l’ora di scoprire il più possibile su quello che è successo e come sopravvivere all’infezione, dopo verrete gelati da quella che è una trama banale, raccontata peggio, senza mordente, senza un minimo di carattere e che lascia nell’anonimato sia il vostro avatar che l’intero background di Survive. Tolta la storia bisogna però ammettere che se si ha una visione più in stile “missione” dopo “missione” senza guardare il contorno, all’ora la linea di difficoltà ben calibrata e la natura di alcuni capitoli riescono a rendere interessante il cercare di portare a termine il tutto, se poi si cerca come punteggio la S allora la sfida sarà adeguata ai più temerari. Attenzione però, bisogna sottolineare come la modalità sia da giocare in “always online” con tutti i contro che questa comporta nel caso abbiate qualche problema di connessione e con il conseguente aumento dei caricamenti di alcune zone. La scelta è stata fatta esclusivamente per cercare di fermare la pirateria, che ormai dopo pochi giorni aggira ogni aggiornamento di Denuvo. Ma andiamo più nello specifico e cerchiamo di capire le meccaniche di gioco, perchè essendo basato completamente sul quinto capitolo della serie di Kojima è ovvio che pad alla mano troverete subito tutto il feeling necessario a farvi comprendere come muovervi al meglio, ciò che cambia è ovviamente che questo titolo si basa sulla sopravvivenza e questo porta ai due fattori principali del gameplay, recuperare risorse e sparare come se non ci fosse un domani. Inizialmente dovremo cercare di recuperare cibo e acqua, creare un rifugio sicuro e andare in giro a cercare schede di memoria e l’energia che hanno i Vaganti al loro interno, tutto questo per avanzare nella storia e avere i materiali necessari per costruire nuove attrezzature e armi. Sono proprio le prime fasi del titolo ad essere le migliori e far vedere qualcosa di buono, peccato che con il proseguimento tutto si vada perdendo perchè riuscire a costruire una base più grande, all’interno della quale allestire coltivazioni e quanto di necessario per mantenere in vita sia voi che i superstiti che troverete in giro sarà sempre più semplice. Anche le nuove armi vi renderanno la vita meno complicata e cosi capirete presto che i programmatori hanno basato tutto il gioco su missioni ripetute dove dovrete andare nel posto x a recuperare qualche cosa, con in mezzo qualche boss fight poco emozionante e tante orde dalle quali difendersi. Proprio il doversi difendere dagli attacchi nemici risulta invece la parte più divertente e creativa del gioco, visto che avremo la possibilità di mettere delle trappole di vario tipo per fermare gruppi di Vaganti, proprio come in un qualunque tower defense che si rispetti insomma. Ecco quindi che la facilità di potenziarsi riesce a semplificare troppo la vita al giocatore, che unendo un gameplay ripetitivo e noioso si rifugerà online per cercare un pò di emozioni in più dopo circa 20 ore di campagna e boss fight opzionali che si sbloccano dopo l’end game.

    L’unione fà la forza, se trovate qualcuno

    Una volta che avrete finito la campagna dovreste avere un personaggio bello tosto, con delle abilità speciali già ben delineate e che ovviamente dovrete tenervi per sempre, perchè se voleste cambiarlo dovrete pagare ben 10 euro. Grazie Konami di aver inserito nel magico mercato delle microtransazioni anche questa porcata. Tralasciando quella che è solo la punta dell’iceberg di un titolo nato per spillarvi soldi, andiamo dritti sull’online e sulle missioni da affrontare in co-op. In cosa consistono queste missioni? Semplice, quattro giocatori devono difendere una postazione di estrazione energetica dall’attacco di varie orde nemiche. Stop, tutto qui. Ripetitivo, noioso e dannatamente difficile se non riuscite a trovare tre giocatori con un pò di sale in zucca, meglio ancora degli amici con i quali coordinarsi. Resta però una modalità davvero povera, senza interesse e che abbandonerete molto presto, rivelandosi alla fine come una delle sessioni peggiori di un titolo che davvero non riesce a raggiungere minimamente la qualità di uno State of Decay…giusto per restare in tema.

     

    Pro

    • Tante idee interessanti...
    • Molti extra per l'endagame

    Contro

    • ...sviluppate superficialmente
    • Ripetitivo e noioso come non mai
    • Storia banale e senza picchi

    Conclusioni

    Se nel nome non ci fosse Metal Gear nemmeno la sufficienza avrebbe preso, siamo di fronte a un titolo che cerca di essere un pò State of Decay e un un action senza riuscirci. Da una storia banale e totalmente da non collegare a Metal Gear nemmeno come spin-off si finisce per arrivare a missioni tutte uguali, con quella ripetitività e azioni meccaniche che tolgono il fascino sia del cercare cibo e acqua che risorse varie per la nostra base. Konami ha semplicemente preso il quinto capitolo della fortunata serie di Kojima e lo ha riciclato in tutto, dai paesaggi alle animazioni, per dar vita a un gioco senza anima, senza carattere e che si perde in una modalità online indegna di esistere nel 2018. Parte bene, le idee ci sono e anche interessanti, ma si perde presto per strada e non si trova più lasciando però il giocatore con una brutta sensazione e la consapevolezza che quelle due parole nel titolo sono come un clickbait su YouTube, servono solo a dare più visibilità a un prodotto mediocre che non ne meriterebbe.

    6 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.