Wolfenstein II: The New Colossus
Recensione

Wolfenstein II: The New Colossus

Il mercato sembra aver deciso che i giochi devono essere per forza o competitivi e quindi da buttare nel frullatore degli eSports, oppure multiplayer online in qualunque salsa, senza dimenticare le microtransazioni per spillare più soldi ai nabbi di turno. Per fortuna ci sono ancora tante società che credono che questo media sia perfetto per raccontare grandi storie e far immergere il giocatore in avventure uniche, ma uno sparatutto in prima persona ha decisamente più difficoltà nel farlo. Bhè se tre anni fa i ragazzi di MachineGames ci avevano stupiti con il loro incredibile Wolfenstein a essere sinceri non era pensabile che potessero bissare il successo, proprio per lo stile di gioco che a prima vista sembrava molto limitato. Per fortuna non solo questo nuovo capitolo ci ha smentiti e fatti ricredere ma si tratta, con buona pace di tutte le altre società, del migliore nel suo genere fino a questo momento e con grandi potenzialità per il futuro.

 

Quando la vecchia scuola regna sovrana

Il titolo si apre esattamente dopo la conclusione del prequel, vedremo quindi il nostro caro Terror-Billy (alias B.J. Blazkowicz) riuscire a salvarsi e finire su una sedia a rotelle. Il gioco ha una durata che varia dalle 12 alle 15 ore a seconda della vostra abilità e della ricerca dei collezionabili, ma nell’arco di questo periodo verremo portati attraverso una narrativa adulta e matura all’interno di una storia che si concluderà con il terzo capitolo. Non c’è molto da dire, sarebbe tutto un grande spoiler, ma siamo davvero rimasti incollati al pad grazie agli avvenimenti che ci vedranno coinvolti, con l’aumentare della curiosità di ciò che accadrà che non ci ha ancora abbandonati. Gli sceneggiatori hanno compiuto un ottimo lavoro, che però non sarebbe potuto risaltare così bene senza un gameplay solido e degno di uno sparatutto in prima persona che fa della vecchia scuola il proprio mantra, grazie al cielo. Ci troviamo di fronte a un FPS cattivo, dove l’azione è veloce e frenetica e le uccisioni si susseguono a gran ritmo dandoci una grande soddisfazione nello smembrare nazisti a destra e manca. La possibilità di avere due armi contemporaneamente non fa altro che dare quella sensazione di maggior potenza di fuoco, che con le armi ben poco convenzionali a disposizione del nostro eroe, non ci consentiranno di mollare il pad finchè non scaricheremo tutti i caricatori. Le armi possono essere migliorate e usate anche insieme se di diverso tipo, quindi potremo sfruttare il fucile a pompa in una mano e una pistola laser nell’altra ad esempio, in modo da darci sempre la possibilità di non restare disarmati e fronteggiare i nemici anche faccia a faccia. Certo le mappe sono più complesse del prequel e consentono diversi approcci, con l’opportunità di colpire i nemici cercando di prenderli di sorpresa, oppure avanzare come foste Rambo incuranti di tutto, senza contare il potenziale che si ha mixando le due ose. Sarà quindi necessario studiare bene la mappa di gioco, ma alla fine non ci sono meccaniche complicate, siamo di fronte al meglio che il vecchio gameplay anni ’90 ci ha sempre mostrato, user friendly ed estremamente divertente. Fate attenzione però, il titolo già al livello di difficoltà tre (Fatevi Sotto) non è una passeggiatina, alzando l’asticella poi tutto diventerà più complicato ma il fatto che ci siano cosi tante scelte è senza dubbio un grande merito dei programmatori che hanno scalato il gioco adattandolo a tutti i players, da chi vuole semplicemente godersi la bellissima storia a chi invece vuole un livello di sfida che Dark Souls può solo accompagnare. Considerate anche che il titolo ci pone di fronte a delle scelte molto importanti per il tipo di stile di gioco che utilizzeremo, poiché ci verranno dati armi diverse che potenziandosi doneranno al nostro eroe texano abilità uniche. Rigiocare il tutto anche solo per provare i potenziamenti scartati nella prima run non è solo divertente ma anche consigliatissimo per poter così capire meglio il lavoro di level design, davvero ottimo e in grado di consentire al giocatore molti approcci diversi.

 

I crucchi che volano via sono fantastici

Non c’è nulla da dire sul lato tecnico, The New Colossus è impressionate sia a livello puramente di potenza grafica che per ciò che concerne il lato stilistico. A differenza del suo predecessore qui abbiamo una grande varietà di ambientazioni, tutte molto definite e arricchite da diversi particolari che ci mostrano la differenza delle città americane rispetto alle ambientazioni precedenti. Il titolo inoltre è granito nella sua fluidità, con nessun bugs riscontrato e una cura maniacale per le finezze che ci mostrano il lato più violento del gioco, senza nessun filtro di sorta. Ottime anche le musiche che si sposano in maniera encomiabile sia con la sceneggiatura che le ambientazioni, mentre per il doppiaggio in italiano non possiamo che essere ancora una volta soddisfatti, essendo un prodotto Bethesda e di conseguenza impeccabile in questo.

Pro

  • Grande storia
  • Gameplay bilanciato e soddisfacente
  • Difficile e cattivo come speravamo

Contro

  • I nemici sono un pò prevedibili
  • Nemici poco vari

Conclusioni

Chiunque ami gli sparatutto in prima persona non può farsi sfuggire Wolfenstein II: The New Colossus, un titolo dalla trama adulta e molto coinvolgente che riesce a dare sfoggio di un gameplay vecchia scuola appagante in ogni momento. Difficile quanto basta per impegnare anche il giocatore più esperto, con un numero di collezionabili e scelte da effettuare che ne allungano la vita, considerando che non esiste il multiplayer e che dopo i titoli di coda avrete ben poco da fare. Uno dei migliori nel suo genere, ottimo per come riesce a rilassarvi dove aver massacrato un bel po’ di nemici ma anche un po’ cinico nel suo finale, tutto da scoprire.

8.0