Xenoblade Chronicles 2 – Su un tappeto di nuvole a guardare titani
Recensione

Xenoblade Chronicles 2 – Su un tappeto di nuvole a guardare titani

Una delle caratteristiche che amiamo di società come Monolith Soft è quella di perseguire la propria strada, realizzando quindi ciò che desiderano come meglio credono senza farsi influenzare dai dati di vendita. Per un team cosi talentuoso e dal livello artistico smisurato avere come partner Nintendo è il meglio che potessero sperare, cosi invece di prendere una serie fantastica come Xenoblade Chronicles e immolarla in nome del Dio denaro per riuscire a venderlo a chiunque (ciao Square Enix) oggi abbiamo tra le mani il miglior gioco di ruolo di stampo nipponico dell’anno. E forse non solo. Come saprete il brand non ha una storia continuativa vera e propria ma proprio come Final Fantasy differisce ogni volta, mantenendo alcuni legami e similitudini ma nulla più, quindi se non avete giocato a nessun precedente episodi state tranquilli, potete godervi ugualmente il titolo. Dopo questa, doverosa, precisazione è giunto il momento di spiegarvi come mai ci siamo innamorati di questo universo e perso al suo interno da ormai un centinaio di ore, tra momenti di pura esaltazione e altri in cui i calendari cadevano come se non ci fosse un domani.

Persi in un mare di nuvole

L’episodio X che abbiamo avuto modo di amare su Wii U ci metteva nei panni di noi stessi, dispersi su un pianeta sconosciuto intenti ad esplorarlo da cima a fondo. Un open world vastissimo, in cui il nostro scopo principale era quello di diventare sempre più forti per fronteggiare i temibili mostri che lo popolavano. La storia di base era superficiale, messa li per farci vedere che un briciolo di trama c’era, ma assolutamente simile a un orpello non indispensabile ai fini del gioco. Con questo episodio 2 si torna al classico, Monolith Soft ci apre le porte di un universo unico, magico e pieno di vita, non più con un mondo aperto a disposizione ma con una trama davvero epica. Noi saremo il giovane Rex, il cui scopo sarà quello di riportare nell’Elysium la giovane Pyra. Questo è tutto ciò che vi diremo di una storia che per 60 ore circa vi terrà incollati al pad, con colpi di scena continui e una narrazione accattivante. Ovviamente preparatevi a vivere qualcosa di puramente nipponico, dalle citazioni di anime famosissimi, alle battutine a doppio senso e personaggi carismatici che vanno ben oltre due tette enormi da guardare. Xenoblade Chronicles 2 è ambientato nel mondo di Alrest, costituito da alcuni titani giganteschi che fluttuano in un mare di nuvole, che ha come principali protagonisti i Ductor e i Gladius. I primi sono persone o anche bestie dall’innato potere di controllare i Gladius, vere e proprie armi viventi con diversi poteri e abilità a loro disposizione e che quindi si utilizzeranno in battaglia. Il titolo ci porterà nelle sue prime 15 ore in un grande tutorial, per spiegarci per bene ogni meccanismo del sistema di combattimento e le opzioni avanzate che offre, stratificato abbastanza da riuscire a essere assimilato facilmente da chi non ha mai giocato a un JRPG, ma altamente tecnico da poter essere padroneggiato solo da chi intuirà perfettamente le sue meccaniche. Alla base però abbiamo sempre il vecchio sistema di autoattacchi, questa volta però i nemici dovranno essere abbattuti cercando di distruggere i loro noti elementari, costituiti non soltanto dall’elemento base che li contraddistingue ma anche da quelli dei Gladius che si utilizzeranno. Abbattere un nodo ci consentirà di avere un grande vantaggio tattico e non solo, abbassando molto più rapidamente i punti di vita di un mostro (e in questo gioco ci sono vere e proprie spugne di HP) ma anche di non farlo attaccare o chiedere aiuto. Il sistema di potenziamento e aumento del livello è invece ancora più complesso, essendo diviso non soltanto tra i Ductor e i Gladius ma anche con i Gladius artificiali. L’esperienza di Rex e dei membri del suo party salirà man mano che combatteremo o eseguiremo missioni secondarie, la differenza questa volta è che potremo decidere di riposare in una locanda per fare in modo che il livello aumenti ulteriormente. In pratica una barra gialla situata sotto i nostri HP indica il livello di esperienza accumulata, una volta completata passeremo al livello successivo (ad esempio il 33) e questa si azzererà, ma se andiamo a dormire, anche nello stesso momento, il livello aumenterà ancora (da 33 potremo salire immediatamente a 35 ad esempio). Sembra un sistema studiato per chi non ama moltissimo il farming e aiutare un po’ i meno esperti del genere, sebbene lungo la quest principale non abbiamo trovato grosse problematiche e nelle zone con mostri troppo potenti per noi la classica strategia del corri e prega non ti prendano, funziona bene.

Con la testa tra le nuvole, ma i piedi ben saldati a terra!

Come ogni prodotto della software house nipponica il titolo è pieno di cose da fare, con missioni secondarie che purtroppo non differiscono molto dalle solite già viste in passato (raccogli un numero x dell’oggetto y, vai in un luogo e ammazza i mostri ecc) ma anche con un paio di mini-giochi legati sempre allo sviluppo del personaggio. Rex non è un guerriero, nonostante un bel carattere e la sua sicurezza il giovanotto è un recuperatore di rottami, ovvero si lanci tra le nuvole e cerca di prendere qualcosa di prezioso tra i vari rottami, un’operazione che nel gioco potrà essere effettuata attraverso un giochino fatto di quick time event. Dobbiamo essere sinceri, lo abbiamo usato pochissimo e per il momento ci sembra una bella alternativa ma niente di indispensabile, cosa che invece è il secondo mini-giochi, Tiger Tiger. Come vi abbiamo accennato in precedenza ci sono i Gladius nel gioco che sono armi ancestrali derivanti da Cristalli nucleici rilasciati dai titani più piccoli alla loro morte, ma esistono anche un paio di Gladius creati in modo artificiale, che sono di fatto dei robot e che quindi si evolveranno nel gioco in modo totalmente diverso. Questi speciali “armi” potranno essere potenziate ottenendo moneta di gioco da Tiger Tiger, un coin-op anni ’80 con uno sparatutto verticale che metterà alla prova i nostri riflessi, da spendere per comprare CPU, RAM e potenziamenti vari, avendo anche la possibilità di cambiare l’elemento base come desideriamo. Gli sviluppatori hanno creato soltanto 35 Gladius unici disegnati da importanti artisti del Sol Levante esterni alla software house, come i designer di Fire Emblem, Tetsuya Nomura ed altri professionisti di Square Enix e Bandai Namco, ma anche disegnatori dell’anime Macross, tutti gli altri sono generati casualmente dal gioco e differenziano per sesso, arma ed elemento oltre le varie abilità in loro possesso. Anche il livello di collezionismo è quindi molto alto, ma bisogna fare attenzione perché la riuscita del nostro viaggio dipende da come assembleremo il nostro party. Il mondo di gioco nasconde poi anche la meccanica dei Mercenari, sbloccabile anche questa più avanti nell’avventura, e che ci permette di mandare i Gladius che non usiamo in battaglia a compiere varie missioni in giro per i continenti ad accumulare sia denaro che punti esperienza, cosi da farli cresce e aumentarne la sincronia con noi, il livello di fiducia e ovviamente la rosa delle abilità a loro disposizione. Come detto di carne al fuoco ne abbiamo in abbondanza, ma quello che stupisce è come sia sempre in grado di sorprenderci il nostro viaggio e come la fatica che si fa per aumentare il nostro livello viene sempre ripagata, perché la soddisfazione che si prova dopo una dura battaglia è altissima come la delusione o l’arrabbiatura nel caso si perda, magari perché spostandoci nel mondo di gioco siamo andati a disturbare altri animali che ovviamente ci attaccheranno senza pensarci troppo.

L’arte supera i 4K e non si discute

Il vero punto debole di Xenoblade Chronicles 2 è il suo comprato tecnico, purtroppo il motore grafico vetusto si vede e la risoluzione che non supera i 720p neppure in modalità dock non aiuta. Purtroppo poi dobbiamo segnalare delle animazioni ridicole o troppo stile PlayStation 3 in molte cut-scene, che rovinano un po’ l’atmosfera generale di uno stile però decisamente azzeccato. Se tralasciamo infatti il puro lato tecnico, il numero dei freddi poligoni o di qualche animazione mancante o poco fluida, il titolo ci fa respirare arte nipponica ad ogni angolo. Possiamo partire con l’universo di gioco, immenso e bellissimo, i titani mastodontici e sopra o all’interno dei quali sono stati create intere civiltà con una cura architettonica non indifferente. Ogni gigante è poi diverso dall’altro e non solo per l’aspetto esteriore ma anche per vegetazione e mostri che lo abitano, con addirittura arcipelaghi e tunnel che attraversano il mare di nuvole. Uno spettacolo per gli occhi, una gioia immensa vedere in lontananza la testa del titano sopra il quale stiamo, con l’amarezza di sapere che sebbene l’orizzonte sia ampio noi li non possiamo arrivarci. Paesaggi evocativi e lungo i quali fermarsi per ammirare il passaggio da giorno a notte o l’arrivo della pioggia, non potevano che essere pieni di vita, con animali e bestie feroce di ogni tipo tanto belle quanto letali. Monolith Soft ha creato davvero un gioco dal livello artistico assoluto, dallo stile anime alle location, i personaggi carismatici (dove le ragazze meno vestite sono e più sono potenti, è la logica nipponica) e il bestiario presente, che non poteva accompagnare il tutto se non da musiche epiche, che vanno da melodie oniriche a pezzi molto più rockeggianti. La ciliegina sulla torta degli appassionati è ovviamente la lingua nipponica, presente dal day one gratuitamente e che si sposa in maniera perfetta non solo con il gioco ma con tutte le situazioni comiche e non che vedremo lungo la storia.

Pro

  • Storia appassionante e ben narrata
  • Gameplay solidissimo e appagante
  • Artisticamente è il top
  • Musiche bellissime

Contro

  • Qualche animazione da rivedere
  • La mancanza dei 1080p si sente in modalità dock

Conclusioni

Avere Switch oggi è obbligatorio, in meno di un anno sulla nuova ibrida Nintendo sono usciti Capolavori, giochi che hanno segnato la storia. Zelda e Mario hanno alzato gli standard dei loro generi, mostrato quanto si possa ancora fare con franchise di oltre 30 anni, ma Monolith Soft non è stata da meno e con Xenoblade Chronicles 2 si è superata. Certo tecnicamente siamo un po’ indietro rispetto anche alla semplice avventura di Link e la risoluzione maggiore era doverosa per godere al meglio del livello artistico che sfoggia il titolo, ma siamo di fronte a un prodotto da non perdere. Un sistema di gioco complesso e appagante, una trama epica e un mondo di gioco straordinario valgono una console, perché le emozioni non hanno prezzo e su Alrest ne troverete molte.

9