Skyrim – I draghi invadono Switch
Recensione

Skyrim – I draghi invadono Switch

Sono da sempre un grandissimo estimatore della saga di The Elder Scrolls, da sempre simbolo dei giochi di ruolo occidentali e, a dirla tutta, del come un gioco di tale genere debba essere elaborato. Partendo da Morrowind, terzo capitolo della serie, e passando per Oblivion, si poté assistere all’evoluzione del genere che diventò un openworld con tantissime opportunità di gioco. Il culmine si raggiunse con Skyrim, gioco che è divenuto un cult per gli amanti del genere, e che è approdato su quasi tutte le console presenti sul mercato. Come già si era potuto constatare dai primi trailer dedicati a Switch, che mostravano alcuni spezzoni di gioco, si era intuito come anche la console ibrida di casa Nintendo avrebbe rappresentato l’ennesimo lido sul quale The Elder Scrolls V sarebbe approdato. Con quali novità? Vediamolo insieme.

La storia è sempre quella

Il pacchetto offerto da Skyrim su Switch, oltre a comprendere il gioco originale, annovera anche i tre DLC che sono stati rilasciati da Bethesda nel corso degli anni, ovvero Heartfire, Dawnguard e Dragonborn in modo da rendere completa l’esperienza ludica. Come già vi avevamo detto per la Special Edition, anche in questo caso dobbiamo, per dovere di cronaca, ribadire il concetto: non si tratta di nulla di nuovo, ma è il medesimo titolo uscito nel lontano 2011. Quindi nessuna storia nuova, nessun nuovo DLC. La narrazione comincia con il nostro alter ego virtuale legato, a bordo di un carretto, come prigioniero insieme a Ulfric, capo dei ribelli Manto della Tempesta, e altri suoi fedeli. Che ci fa lì? Perché è stato catturato? Perché Ulfric è stato ammutolito con un bavaglio sulla bocca? Sono i primi dubbi che, durante il lunghissimo corso della storia, troveranno una spiegazione. Non abbiamo idea di cosa ci aspetta una volta raggiunto il villaggio di Helgen. Arrivati a destinazione, il piccolo villaggio è ricolmo di soldati imperiali che stanno facendo il riconoscimento dei prigionieri e, non appena toccherà a noi, saremo chiamati a creare il nostro personaggio, attraverso il fornitissimo editor che Bethesda ha inserito nel gioco. Non bisognerà decidere la classe di appartenenza, ma sarà la razza selezionata in questo frangente a determinare le caratteristiche principali del nuovo Sangue di Drago che potrà, in seguito, incrementare le proprie abilità, definendo in quale capacità potrà eccellere. Il destino è oramai chiaro, saremo giustiziati, tramite decapitazione. Se non fosse per l’arrivo provvidenziale di un drago che, provocando un fuggi fuggi generale, e distruggendo, di fatto, Helgen, ci salva indirettamente la vita. Dopo una fuga dal villaggio in fiamme, inizierà l’avventura del Sangue di Drago nella grandissima terra di Skyrim. Ecco questo è il canovaccio che tutti coloro che hanno giocato a una qualsiasi versione del lavoro di Bethesda conosceranno sicuramente. Perché un utente che ha già giocato al titolo dovrebbe acquistare questa versione per Nintendo Switch? Ne vale la pena?. Secondo noi la risposta è più che positiva. Così come si è visto con DOOM, titolo sempre curato da Bethesda, anche Skyrim si ritaglia un posto d’onore nella libreria dei titoli per Switch.

L’urlo su Switch

Come abbiamo già detto, il sistema di crescita del giocatore e l’albero di apprendimento delle varie abilità, è il medesimo che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi sei anni. Quindi, in questo caso, nulla di nuovo sotto il sole. Quello che cambia è l’offerta ludica che permetterà di sfruttare i due joy – con per effettuare diverse azioni. In primo luogo abbiamo potuto constatare la bontà della cattura dei movimenti che, grazie ad un’affinata tecnologia motion, vengono ripresi in maniera pressochè perfetta all’interno del gioco. Sarà quindi possibile utilizzare l’arco mimandone il gesto, oppure attacchi corpo a corpo sempre nel medesimo sistema. Naturalmente ci riferiamo al momento in cui si decide di inserire la Switch nella sua dock, utilizzando lo schermo televisivo. Certo, è possibile anche giocare in questa maniera mentre ci si trova in giro, ma credeteci se vi diciamo che non si tratta della soluzione migliore. Quando vi troverete fuori casa, sarà sempre meglio lasciare i Joy – con al loro posto e utilizzarli come comandi normali. Anche perché, c’è da dire, che Bethesda ha praticamente riadattato i pulsanti in modo che fossero del tutto simili alle precedenti versioni, in modo da non scoordinare troppo il giocatore. Da questo punto di vista si tratta di un lavoro ben fatto, soprattutto se si collega l’ottimo combat system originale. Vero è che l’utilizzo dei Joy – con come armi potrebbe ben presto annoiare, anche a causa della connotazione troppo ‘movimentata’ facendovi ripiegare sull’utilizzo dei comandi classici. The Elder Scrolls V concede all’utente l’utilizzo degli amiibo, che potranno regalare all’alter ego virtuale diversi upgrade, bauli o quant’altro, in modo da rendere l’avventura un po’ più abbordabile.

Skyrim si rivela anche su Switch come una terra viva e vibrante, tutta a disposizione del giocatore che dovrà scrivere la propria storia, seguendo semplicemente il suo istinto.

Una terra da esplorare

Una delle cose che ho sempre apprezzato in Skyrim, è la vastità della sua terra, non paragonabile magari a Breath of the Wild, ma certamente più ricca e viva rispetto al capolavoro Nintendo. I villaggi e le città da visitare sono moltissimi, ognuno con le proprie usanze e caratteristiche, che starà a noi conoscere. Senza dimenticare le migliaia di cose da fare, tra la costruzione della casa dei sogni, l’arredamento, la forgiatura di armi e armature e l’incontro con tantissimi personaggi. Nulla è stato lasciato al caso in Skyrim: troveremo personaggi non giocanti ricchi di sfaccettature, che spesso vi daranno delle quest più o meno articolate da portare a termine. Insomma, Skyrim si rivela anche su Switch come una terra viva e vibrante, tutta a disposizione del giocatore che dovrà scrivere la propria storia, seguendo semplicemente il suo istinto. Aspettatevi centinaia di ore di gioco che passeranno senza che ve ne accorgiate, rubandovi tanto di quel tempo come accade solo con i capolavori.

Stesso gioco, stessi problemi

La versione per Nintendo Switch, dal lato tecnico, purtroppo, riprende quasi tutti i bug che erano presenti nella versione originale. Assisteremo quindi ad alcuni oggetti che letteralmente ‘volano’ in maniera inspiegabile, poligoni che si rompono, oggetti dello sfondo che compaiono e scompaiono senza un perché. Il lavoro, in questo caso, non è stato assolutamente svolto in maniera encomiabile: sarebbe bastato un briciolo di controllo in più per rendere il gioco gradevole anche dal lato grafico. Certo il tutto gira sui 30 fps e 720p, ripercorrendo quanto visto nella sua prima versione, ma su Switch, siamo sicuri che si possa fare molto di più. Confidiamo in un aggiornamento che possa sistemare questi difetti, in modo da rendere Skyrim un titolo veramente godibile. Da sottolineare anche l’eccessiva durata dei tempi di caricamento che, nonostante il titolo giri su cartuccia, risultano spesso fastidiosi e incomprensibili. Come già annunciato in precedenza, il gioco non godrà di alcuna mod, quindi dobbiamo accontentarci dell’offerta primaria senza alcuna possibilità di modifica. Il comparto audio ripropone la colonna sonora epica curata da Jeremy Soule: si tratta di tracce capaci di coinvolgere il giocatore e sottolineare i momenti topici dell’azione. Una nota leggermente stonata è data dal fatto che, prima di intraprendere l’avventura, bisognerà scaricare il doppiaggio audio in italiano, ben 3 GB di file. Dopo questo unico download, tutti i dialoghi funzioneranno in maniera egregia nella lingua di Dante.

Pro

  • Mondo vasto e articolato
  • Infinite ore di gioco
  • Comandi Switch curati e precisi

Contro

  • Venduto a prezzo pieno
  • I bug sono gli stessi della versione originale

Conclusioni

Sono di parte, lo so: ho sempre adorato Skyrim che, per me, rappresenta il top per quanto riguarda i giochi con ambientazioni fantasy. Le tantissime cose da fare, sono da corollario per una narrazione epica, immensa che poche volte si è vista in un videogioco. Certo, la versione per Switch non è la prima che è stata resa portatile. Infatti, tramite GPD Win, ho già sperimentato la portabilità del titolo di Bethesda, ma la versione Switch si colloca un gradino sopra, visto che è stata ottimizzata ad hoc per la console di casa Nintendo. Purtroppo ci sono ancora diversi bug che affliggono anche questa nuova apparizione del quinto gioco della saga di The Elder Scrolls, ma bisognerà solamente sperare in un aggiornamento, sempre che arrivi. Certo, a parte gli adattamenti dei comandi, sembra che Bethesda abbia scelto la strada più facile, ma ricordiamoci che Skyrim è uno dei migliori GDR degli ultimi dieci anni, quindi è sempre bello e appagante accedere alle terre dei draghi. Peccato per il costo: un gioco del genere, sarebbe dovuto arrivare sul mercato con un costo ridotto mentre, invece, si trova sul mercato a circa sessanta euro. Se non lo avete mai giocato e possedete una Switch, non potete perdervelo, viceversa, nel caso non foste fan come il sottoscritto, vi consigliamo di giocarlo su PC, magari con qualche mod ben fatta.

7.5