Sonic Forces – Troppi esperimenti per il porcospino blu
Recensione

Sonic Forces – Troppi esperimenti per il porcospino blu

Sonic è uno di quei personaggi che ho amato nelle sue prime iterazioni ludiche, i primi capitoli per intenderci nei quali davvero si differenziava dal resto dei platform. La verità perà è che è il personaggio ad avere un carisma unico e in grado di far sorvolare spesso molti sui difetti dei suoi titoli, perché a essere onesti quasi tutti i giochi in cui il porcospino più famoso del mondo si è cimentato con le tre dimensioni sono da cestinare. Insomma che la mascotte di Sega abbia molte difficoltà a vedersi ambientato in un mondo simili a quello di Mario e resti davvero ad alti livelli solo quando si parla delle due dimensioni è palese ormai. Le eccezioni ci sono, ma si tratta sempre di titoli particolari e se tralasciamo la serie Adventure vista su Dreamcast a oggi si salva solo Sonic Generations e il The Lost Word, più che passare da giochi mediocri o anche totalmente da dimenticare non si è andati. Al momento però il problema principale degli sviluppatori è che Sonic Mania è uscito una manciata di mesi fa e si è proposto come una boccata di ossigeno per la serie, un titolo di alto livello che mostrava tutta la bontà del sistema di gioco legato alla velocità del piccolo eroe. Questo Sonic Forces invece si propone come un titolo di transizione, un po’ sperimentale, che cerca di trovare la quadra che faccia sentire il nostro amico d’infanzia a suo agio anche con il 3D e non il solito pesce fuori dall’acqua. Ci saranno riusciti i ragazzi dello storico Sonic Team o sono ancora confusi come Montella con il suo Milan?

La differenza di Sonic

La cosa più originale del titolo sembra essere l’inizio della storia, con il nostro caro Sonic che viene battuto dallo storico nemico Dr. Eggman e rinchiuso. A questo punto entra in scena il giocatore, che dovendo costruirsi un avatar sulla base dei personaggi del mondo di gioco avrà alcune abilità speciali e dovrà aiutare gli amici del porcospino sia a liberarlo che salvare ovviamente il mondo dal dottore pazzo. La caratteristica interessante del potersi creare il proprio personaggio è che in base alla classe che sceglieremo potrà avere un particolare potere, come saltare più in alto, avere un doppio salto, resistere con un anello alla morte e cosi via. Sebbene quindi possa sembrare strano inizialmente vedremo da subito arrivare il Sonic del passato che abbiamo amato in Generations, giunto a darci una mano nella nostra missione unendosi alla squadra. Le premesse narrative sembravano interessanti, purtroppo però non è finita molto bene la trama successiva e che ci accompagnerà per le circa 5 ore di gioco. Sostanzialmente il titolo ha un sistema di gioco che divide i livelli in base a quale personaggio utilizziamo, mixandoli a dovere in alcuni casi, differenziandoli tra il Sonic classico, il nostro personaggio e il Sonic del presente (che ovviamente si libererà dopo un paio di livelli rovinando tutta l’idea incentrata sull’eroe creato da noi che va a salarlo). Ora non c’è niente da dire sui livelli con l’impostazione in 2D, classici e dal level design più semplice di quelli presenti nel Mania, comunque divertenti e appaganti sono certamente il meglio che il gioco ha da offrire. I livelli invece da affrontare o nei panni di Sonic o del nostro personaggio, chiamato nel gioco Spina, sono gli stessi andandosi a differenziare per il gameplay. La mascotte della grande S punta tutto sulla velocità dell’azione e quindi passeremo da sequenze con inquadratura laterale a dietro le spalle continuamente, con la sensazione che ci si ritrovi più su uno speed runner che un platform. Il nostro avatar invece potrà contare su uno speciale rampino, con il quale arrampicarsi nei punti più impensabili e che avrà due tipi di attacco, quello di fuoco e quello elettrico. I livelli si differenziano anche in base ai collezionabili, poiché non potendo usare i due poteri di Spina contemporaneamente dovremo sceglierne uno che ovviamente ci aprirà percorsi alternativi, precludendoci però quelli sbloccabili con l’altro potere. In questi livelli 3D il gioco punta molto sulla velocità dell’azione, l’esplorazione per trovare tutti i collezionabili e anche delle sessioni di platform classico. Bisogna ammettere che gli sviluppatori non hanno certo avuto le idee chiare, perché risulta sbilanciato verso una linea di difficoltà molto bassa, poco impegnativo e troppo caotico. Spesso non siamo nemmeno riusciti a capire quale fosse la strada giusta da seguire, finendo in un vicolo cieco o perdendo tempo saltando da una piattaforma all’altra continuando a sbagliare per la mal calibrazione del salto. Queste fasi hanno mostrato come non c’entrano nulla con la serie e sarebbe stato meglio evitarle, ma anche Spina stessa non funziona, non riesce minimamente a ricreare la sensazione di ricerca dei collezionabili nei vari livelli, mostrando anche qui come in Adventure 2 le cose fossero state fatte meglio, creando livelli appositamente per ogni tipo di personaggi ed evitando invece di condividerli e dovendo realizzare un lavoro di level design troppo complesso. Adattare lo stile di gioco di Spina, lento e basato sullo sparo sia esso di fuoco o elettrico e Sonic che invece corre a tutta velocità nello stesso livello ha portato alla creazione di un prodotto mediocre, poco divertente alla lunga e decisamente ideato male. Non riusciamo a trovare un concetto di sviluppo che sia stato portato al termine con una logica, il senso di un prodotto simile invece che di un vero sequel del Generations che ne seguisse pienamente lo stile. È strano vedere che nonostante i prodotti di buona qualità in 3D su Sonic ci siano non vengano presi in considerazione come base per altri giochi, puntando invece alla ricerca di sperimentazioni che non portano a nulla di buono.

Quando le cose semplici sono le più difficili

Tecnicamente il titolo è su ottimi livelli, nonostante ci sia ancora l’effetto moonwalker nelle partenze da fermo e qualche incertezza del frame rate in alcuni stage. Quello che realmente non funziona è il level design dei livelli in 3D, risultando qualitativamente sempre altalenanti e andando da quelli molto belli e piacevoli a quelli decisamente confusionari. Il Sonic Team è riuscito ancora una volta a fare un ottimo lavoro per ciò che concerne le sessioni di gioco con il porcospino classico, mentre ha creato troppa confusione nei livelli con le dinamiche di Spina che rappresenta di fatto l’idea introdotta per dare originalità alla serie ma alla fine finisce solo per essere realmente un elemento di disturbo, poco interessante e alla lunga ripetitivo nel correre lanciando fuoco continuamente. L’effetto velocità è senza dubbio tra i migliori provati e le musiche aiutano a caricare il giocatore, purtroppo però siamo davvero di fronte a un prodotto mediocre che non riesce ad eguagliare i fasti del suo prequel, al che la domanda che ci sorge spontanea è perché in Sega non si limitino a prendere gli elementi migliori dei titoli in 3D che hanno riscosso più successo e creare su essi un gioco, invece di uscirsene con idee come l’avatar che poi porta ad avere zero personalità e carisma in una serie che si basa su questi elementi. Non abbiamo parlato dei boss perché sono realmente semplici, già visti e di un piattume unico.

Pro

  • Fasi in 2D sempre al top

Contro

  • Il personaggio inedito non funziona
  • Alcuni livelli troppo caotici

Conclusioni

Se cercate un buon platform non siete purtroppo nel posto giusto, Sonic Forces è un titolo che convince a metà e non pienamente. Troppo sperimentale, troppi elementi che non funzionano come dovrebbero e praticamente tutte le novità sono da bocciare. Il titolo si salva grazie alle sessioni in 2D e alla sensazione di velocità che si ha con Sonic nello sfrecciare lungo i nuovi livelli, ed è per questo che il titolo ci lascia l’amaro in bocca con quella perplessità del come sia possibile perdere tempo nello sperimentare ancora con la mascotte Sega quando tutti sappiamo cosa funziona e cosa no…per fortuna Mania è uscito solo un paio di mesi fa.

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