Art of Fighting 2 – Strappiamo magliette anche su Switch
Recensione

Art of Fighting 2 – Strappiamo magliette anche su Switch

  • Versioni: PC PS4 Switch Retrogames
  • Ricordo ancora quel lontanissimo 1994, quando per la prima volta all’Astragame di Milano vidi Art of Fighting 2, nuovo gioiello di SNK che troneggiava sul maxischermo. Totalmente cambiato rispetto alla filosofia del primo adesso metteva a disposizione numerosi personaggi ognuno con la propria storia. Inutile negare che la grafica è stata la prima cosa che ha colpito tutti, con quegli sprite enormi e con un numero di animazioni esagerato. Ovviamente la versione per Super Nintendo non era all’altezza di quella Neo Geo, ma è un pò come chiedere a PlayStation VR di fare ciò che fà HTC Vive, impossibile, due tecnologie davvero molto lontane. Nonostante però i limiti tecnici una volta tutto era possibile, perchè si voleva, e quindi convertire un gioco era solo questione di tempo e ottimizzazione. Giusto per sottolineare che oggi su Switch volendo ci girerebbe tutto, ma noi ci soffermiamo sull’ultimo arrivato nella collezione degli ACA Neo Geo, che nonostante i prezzi non proprio economici visti i 7 euro richiesti sono sempre nelle posizioni alte della classifica dell’eShop.

    Il karate selvaggio

    A differenza degli altri titoli del genere le meccaniche di gioco erano molto particolari, come il sistema di combo, rendendo di fatto unico il titolo che basava i classici attacchi in stile Street Fighter 2 su tre pulsanti con un quarto adibito allo sberleffo del nemico, una caratteristica che ancora non tutti i giochi avevano. Molto particolare era però la meccanica con la quale si gestiva l’energia adibita alle mosse speciali e più dannose, questa infatti si esauriva e necessitava di essere ricaricata nel corso dello scontro tenendo premuti due pulsanti. Ovviamente questo tipo di gameplay era meno votato all’attacco, molto più tattico e meno da smanettone che spamma a caso le mosse. Restare senza gauge era praticamente come perdere, quindi si dovevano calcolare bene i tempi di recupero e ogni singolo momento in cui l’avversario ci permetteva di respirare. Altro elemento che lo rendeva un pioniere nel panorama dei picchiaduro era la presenza delle super mosse, potentissimi attacchi in grado di ribaltare l’esito del match ma anche estremamente gratificanti da vedere, che potevano essere attivate in due modi ovvero sfruttando la barra del rage quando questa è al massimo oppure quando l’indicatore della vita comincerà a lampeggiare.

    Stile come se piovesse

    Ancora oggi molti dei lottatori di Art of Fighting 2 sono tra i migliori mai creati nel panorama dei picchiaduro, la loro caratterizzazione era unica per personalità e stile di combattimento, ma la grafica riusciva a dargli quei dettagli che solo la potenza del Neo Geo poteva ricreare all’epoca. Grazie all’utilizzo dello zoom, assente su SNES per ovvi motivi, è stato possibile dare una maggiore spettacolarità a ogni attacco e combo, con l’aggiunta di cambiamenti visivi molto chiari mai visti prima e successivamente abbandonati da tutti come i volti dei lottatori che si riempiono di lividi e sangue nel corso dello scontro. Anche i fondali non potevano essere da meno, perchè se le numerose animazioni e i dettagli dei personaggi risultavano due passi avanti rispetto la concorrenza anche gli stage degli scontri non erano da meno e riproducevano anche molto bene il carattere del main che lo presiedeva, quindi vedere la mitica Ferrari quando ci si scontrava con Robert era davvero galvanizzante. L’ultima nota che non poteva essere dimenticata era l’effetto da “maglietta strappata” che si poteva ottenere al termine dell’ultimo round contro King o Yuri se sconfitte con una mossa energetica, in questo caso le nostre donzelle finivano con il reggiseno in bella vista…e quindi nel ’94 eravamo già tutti galvanizzati da cosi poco. Anche il sonoro era notevole, sopratutto per le voci davvero ben campionate che per le musiche che sinceramente non sono rimaste molto nella mia testa.

    Conclusioni

    Art of Fighting 2 arriva su Switch grazie ai ragazzi di Hamster e la loro collana ACA Neo Geo, rappresentando da subito un’acquisto obbligato per gli amanti del genere. Nonostante l’età infatti il titolo rimane tra i migliori e ancora oggi ha tanto da dire e offrire, non proponendosi come un semplice gioco per nostalgici ma riuscendo a spazzare via tanta spazzatura che riempi il genere ma che di qualità ne ha molto poca. Attenzione però, non si tratta di un titolo semplice e nemmeno dal livello di sfida basso, qui serve realmente comprendere il sistema di gioco e perdere qualche ora per imparare bene come giocare, astenersi quindi smanettoni dell’ultima ora.

    8,5 1