L. A. Noire – Un poliziesco mai visto prima
Recensione

L. A. Noire – Un poliziesco mai visto prima

Ci sono dei momenti nella storia dei videogiochi che alcune società provano a realizzare qualcosa di talmente inedito, da non essere compreso. L.A. Noire è un poliziesco che nel 2011 risulto rivoluzionario, un passo avanti a tutto ciò che c’era fino a quel momento. Il problema è che un titolo cosi ambizioso e che per essere realizzato necessito di molti fondi, non riscosse il successo sperato da Rockstar. Dopo sei anni siamo qui a riparlare di questo gioco, questa volta probabilmente con la maturità di poterlo comprendere e apprezzare maggiormente con il rammarico di aver visto fallire il Team Bondi responsabile del progetto.

La Los Angeles che non ti aspetti

Ambientato in un’America che aveva appena vinto il conflitto mondiale il gioco ci pone nei panni di un veterano, Cole Phelps, ponendoci di fronte a un titolo che farà della trama e dell’investigazione i suoi punti forti. La narrazione è molto matura, come i temi trattati nei 26 casi che dovremo affrontare, preparatevi quindi a un gioco davvero adulto e che punta tutto sulla razionalità, sui tempi lenti e le lunghe attese, con poche e sporadiche sessioni d’azione. Come previsto i programmatori ci metteranno di fronte a un tutorial per farci impratichire con i comandi, sotto forma di missione e mentre siamo semplicemente degli agenti. La vita di quello che sarà il nostro detective viene quindi mostrata con estremo realismo, sin da quando torna dalla guerra a quando riesce ad avere una promozione, con qualche flashback sul passato e un background davvero notevole per spiegarcene il carattere e gli stati d’animo. Il titolo è improntato su vari omicidi o casi da risolvere dove il gameplay mostra i muscoli di un inedito sistema investigativo, ponendo il giocatore a essere attento non soltanto ai vari indizi in giro per la scena del crimine ma anche alle interrogazioni dei sospetti o testimoni. Se per ciò che concerne la raccolta di prove e cercare di dare una logica a ciò che è successo non ci furono grandi rivoluzioni, quando si parla di interagire con altri personaggi ecco che l’innovativo sistema di L.A.Noire fa capolino mostrandoci una serie di espressioni facciali all’epoca spettacolari, in grado però di rivelarci se il soggetto ci stà mentendo o meno e nel caso di formulare diverse ipotesi o accuse. La parte relativa all’azione è invece relegata agli inseguimenti in auto, nel caso i sospetti dovessero fuggire, oppure in sparatorie che troveremo per lo più nelle missioni secondarie sparse per la mappa di gioco, che ci vedranno risolvere piccoli crimini come rapine e simili.

L’età non rovina i capolavori

Inutile dire che all’epoca il titolo era tecnicamente impressionate, specialmente quando si parlava delle espressioni facciali o anche delle animazioni stesse. Sei anni però portano a un cambiamento di motori grafici che evolvendosi fanno sembrare obsoleto quasi qualunque prodotto, quasi appunto. Parlando della versione PlayStation 4 Pro è inutile negare che l’età si nota, ma se analizziamo bene il punto di forza del gioco, ovvero le animazioni facciali, si resta sbalorditi da quanto ancora oggi siano fatte con dovizia di particolari e dettagli. Purtroppo la risoluzione maggiore non porta che ad evidenziare le texture non di altissima qualità, il dettaglio generale è infatti scarso e la maggior parte della città appare piatta e con un vistoso pop-up. La vera differenza però si nota proprio tra i personaggi con i volti ottimizzati, i loro corpi che invece sono decisamente meno corposi per numero di poligoni e anche i personaggi secondari. La differenza è evidente e un po’ lascia con l’amaro in bocca, nonostante il grande realismo e recitazione che L.A.Noire mostra a più riprese. Giocare nuovamente al titolo dei ragazzi del Team Bondi ci ha fatto tornare in mente quanto ci avesse affascinato all’epoca, quanto era davvero all’avanguardia tecnicamente e come si pensasse potesse essere un nuovo punto di riferimento per il genere. Purtroppo l’incedere lento, la narrazione lineare e un mercato davvero di nicchia o hanno condannato ingiustamente. Anche la versione per Nintendo Switch è un piccolo gioiello, davvero stupenda e che non ha nulla da invidiare alle altre versioni, ma crediamo sia il minimo visto che si parla sempre di un titolo di sei anni fa e che dovrebbe girare senza problemi sulle attuali console.

Pro

  • Ottima trama
  • Vi sentirete un vero detective
  • Costa 40 euro ma li vale

Contro

  • L'età si sente

Conclusioni

Se amate i polizieschi, le storie mature e adulte, le trame intricate e una narrazione chiara e senza fronzoli allora L.A. Noire è il titolo che dovete comprare, ricordandovi che il protagonista è un detective e non un uomo d’azione. Il gioco richiede pazienza, una certa parsimonia nella ricerca d’indizi, un buon occhio per screditare i sospettati e anche una buona mira, senza temere però di rischiare di rimanere bloccati in qualche caso, poiché il gioco cercherà sempre di darci una mano se non riusciremo a sbrogliare gli appunti del nostro taccuino.

8