SNES Classic Mini – i giochi che avrei voluto
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SNES Classic Mini – i giochi che avrei voluto

Da buon appassionato di retrogame, ho atteso con ansia l’arrivo dello SNES Classic Mini, quasi come se si trattasse di un tuffo nel passato, fino a quel giorno del 1992 in cui mi fu regalato, nel periodo che precedeva il Natale. Certo, dei titoli pre – installati, erano davvero pochi quelli che non avevo almeno provato, grazie anche agli amici che li possedevano e all’antica pratica dello scambio temporaneo (io presto a te e tu presti a me) ormai caduta in disuso. Eppure, nonostante i venti titoli più uno inedito, a questo piccolo gioiello manca qualcosa, qualche titolo che mi sarebbe piaciuto riprovare sul remake di una delle console più influenti della storia.

Ecco i giochi che avrei voluto

Ovviamente i giochi che citerò in questo articolo, altro non sono che frutto di opinioni e esperienze personali, collegati a ricordi di gioventù, e non ho la pretesa che la mia parola rappresenti un dictat né una guida asettica, come se ne possono trovare molte online. Passiamo alle cose concrete. Il primo gioco che manca all’appello, è un platform storico, legato indissolubilmente con il Super Nintendo: sto parlando di Bubsy in Claws Encounters di Accolade. Il titolo era senza ombra di dubbio un platform ottimamente realizzato, divertente e veloce, un gioco in grado di ricordare, seppur con debita distanza, il Sonic del Mega Drive. Purtroppo, per lui, il passaggio alle tre dimensioni è stato traumatico e Bubsy 3D ha decretato la caduta nell’oblio del personaggio Accolade, almeno fino a quest’anno, visto che il gattone tornerà con una nuova avventura, si spera più consona al suo nome. Altro titolo dimenticato, è Pilotwings, il simulatore di scuola di volo. È vero, detto così potrebbe far drizzare i peli sulle braccia ai più, ma vi posso assicurare che le prove che permettevano di procedere nel gioco, rappresentavano vere e proprie sfide, difficili ma divertenti. Passando a titoli più ‘tosti’ avrei visto bene un Batman Returns, picchiaduro Konami ispirato al secondo film di Tim Burton sulle avventure dell’uomo pipistrello che vantava una grafica eccezionale per l’epoca e una giocabilità al di sopra degli standard. Stesso discorso per TMNT IV: Turtles in Time, forse il miglior titolo dedicato alle quattro testuggini ninja, sempre curato da Konami, quando ancora sapeva come confezionare dei bei giochi. Anche in questo caso parliamo di un picchiaduro a scorrimento, genere più in voga all’epoca dei 16 – bit. Un altro titolo dedicato a un super eroe che avrebbe fatto un’ottima figura all’interno di SNES Classic Mini, è Death ad Retruns of Superman, che riprendeva uno dei fatti più emblematici dell’uomo d’acciaio della metà degli anni novanta e lo riproponeva in un gioco, programmato da Sunsoft e decisamente ben fatto. Il titolo ripercorreva la morte di Superman e la sua rinascita con un ottimo picchiaduro  a scorrimento, anche stavolta, nel quale facevano la loro prima apparizione nuovi personaggi ispirati all’eroe dal mantello rosso. Sempre di Sunsoft, ricordiamo Aero The Acro-bat, pregevole platform che vedeva come protagonista Aero, un pipistrello che lavora in un circo, nonché mascotte della stessa Sunsoft, pronto a saltare da una piattaforma all’altra per fermare l’antagonista Edgar Ektor. Un altro titolo che mi sarebbe piaciuto rigiocare è X – Men Mutant Apocalypse, titolo targato Capcom, che consentiva di utilizzare tutti gli X – Men impegnati in livelli dedicati: questo per il semplice motivo che ogni mondo visitato poteva essere completato solo sfruttando le caratteristiche del mutante di turno. Ecco, quindi, il mitico Wolverine arrampicarsi su pareti impervie sfruttando i propri artigli o Bestia usare la propria forza per distruggere alcuni ostacoli.

 

Alcune cose poco chiare

Sinceramente, nella selezione dei titoli per lo SNES Classic Mini, non ho capito il perché siano stati inseriti ben due titoli dedicati a Kirby, peraltro neanche tanto piacevoli, tralasciando, invece, un Kirby’s Dream Land 3, uno dei platform migliori per la console a 16-bit di casa Nintendo. Stesso discorso vale per Killer Instinct, picchiaduro rivoluzionario a incontri targato RARE (che all’epoca, peraltro, lavorava unicamente per Nintendo) che ha segnato l’epoca d’oro del Super Nintendo. E’ vero che adesso Killer Instinct è un’esclusiva Microsoft, ma resta di fatto che il titolo di cui parliamo in quegli anni apparteneva alla grande ‘N’. Un’altra domanda che sorge spontanea è perché sia stato preferito Street Fighter II Turbo rispetto a un mostro sacro come Super Street Fighter II, magari affiancandolo a un Mortal Kombat II, che, ormai ventitré anni fa, diedero vita a una delle game – war più epiche della storia. Rimanendo in casa Nintendo, però, non si può non sottolineare la mancanza di un Super Mario All –Stars, con tutti i titoli già usciti sul NES Classic Mini in versione restaurata; oppure l’assenza degli altri due capitoli della saga di Donkey Kong Country. Manca anche un titolo a me molto caro e, per l’epoca, un ottimo compromesso tra grafica e gameplay, Topolino Mania, che consentiva di ripercorrere la storia del topo più famoso della storia con un platform che riproponeva le fasi principali tramite un comparto visivo in grado di ricreare le atmosfere dei cartoni animati più famosi. Anche Art of Fighting della SNK avrebbe dovuto ricevere un minimo di considerazione ma, anche in questo caso, a mio giudizio, si tratta di una questione soprattutto di licenze.

 

Non posso dire di non amare il Super Nintendo Classic Mini: un piccolo gioiello che riproduce alla perfezione la console che tanti anni fa era fissa nel mio salotto di casa. Però, non mi sono piaciute alcune scelte effettuate a livello di giochi presenti. A parer mio mancano diversi titoli ‘storici’ come elencato poco sopra, e forse i 20 + 1 presenti potevano essere molti di più e magari meglio selezionati. Certo è che la console, così come è stata concepita, supera di gran lunga, in termini di qualità estetica, il NES Classic Mini, inserendo i pad quasi della misura originale e dotati di cavi più lunghi. Un ottimo oggetto da collezione ma che sa tanto di occasione persa, visto che la domanda principale è sempre quella: perché non è stato inserito uno shop per installare altri giochi?