Bravo Team – Recensione
Recensione

Bravo Team – Recensione

  • Versioni: PS4
  • Dopo mesi che il nostro visore per la realtà virtuale giace inutilizzato, vista la penuria di titoli interessanti e  per cui valesse la pena accenderlo, ecco che ci pensano i ragazzi di Supermassive Games ha destare il nostro interesse. Il team ha già lanciato 4 giochi per PlayStation VR in meno di un anno, e quest’ultimo Bravo Team si presenta come il più action i tutti, sebbene dalle descrizioni e informazioni usciti fino ad oggi ci saremmo attesi tutt’altro gioco. Non lasciatevi ingannare, non siamo di fronte a un vero e proprio sparatutto in prima persona con elementi tattici e strategici, ma più a una sorta di Virtua Cop vecchia scuola.

    Sempre più giochini inutili 

    Dopo aver sviluppato già tre titoli è ovvio che gli sviluppatori siano a loro agio con questa tecnologia e in grado di sfruttarla meglio di altri, purtroppo però la qualità è andata a perdersi proprio a favore della quantità. Inutile negarlo, Supermassive Games avrebbe dovuto concentrarsi su un solo progetto e svilupparlo come si deve invece di tirare fuori tutti questi arcade che sono, essenzialmente, inutili. Il titolo vi vedrà impersonare uno dei membri di un gruppo speciale anti terrorista che dovrà affrontare una serie di missioni tutte slegate tra loro, non essendoci una vera trama di fondo. Siamo di fronte al classico sparatutto su binari con pistola che tanto andava in voga negli anni ’90, da Virtua Cop a Time Crisis di Namco, le meccaniche sono proprio quelle con l’aggiunta della VR. Ci muoveremo essenzialmente su binari prefissati attraverso l’area della missione, dovendo stare attenti a cercare un riparo e la posizione delle munizioni, andando a colpire i nemici che sfrutteranno le diverse coperture per difendersi. La piccola novità che introduce il titolo è relativa al nostro compagno, che potrà essere sia un amico che un NPC usato dalla CPU. Nel primo caso il titolo risulterà più interessante, visto che potremo coordinarci con il nostro amico e riuscire ad avere la meglio a livello di difficoltà più alto, mentre con la CPU sarà dura anche a normale vista la totale indisposizione dell’IA a compiere le azioni basilari. Principalmente saremo noi a uccidere tutti i nemici, ad aiutare il nostro collega imbranato quando in difficoltà e anche rianimarlo prima che muoia, cose che invece non accadono al contrario cosi se cadremo a terra feriti potremo anche scordarci che l’IA ci dia una mano, anche se vicina a noi, come possiamo evitare di pensare che possa anche soltanto fare fuori un nemico fastidioso da sola. E’ quasi inutile il compagno, non dà mai la sensazione di cooperazione e decisamente non riusciamo a dare un senso alla sua presenza se non per quando è guidato da un vero giocatore. Bisogna ammettere che anche i controlli non sono dei migliori, perchè non si esce dalle coperture muovendo la testa o con movenze realistiche del nostro corpo, ma sempre con la pressione di un tasto, che ovviamente fà perdere tutto l’impatto che si dovrebbe avere in un titolo VR che punta tutto sull’immersione del player. Peccato infine per il numero di missioni, davvero ridotto al lumicino visto che finirete il titolo in un paio d’ore, perchè sono state ben diversificate e lanciano un livello di sfida crescente che nella modalità del classico raggiungimento dell’high score dà il massimo.

    Tanta fretta ma dove corri

    Realizzare quattro titoli in un anno non dev’essere un compito semplice per un gruppo di sviluppatori che non è poi nemmeno cosi numeroso, è il risultato si vede. Nonostante l’esperienza accumulata con l’hardware di PlayStation 4 non si è riusciti a dare al Bravo Team un aspetto grafico decente, con pochi poligoni a schermo e texture slavate ben poco definite. Sembra davvero un titolo realizzato solo per far numero e l’unica cosa positiva è la risposta dell’Aim Controller, se lo avete, davvero il top per questo tipo di giochi grazie alla sua versatilità è precisione.

    Pro

    • Interessante idea

    Contro

    • Realizzata nel modo peggiore
    • Costa 40 euro

    Conclusioni

    Non ci siamo, Bravo Team è l’ennesima occasione mancata per la VR di avere al proprio arco un titolo interessante. Le meccaniche dei classici Virtua Cop sono sicuramente apprezzabili, anche molto affini con la stessa realtà virtuale, ma il modo con il quale è stato implementato il sistema di controllo lascia il tempo che trova. Playstation VR alla fine non è essenziale, non si riesce ad avere quella sensazione d’immersione e coinvolgimento che deve dare questo tipo d’esperienza. Lasciamo stare poi la realizzazione tecnica mediocre, la durata molto breve e la pessima IA del nostro compagno che sono solo altri elementi che vanno ad affossare un titolo che sà troppo di esserci solo per “fare numero”.

    4 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.