Destiny – Provato
Anteprima

Destiny – Provato

Bungie è una software house che non ha bisogno di presentazioni.
Dopo aver creato ed essersi occupata per anni della serie Halo, la casa americana si è resa nel 2010 indipendente da Microsoft, lasciando la sua creazione in mano ai 343 Industries.
Lo stesso anno è stato annunciato l’accordo con Activision per la pubblicazione dei suoi futuri progetti, i quali, è stato dichiarato ufficialmente, sarebbero stati titoli multipiattaforma.
Passati due anni nel silenzio più totale, Bungie è tornata sul grande schermo il 17 febbraio dell’anno scorso, annunciando il progetto Destiny, un MMORPG incredibilmente ambizioso sulla carta ed in grado, secondo i membri del team, di avere un ciclo vitale di ben dieci anni.
Come ultimamente accade, gli sviluppatori hanno voluto fornire agli utenti un accesso anticipato al gioco prima della sua uscita, fissata per il 9 settembre 2014.
Dopo l’E3 di quest’anno, il team ha quindi aperto per pochi giorni i server del titolo per alcuni possessori di PlayStation 4. Fortunatamente noi eravamo tra quelli.

Grandezza spiazzante

Quella che è stata messa a disposizione di prova per i giocatori era la versione alpha del titolo.
In realtà, al di là della povertà dei contenuti offerti, niente ci ha fatto pensare, anche solo per un istante, di avere di fronte una build arretrata, poichè, durante le diverse ore di prova effettuate, non abbiamo riscontrato la presenza di bug o problemi riconducibili ad un prodotto in fase di lavorazione.
E nonostante, come sottolineato, i contenuti fossero scarni, erano intelligentemente calibrati per dare un assaggio completo di cosa sia e cosa si possa fare in Destiny.

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Non ci sentiamo di negare che l’inizio dell’alfa è piuttosto spiazzante.
La componente RPG del titolo emerge subito, quando, ancor prima di imbracciare le armi, viene richiesta la creazione il proprio personaggio.
Viene chiesto di scegliere la classe, la razza ed in seguito è offerto un discreto menù di customizzazione.
Se la razza ha solo un fine estetico, la classe determina le skill del personaggio. Tre sono le classi messe qui a disposizione: Titano, Cacciatore e Stregone.
Purtroppo non ci è stato possibile entrare nel dettaglio di ciascuna, poichè l’alfa permetteva di raggiungere al massimo il livello 8, ma ciò che abbiamo scoperto è che ognuna possiede una particolare abilità speciale in grado di danneggiare pesantemente gli avversari.
Nel caso del Titano si tratta di un pugno a terra in grado di creare un’esplosione ad area, molto utile negli scontri ravvicinati.
Lo Stregone, invece, dopo essersi librato in aria per qualche secondo, lancia un colpo, anch’esso in grado di danneggiare nemici multipli.
L’abilità più potente ci è comunque parsa essere quella del Cacciatore, che sostituisce l’arma corrente con un revolver infuocato. I colpi che si possono sparare prima dell’esaurimento sono pochi ed il danno viene arrecato al singolo nemico, tuttavia la precisione e la letalità, soprattutto in un’ ottica di PvP, è molto superiore.

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Finita la creazione dell’alter ego virtuale, inizia il gioco vero e proprio e si viene quindi immediatamente lanciati nel cuore dell’azione. Viene indicato l’obbiettivo da raggiungere e nulla più.
Le possibilità per arrivarvici sono due: si può andare a piedi, sfruttando il jetpack integrato ai salti come supporto, oppure attraverso l’utilizzo di un veicolo, evocabile liberamente in qualsiasi punto della mappa tramite la pressione del touchpad centrale.
Ciò che colpisce, dopo pochi minuti, è la sensazione di vastità che la mappa trasmette. Vastità che, però, in questo frangente è piuttosto difficile da leggere.
Il primo istinto che sorge spontaneo, infatti, è quello di dirigersi immediatamente verso il punto designato, senza curarsi del resto.
E, durante questo primo viaggio, è possibile prendere confidenza con il gameplay del titolo Bungie, affrontando i nemici sparsi per la mappa.
Chi ha giocato la serie Halo troverà subito un buon feeling con Destiny sotto questo punto di vista, poichè molto, dai movimenti del personaggio, ai nemici, all’atmosfera generale lo ricorda fortemente.
Completata questa prima missione che funge praticamente da tutorial, e apprese le basi del titolo, si viene trasportati nell’universo, seppur assai limitato nell’alfa, del titolo Bungie.

Diviene quindi possibile accedere a tre macro ‘zone’, ognuna con delle proprie peculiarità: la Torre, la Terra e il Crogiolo.
La Torre funge da classico hub centrale del gioco. La particolarità che la contraddistingue è la visuale del personaggio in terza persona invece che in prima.
Al nostro primo sbarco qui viene spiegato in dettaglio cosa è possibile fare al suo interno.
Le azioni sono ovviamente molteplici e si va dalla possibilità di accettare missioni, al comprare o vendere pezzi dell’equipaggiamento dai mercanti, fino ad arrivare all’opzione di cambiare i mezzi di trasporto da utilizzare per muoversi all’interno delle mappe.
Non si deve infatti dimenticare che Destiny è un MMORPG e la libertà offerta alla personalizzazione dell’equipaggiamento è notevole, anche se inferiore rispetto ad altri esponenti del genere.
È possibile cambiare armi, torso, elmo, bracciali e gambali. Ciascun pezzo possiede un proprio valore di attacco (armi) o difesa (armature) e le più rare offrono anche dei bonus, come una ricarica più veloce dell’arma. Ovviamente è richiesto un certo livello per poter equipaggiare una determinata arma e non ci facciamo problemi a dire che i membri di Bungie sono stati piuttosto crudeli nell’inserire all’interno dell’alfa alcuni equipaggiamenti in grado di fare molta gola e poi non permetterci di utilizzarli.

destiny-alpha-gamesnote.it

Una volta visitata ed esplorata la Torre, ci siamo quindi ributtati a capofitto nell’azione.
Siamo andati sulla Terra, solo uno dei molteplici pianeti che saranno presenti nella versione finale del gioco.
Osservando le opzioni messe a disposizione si comprende immediatamente come in Destiny siano presenti differenti tipi di missioni.
La prima missione affidataci, quella che ci ha gettato direttamente all’interno del gioco, era una missione principale.
Accanto a questa, vi sono altri compiti secondari. Nell’alfa erano disponibili due opzioni ed una di queste riportava all’interno della stessa mappa visitata in precedenza, mentre la seconda consisteva in una missione da svolgere obbligatoriamente in co-op, con il supporto di due giocatori esterni.
Selezionata la prima, viene offerta la libera esplorazione della mappa, con il compito di completare una quantità praticamene infinita di incarichi secondari, che consistono soprattutto nell’uccidere un determinato numero di nemici e di ottenere da questi particolari oggetti.
Infinita perchè, dopo aver completato una missione, nello stesso punto in cui questa è stata accettata ne compare un’altra, senza apparenti limiti di numero.
È in questa ‘modalità’ di esplorazione libera che ci si rende conto di quanto sia grande l’arena in cui ci si trova. Ogni zona collega ad una nuova e, più di una volta è capitato di scoprire passaggi prima non visti; e spesso questi passaggi conducevano ad un vicolo cieco.
Probabilmente, nel gioco finale, non vi sarà la presenza di così tanti punti chiusi, ma ancora una volta vogliamo sottolineare la crudeltà di Bungie nel farci capire la grandezza del progetto, ma non aprircene le porte. Perchè, non si deve dimenticare, le considerazione fatte si riferiscono ad una singola mappa di un singolo pianeta.

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L’obbiettivo di tale modalità è quello di potenziare il personaggio, avendo magari la fortuna di trovare degli scrigni o ottenere dei drop di oggetti rari dai nemici.
A tal proposito si deve anche parlare delle missioni ‘lampo’, dei compiti speciali che appaiono in modo randomico all’interno della mappa di gioco e da eseguire in un determinato lasso di tempo.
Nell’alfa ve ne era solo uno e l’obbiettivo era quello di uccidere un particolare nemico, chiamato Camminatore, nel tempo limite di cinque minuti. Sconfitto questo si riceveva un notevole quantitativo di esperienza.
Una volta sviscerati per bene diversi compiti ci siamo gettati nella missione in cooperativa, il cui livello consigliato per affrontarla era piuttosto alto se confrontato con il massimale offerto dalla prova.
La strutturazione della missione era diversa rispetto alle precedenti, poichè non offriva una così ampia libertà di movimento ma presentava una mappatura piuttosto guidata.
Inoltre, a differenza dei precedenti livelli, vi era anche un boss di fine livello piuttosto coriaceo da sconfiggere per ottenere, ancora una volta, oggetti ed esperienza.

In compagnia è meglio

Infine è ora di parlare del Crogiolo. In realtà il discorso da fare è più ampio perchè, per quanto il Crogiolo rappresenti il multiplayer competitivo di Destiny, è solo una minima parte della componente ‘social’ che il titolo Bungie mette a disposizione.
Tralasciando infatti quelle obbligatorie, ciò che non abbiamo ancora detto è che è possibile affrontare tutte le missioni di Destiny in cooperativa. E, come ogni MMORPG che si rispetti, è possibile farlo in modo dinamico.
Pertanto, parlando alla Torre con i giocatori o incontrandoli all’interno delle arene di gioco, è possibile stringere un’alleanza e decidere di cimentarsi assieme nel completamento dei compiti.
Oppure, se non si vuole stringere amicizia, è comunque possibile ricevere un aiuto dai giocatori presenti nella stessa zona di gioco, che, uccidendo nemici, fanno comunque guadagnare punti esperienza al personaggio.
Gli unici vantaggi pratici nell’entrar a far parte di una squadra sono quello di comunicare con i propri alleati e l’avere la possibilità di rianimare/essere rianimato dai compagni. In caso di morte, infatti, bisognerebbe aspettare trenta secondi prima di ottenere il respawn, mentre se si è in squadra con qualcuno è possibile aggirare questa barriera tempistica.

Destiny-First-Look-Alpha_-Gamesnote.it

Parlando invece del multiplayer vero e proprio, nella versione offerta era messa a disposizione solo una modalità di sfida: un 6 contro 6 a punto di controllo.
Al di là delle pure considerazioni sul gameplay, che è più lento e ragionato rispetto ad altri esponenti del genere ed assomiglia, non a caso, al multiplayer di Halo, ciò che ci ha fatto leggermente storcere il naso è il bilanciamento complessivo.
Provato da noi al livello 5, il primo approccio al Crogiolo è stato piuttosto arduo.
Nel due contro uno spesso e volentieri si muore, ma è, per così dire, un’ovvietà, data l’inferiorità numerica.
Il problema sorge nell’uno contro uno, contro giocatori di livelli superiore, nel caso specifico di livello 8.
Solo in pochi casi, grazie ad alcuni errori dei nemici o all’utilizzo di abilità speciali, si è riuscita a conquistare la ‘vittoria’ poichè marcata risulta la differenza tra gli equipaggiamenti posseduti. Tre livelli di differenza non sembrano tanti, eppure in questo range vi è uno step notevole agli equipaggiamenti che si possono possedere ed utilizzare, abbastanza notevole da creare un eccessivo divario quando si affrontano altri giocatori.

Destiny First Look Alpha_Gamesnote.it

In realtà questa segnalazione la mettiamo a fondo di tutto, poichè, anche se è una cosa che nel gioco finale non gradiremmo vedere, è abbastanza comprensibile che in un alfa, con un numero limitato di giocatori, il matchmaking sia meno preciso e più aperto.
Chiudiamo infine spendendo due righe per il comparto grafico, che, se si manterrà sugli stessi livelli mostrati nel test, sarà di tutto rispetto. Non riuscirà a competere certo con titoli del calibro di InFamous: Second Son (sempre per tirare in ballo un gioco con un mondo abbastanza vasto), ma, data l’ampiezza complessiva, basterà forse per fregiarsi dell’appellativo di gioco graficamente ‘next-gen’.

Pochi dubbi e molte certezze

La nostra prova di quattro giorni di Destiny ci ha lasciato da un lato ottime impressioni, pur facendoci sorgere alcuni dubbi dall’altro. Il titolo ha sicuramente potenziale da vendere, ma il fulcro del discorso riguarda il lato contenuti. Non solo quelli offerti in fase di uscita, ma soprattutto quelli post-uscita. Tale discorso vale per qualsiasi MMORPG, ma ci sentiamo comunque di sottolineare questo punto, poichè sarà proprio questo fattore a determinare il successo o il fallimento del progetto.
La quantità di contenuti presente nell’alfa, a fronte delle dichiarazioni rilasciate dal team, secondo le quali, l’offerta messa a disposizione fosse inferiore al 10% del totale, ci paiono incoraggianti. Tuttavia bisognerà attendere di avere in mano il prodotto finale prima di dare un responso.
Questo e il bilanciamento del matchmaking quando si affrontano altri giocatori sono al momento gli unici problemi da segnalare. Per il resto cominciate a contare quanto manca al 9 settembre, perchè potremmo essere dinnanzi al più grande lavoro di Bungie mai realizzato.