TT Isle of Man: Ride on the Edge – La recensione del nuovo racing di Kylotonn
Recensione

TT Isle of Man: Ride on the Edge – La recensione del nuovo racing di Kylotonn

  • Versioni: PC PS4 Xbox One
  • Kylotonn Racing Games è un team di sviluppo che negli anni si è sempre specializzato in giochi dedicati al rally, con licenze importanti e una buona dose di esperienza nel settore. Purtroppo le loro produzioni sono sempre risultate molto mediocri, mostrando invece dei miglioramenti solo con gli ultimi prodotti che erano riusciti a mostrare la maturità in quel campo del team francese, parlo di WRC7 che non ha nulla da invidiare se non tecnicamente ai giochi di Codemasters. Vedere quindi abbandonate le quattro ruote e puntare non soltanto sulle due, ma addirittura su una competizione molto particolare e di nicchia come la Tourist Thophy che si svolge ogni anno sull’isola di Mann, nel Regno Unito, ci ha spiazzati. Come avrete già visto dalla nostra anteprima abbiamo seguito lo sviluppo in questi mesi e grazie ai ragazzi di BigBen Interactive che si occupano della sua pubblicazione potuto farci un’idea di quello che gli sviluppatori stavano creando, ora è giunto il momento del giudizio finale. Premesso che si parla di TT Isle of Man: Ride on the Edge come di un simulatore, voglio sottolineare come per me è un arcade e da questo punto di vista andrebbe giudicato, un pò come se fosse l’evoluzione di Manx TT SuperBike di Sega.

    Un solo tracciato ma dannatamente impegnativo

    Per chi non lo sapesse la gara principe su cui si basa il titolo è una corsa su strade cittadine dell’isola di Man, molto pericolosa vista la mancanza di barriere protettive adeguate o vie di fuga per i piloti, che in caso d’incidente potete immaginare dove vadano a impattare. Tralasciando le solite modalità di gioco tipiche di queste produzioni, quindi l’attacco al tempo migliore, la gara libera per provare i tracciati e le moto e la classica modalità online per giocare con altri giocatori sempre realizzata superficialmente, la carriera è il cuore di tutto. Essendo un prodotto basato più sulla giocabilità che sulle sfaccettature commerciali, ovvero non è un titolo di Electronic Arts, ci troveremo di fronte alla classica impostazione nella quale da pilota alle prime armi dovremo scalare le classifiche vittoria dopo vittoria, conquistando contratti con scuderie sempre migliori e racimolare i soldi necessari per migliorare sia la moto che pagare le spese di manutenzione che effettueranno i nostri meccanici. Ovviamente non potendo basare tutta la carriera su un solo circuito, seppur enorme, la scelta dei nostri amici francesi è ricaduta sul realizzare una decina di tracciati totalmente di fantasia (sebbene in un intervista ci avevano confidato che qualche spunto da alcuni reali li hanno presi) ambientati nella geografia inglese, cosi da ricreare i paesaggi tipici sia delle campagne che dei piccoli paesi della provincia. Doppiamo ammettere che non si possa dire che la varietà abbondi, anzi come avrete notato sia il numero delle piste che le competizioni su cui andare a divertirsi sono davvero limitate, tanto che una volta conclusasi la carriera resta davvero ben poco oltre il cercare di migliorare i propri tempi su giro. Questo non sarebbe neppure un vero difetto se funzionasse il sistema di guida, invece siamo di fronte a un titolo molto arcade e che non è neppure cosi difficile da padroneggiare. Il team come vi ho anticipato ha sempre parlato di simulazione, peccato però che anche con tutte le impostazioni e aiuti disattivati ci ritroveremo con delle moto che vanno su binari, non c’è nessuna forza laterale e anche il semplice riposizionare il pilota sulla moto non serve a molto. Il problema poi è anche che le animazioni dei piloti sono legnose, manichini volanti a ogni incidente, e la grafica non è il massimo, con davvero poca varietà di scenari (la campagna inglese è quella, sia a mezzogiorno che al tramonto) e senza la variabilità del clima, che anche l’inglese meno attento si ricorda che qualche pioggia c’è ogni tanto. I vari aiuti e impostazioni per cercare di impostare il modello di guida il più vicino possibile ai gusti del giocatore fanno il loro lavoro, giusto per evitare di cadere ogni tre per due o vedere che se toccate un motociclista voi volate via e lui non cade nemmeno a speronarlo.

    Ricominciare da zero

    Non capiamo la scelta di Kylotonn di abbandonare le quattro ruote per seguire una strada completamente nuova, dove letteralmente devono ricominciare a fare esperienza. Il titolo su cui ci si può basare per confrontare questo TT Isle of Man: Ride on the Edge è secondo me Ride 2, il titolo di Milestone è divertente, sicuramente per appassionati e con tante piste, moto e modalità di gioco che invece il gioco dei ragazzi parigini non ha. Certo anche il titolo dei nostri connazionali è pieno di problematiche tecniche, ma non è che qui l’IA avversaria brilla per essere molto intelligente, e con le difficoltà a farli cadere capirete che ogni volta che vi troverete in una mischia o con un pilota vicino cercherete di evitarne il contatto, perdendo tempo prezioso, perchè consapevoli che ci rimetterete solo voi. Bisogna considerare poi che la CPU ha dei binari prefissati, non si adattano alla vostra strategia e la differenza la noterete solo dall’impostazione del livello di difficoltà. Inutile parlare poi di grafica, Driveclub detta legge su PlayStation 4 e non solo e la differenza tra titoli come Gran Turismo si vede anche se non siete esperti, cosa che vi farà capire che 70 euro sono un pò troppi considerando che a molto meno potete avere dei titoli migliori e più vari, tanto sempre di arcade stiamo parlando checche ne vogliano dire i diretti interessati…e si, io sono un motociclista e non parlo tanto per.

     

     

    Pro

    • Il tracciato principale è riprodotto fedelmente

    Contro

    • Poche moto, modalità di gioco e tracciati
    • Non è simulativo come dicono
    • Costa 70 euro...troppo per ciò che offre

    Conclusioni

    TT Isle of Man: Ride on the Edge è un titolo che si rivolge a una stratta nicchia di appassionati, ovviamente amanti della suddetta competizione che si svolge sull’isola di Man, ma senza troppe pretese di realismo. Non siamo di fronte a una simulazione, le moto non rispondono come dovrebbero e in curva sembrano fissate su dei binari, mentre tra collisioni e fisica non ci siamo proprio. Nonostante tutto il titolo riesce a divertire e farci passare un bel pò di ore in compagnia della modalità carriera, ma non è tecnicamente in grado di rivaleggiare con i titoli di qualche paio di anni fa, figuriamoci con quelli moderni. E’ sicuramente un inizio, un primo passo per il team parigino che si è lanciato sulle due ruote, ma la strada da fare è tanta ancora per arrivare alla qualità sia dei prodotti Milestone che di altri. Il consiglio è, nel caso non siate proprio appassionati della Tourist Trophy, di risparmiare queste 70 euro e puntare su giochi che avendo un paio di anni sul groppone costano decisamente di meno e vi offrono molto di più.

    6 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.