Mafia 3 – Anteprima
Anteprima

Mafia 3 – Anteprima

Mafia III sarà il gioco del 2016? Troppo presto per dirlo, ma sostanzialmente è quello che mi ritrovo a scribacchiare sul mio blocco note dopo aver visto il primo trailer e spezzoni di gameplay esibiti una manciata di giorni fa. Sullo schermo, l’anti-eroe Lincoln Clay cerca di difendersi da quello che sembra un esercito di scagnozzi armati di Magnum; il tutto mentre Paint It Black dei Rolling Stones detta il ritmo di un gioco che ha il sapore di anarchia… e sangue, tanto sangue. È azione pura, e indipendentemente dai gusti personali di ogni giocatore è indubbio che il terzo capitolo della serie abbia un potenziale enorme. Ambientato nel 1968 a New Orleans, segue la storia del sopraccitato Lincoln: in cerca di vendetta contro la mafia per l’uccisione dei suoi amici, il protagonista è un veterano vietnamita che decide di sfruttare quanto ha imparato durante la guerra per far fuori coloro che gli hanno fatto ‘un torto’. A partire dai tirapiedi fino ad arrivare al boss, Sal Marcano.

Spietato e un po’ GTA
Ciò che mi colpisce subito è proprio quanto sia vibrante e autentica la New Orleans di quei tempi. Naturalmente è più una versione hollywoodiana della città, piena zeppa di bar con luci al neon e jazz in sottofondo, festaioli in giro per le strade e poliziotti che mantengono la pace. Il trailer d’annuncio mostra Clay che trasporta in auto un mafioso legato a dovere, prima di darlo in pasto a un alligatore di una palude della Louisiana. Ma il primo ‘pezzo’ di azione arriva dalle sequenze in-game, che mostrano la struttura base del gioco: visuale in terza persona e meccaniche che, a primo impatto, ricordano tanto il buon GTA 5. Soprattutto quando Lincoln trova riparo dai proiettili nemici aspettando il momento propizio per rispondere al fuoco. O, semlicemente, il suo modo di camminare. È stata mostrata una fase in cui il giocatore si trova in un classico cimitero di New Orleans, pieno di mausolei, statue decorate, candele e loschi individui. Lincoln è lì per cercare un tizio che ha importanti informazioni: gli rivelerà infatti il posto e il nome del club che la mafia sta utilizzando come copertura per un covo di droga. Giunto sul luogo, si avvicina a un gangster e gli spacca il cranio sulla parete più vicina; in un’altra sequenza, invece, pugnala ripetutamente un nemico con il coltello. Mio Dio, è tutto così crudo e selvaggio che rabbrividisco. Ma è proprio questa l’anima di Mafia 3, o si ama o si odia. E difficilmente si riesce a odiarla.

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Masterpiece in arrivo?
Il titolo immergerà il giocatore in un open-world, ma dovreste aspettarvi un’esperienza ‘più guidata’ rispetto a quelle vissute in GTA o in Red Dead Redemption. Ci saranno missioni secondarie da affrontare, sì, ma la storia dovrebbe essere molto più mirata. Tornando al gameplay, quando Clay decide di infiltrarsi nel club di cui sopra, ci saranno diversi modi per accedervi. Si potrà scegliere di andare diritti e, pistola alla mano, sparare come non ci fosse un domani; oppure entrare di nascosto attraverso ingressi differenti. Purtroppo è stato mostrato poco per poter fare un’analisi più approfondita del gioco, a meno che non si abbia assistito alla ben più corposa demo esibita a Colonia. Quello che possiamo dire con certezza è che i fan di GTA si sentiranno senz’altro a casa, ma questo non significa che Mafia 3 non saprà essere originale. I presupposti per un capolavoro ci sono tutti e la cura certosina dei dettagli si fa notare, eccome. Dall’atmosfera della città alle attività da svolgere, passando per il particolare ‘slang’ americano fino ad arrivare al rock anni ’60 della colonna sonora, il gioco ha tutte le carte in regola per essere una delle colonne portanti del 2016. Ma ne avremo la certezza soltanto nei prossimi mesi.

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