Shadow of the Colossus – Quando il videogioco diventa arte
Recensione

Shadow of the Colossus – Quando il videogioco diventa arte

  • Versioni: PS4
  • Oggi assistiamo sempre più all’omologazione dei videogiochi, i costi elevati delle grandi produzioni portano infatti tutti i maggiori publisher a pubblicare solo giochi che avranno un certo riscontro di vendite. Potemmo quindi dire che ormai di giochi commerciali e senz’anima è strapieno il settore. Basti pensare a come ogni genere presenti ormai elementi da gioco di ruolo, open-world sempre più grandi e ripetitivi dove tra crafting e farming si deve andare avanti. Assassin’s Creed è solo l’ultimo ad essere omologato al genere, passando di fatto da quello che era un action a un gioco di ruolo di tutto punto. Evitiamo poi discorsi sulle casse premio microtransazioni e compagnia bella. Insomma oggi nonostante quel che se ne possa dire la qualità non è cosi elevata e basta infatti un remake di un titolo di 12 anni fa per ricordarci quanto eravamo abituati bene, troppo bene. Shadow of the Colossus arriva su PlayStation 4 con un remake che mostra a tutti quelli che non vi hanno mai giocato perchè in tanti hanno in passato paragonato questo media a una forma d’arte. Il Capolavoro di Fumito Ueda è arte, il videogioco il mezzo con cui si esprime e non c’è dubbio che vedere che non vende quanto un mediocre action commerciale faccia proprio capire come ci siamo persi, da qualche parte. Su Gamesnote non abbiamo vie di mezzo, noi siamo appassionati da oltre 30 anni e quindi ragazzi se non comprate questo gioco, fosse anche la terza volta, per noi potete appendere il pad al chiodo. Non ci sono sufficenti parole per descrivere quanto sia emozionante questo gioco, ma anche bellissimo da giocare.

    Alcuni titoli li si può rigiocare oltre 100 volte…ma non vi stancheranno mai

    Nel gioco sarete il giovane Wander che a cavallo del suo fido cavallo Agro dovrà sconfiggere 16 colossi per salvare la piccola Mono. La lore del gioco è stupenda, emozionante e tutta da scoprire. Il sistema di gioco infatti è semplice, trovare i colossi sfruttando i pochi e vaghi indizi che troveremo, risvegliarli e ucciderli, ognuno con tattiche diverse ovviamente ma con il solo punto debole in comune. Il titolo vi porterà a esplorare il mondo virtuale, perdervi nella sua bellezza e al contempo cercare il modo di salire su queste titaniche creature. Non tutte sono infatti docili come le prime che incontrerete, e che di fatto rappresentano il tutorial, ma alcune volano, altre sono sott’acqua e cosi via, ponendo cosi la vostra attenzione anche sulla conformazione delle varie location dove sono nascosti. Purtroppo la telecamera è rimasta quella originale, quindi spesso volerete via dalla groppa del colosso non per colpa vostra, mentre sono stati implementati sistemi di controllo alternativi e leggermente più moderni di quelli del passato, sempre presenti. Dobbiamo dire che non abbiamo riscontrato alcun problema e tutti bene o male sono ottimi, nonostante un pizzico di abitudine bisognerà farlo, specialmente per le sezioni di arrampicata che non sono automatiche come nei titoli di oggi. Alla fine però Shadow of the Colossus vi metterà al centro di una vicenda ben più profonda, perchè questi enormi, immensi giganti sono di fatto creature pacifiche che non hanno fatto male a nessuno, ma voi dovrete ucciderle. Tanti pensieri, tanta retorica e morale, per un titolo che riesce a toccarvi il cuore e mostrare come anche un videogioco possa essere un potente mezzo di riflessione e non al pari di qualunque altra forma d’arte.

    Quando i remake sono fatti come si deve si hanno gioielli tra le mani

    I ragazzi di BluePoint Games meriterebbero solo applausi per il fantastico lavoro che hanno svolto con questo remake, perchè il risultato è sorprendente. Abbiamo giocato all’epoca l’originale, la remastered su PlayStation 3, la versione in HD sull’emulatore e poi ti ritrovi ad avere tra le mani un gioco che sembra davvero nuovo. Le ambientazioni dettagliate, le animazioni a 60fps e quel generale senso di stupore e meraviglia per l’architettura delle location o la maestosità dei colossi sono presenti come se fosse la prima volta che ci troviamo di fronte a Shadow of the Colossus. Ovviamente il mondo di gioco non è cosi grande come si è abituati oggi e praticamente è vuoto, ma questa è una scelta artistica decisamente d’impatto come tutte quelle effettuate. La longevità si aggira intorno alle 14 ore se non avete mai giocato prima la titolo, mentre è ovviamente molto più bassa per chi lo ha già divorato, nonostante questo bisogna segnalare come tra extra e bonus vari rigiocarlo a modalità difficile o affrontare le sfide a tempo saranno un ottimo incentivo. Da segnalare la presenza in esclusiva per questa versione di speciali monete d’oro da raccogliere, 79 in tutto, che vi daranno accesso a un’arma speciale che nell’originale non c’era.

     

     

    Pro

    • Troppi da elencare

    Contro

    • Telecamera e qualche sbavatura del sistema di controllo originale

    Conclusioni

    Shadow of the Colossus è un titolo imperdibile. Questa nuova versione a opera dei ragazzi di BluePoint Games riesce a dare al Capolavoro di Ueda un aspetto moderno, rendendo epici tutti i colossi. Non c’è davvero nulla da dire su questa perla del panorama ludico, se lo avete giocato già 100 volte allora questa è l’occasione di farlo l’ennesima volta, se non ci avete mai giocato è giunto il momento. Evitate di rovinarvelo seguendo youtuber vari, quest’opera va vissuta in prima persona, non guardata ne tantomeno farsela raccontare da altri. Vivete emozioni, perchè il gioco ve ne regalerà tantissime.

    9,0 1

    Articoli Scritto da rspecial1 - Gamesnote.it

    I videogiochi li ha scoperti con Star Force, da allora è stato amore puro. Dal 2000 recensisce giochi di ogni genere e forma, passando per tutti i maggiori siti del settore in attesa del Dreamcast 2 e il riscatto di Sega.