The Evil Within – Anteprima
Anteprima

The Evil Within – Anteprima

Dopo tanto tempo passato a speculare e ipotizzare la qualità effettiva di un gioco, si sa, bisogna effettivamente vederlo in azione per farsene un’idea, non definitiva ma decisamente più concreta. E così ecco che anche il tanto atteso The Evil Within del maestro Shinji Mikami è finalmente tornato a mostrarsi dopo quasi un anno di occultamento dal suo ultimo avvistamento. Vediamo un po’ cosa si nasconde tra gli ettolitri di sangue di questo nuovo esponente del genere horror.

Ricordo di una magione

La demo mostrata durante l’E3 2014 da Bethesda è stata breve ma ricca di contenuti, rivelando diverse feature a noi ancora ignote. Una di queste riguarda il sistema di potenziamento del titolo: sembra che recandosi presso un inquietante marchingegno sarà possibile migliorare le nostre abilità, a patto di aver racimolato abbastanza monete di scambio nel corso del nostro viaggio verso l’inferno. A quanto pare, queste particolari macchine saranno posizionate un po’ ovunque nel gioco, (per darvi un’idea: come le capsule di Dead Space), dato che il potenziamento sembra possibile esclusivamente recandosi presso tali postazioni.

the evil within

Finito il processo di upgrade, la demo mostra Sebastian percorrere un lungo corridoio, attirato dalla flebile luce in lontananza riflessa da uno specchio. Avvicinatosi ad esso, ed interagendoci, vene catapultato in mezzo ad una lugubre foresta, che al suo interno cela una mastodontica villa (qualcuno ha detto Villa Spencer?). Fatto sta che non è il solo, dato che si intravede qualcuno entrare nell’oscura magione. Una volta al suo interno, una gigantesca porta, con tanto di incisione raffigurante un cervello trafitto da tre siringhe, si frappone tra il protagonista e il misterioso individuo. L’unica scelta sembra essere quella di proseguire per un’altra strada, salendo le scale che conducono al piano superiore. Si riescono a udire alcuni lamenti poco più avanti.

In questa occasione abbiamo modo di dare uno sguardo al sistema stealth del titolo dei Tango Gameworks, che ricorda la camminata silenziosa presente in The Last of Us. Sebastian si avvicina, sperando di non essere scoperto da due mostri umanoidi che stanno banchettando con un corpo orrendamente mutilato. Uno di loro, però, si accorge della sua presenza e inizia un combattimento mortale, nel quale appare necessario terminare il nemico con saggezza, senza sprecare una vagonata di proiettili, dato che ce ne saranno davvero pochi a nostra disposizione. Oltre alle munizioni, però, sarà possibile usufruire di alcune trappole esplosive, nelle quali attirare gli avversari e fargli la festa. Si ode un rumore, un ticchettio metallico di una delle suddette trappole. Il nostro attira il nemico verso di essa e una vota abbastanza vicino, spara al marchingegno, che uccide sul colpo il malcapitato. Questa situazione rappresenta in maniera lampante come il giocatore, per non rischiare di ritrovarsi senza munizioni in un amen debba guardarsi bene intorno e conoscere l’ambiente circostante come le proprie tasche per risparmiare le proprie risorse. Quando sembra che il pericolo sia passato, all’improvviso tutto si scurisce e la tensione sale. È qui che si fa la conoscenza di Ruvic, il losco figuro incappucciato di bianco vestito intravisto in qualche trailer. Questo personaggio è di fatto il successore spirituale del Nemesis di Resident Evil 3, che perseguiterà il giocatore nel corso del gioco. A differenza del citato Nemesis, che poteva essere superato o temporaneamente annientato, Ruvic è inattaccabile, dato che ogni colpo a lui indirizzato lo oltrepassa, come fosse un fantasma. E per di più, se avrete intenzione di fare gli eroi nonostante tutto, sappiate che un singolo colpo di questo misterioso avversario porterà al game over istantaneo. L’unica cosa da fare, insomma, sarà fuggire a gambe levate.

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L’aspetto che più ci ha colpito è il fatto che, durante queste sessioni, il persecutore sembra vantare una IA elaborata, dato che se temporaneamente seminato, riuscirà sempre a comparire alle spalle, facendo saltare sulla sedia l’utente che pensava di esserselo scrollato di dosso. Fortunatamente basterà non farsi prendere per un determinato lasso di tempo per rimanere vivi. Per rendere tutto più difficile, inoltre, anche l’utilizzo dei kit medici dovrà essere fatto oculatamente, dato che provocherà una momentanea emicrania al protagonista, lasciandolo temporaneamente senza difese. Insomma, nel mondo di The Evil Within non ci si può mai definire al sicuro.

L’arte dello spavento

Parlando dal punto di vista grafico e tecnico, a giudicare da quanto visto sinora l’ultima opera di Mikami fa un discreto utilizzo del motore grafico ID Tech 5, graziato soprattutto da un comparto di illuminazione decisamente sopraffino, capace di regalare effetti di luce veramente unici, che aiutano non di poco ad aumentare l’atmosfera generale del titolo. È anche vero che il comparto texture non pare particolarmente brillante: il risultato è ben lontano dai livelli di un The Order: 1886 o di un The Witcher 3. Altra piccola annotazione da fare riguarda le animazioni di Sebastian, piuttosto legnose durante la corsa, che risulta poco realistica. Particolari che speriamo possano essere risolti nel periodo che separa The Evil Within dalla sua pubblicazione, recentemente posticipata al 24 ottobre di quest’anno.

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In attesa del Male

The Evil Within si è dimostrato un titolo senza dubbio interessante e capace di riportare in auge un genere, quello dei survival horror, che non aspetta altro che avere una chance per tornare definitivamente alla ribalta. Non che manchino esponenti validi, ma, si sa, la mano del creatore si sente sempre e speriamo vivamente che Mikami e Bethesda riescano nel loro obiettivo regalandoci l’esperienza horror definitiva. L’appuntamento è fissato per il 24 ottobre su PC, PS3, PS4, Xbox 360 e Xbox One. Noi ci saremo, e voi?