The Witcher 3: Wild Hunt – Anteprima
Anteprima

The Witcher 3: Wild Hunt – Anteprima

Quest’anno videoludico promette di essere davvero ricco di soddisfazioni per i giocatori di tutti i generi. Infatti questo 2015 vedrà uscite di un certo spessore: dall’attesissimo Bloodborne in arrivo a breve, alla conferma per il primo di settembre di Metal Gear Solid V: The Phanotm Pain del geniale Hideo Kojima, la possibile pubblicazione in casa Microsoft del nuovo titolo Remedy Studio Quantum Break e di Halo 5. Già questo basterebbe per avere una tavola imbandita di succose prelibatezze digitali, se non fosse che a tutto questo bendidio manca la proverbiale ciliegina sulla torta. Beh, tranquilli, la ciliegia c’è eccome, pure bella grossa e non è niente di meno del chiacchieratissimo The Witcher 3: Wild Hunt. Con l’avvicinarsi dell’uscita del titolo griffato CD Projekt RED, prevista per il 19 maggio, andiamo a scoprire cosa ci dobbiamo aspettare dal prossimo capitolo della saga dello strigo.

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Big Things Are Coming

Nessuno si nasconde. The Witcher 3 vuole sbalordire l’utenza videoludica, proponendo di rendere ancora più immersiva la prossima (forse ultima?) avventura dello strigo nato dalla penna dello scrittore polacco Andrzej Sapkowsky e sapientemente riprodotta in formato giocoso dai ragazzi di CD Projekt RED. In poche parole, questo capitolo della saga si presenta più grande e più ricco di cose da fare rispetto alle già ottime iterazioni precedenti. Il tutto partendo dalle solide basi poste con The Witcher 2: Assassin’s of Kings. Partendo dal combat system, rimasto quasi lo stesso in The Witcher 3, dato che già a suo tempo aveva rappresentato un notevole passo avanti se paragonato a quanto proposto nel primo capitolo. Per chi non fosse avvezzo alla saga, il combattimento è molto vicino ad un action game, basandosi su una semplice concatenazione di colpi all’arma bianca in tempo reale con una spruzzata qua e là di magie di diverso tipo. Sono infatti i magici poteri a disposizione di Geralt che rendono le fasi di combattimento così interessanti, dato che si ha a disposizione una vasta gamma di incantesimi tra cui scegliere, ognuno diverso dall’altro. Non tutti gli attacchi magici dello strigo sono di natura offensiva, anzi, ve ne sono molti di natura difensiva. Si passa dunque da palle di fuoco in grado di incenerire i nostri avversari fino ad arrivare a cerchi magici da piazzare sul terreno per indebolire i nemici per lasciarli alla mercé della nostra spada. Saper interpretare nella maniera corretta ogni singola situazione sarà fondamentale per sopravvivere ai terribili scontri che ci troveremo a dover affrontare sul nostro cammino alla ricerca della fanciulla dai capelli d’argento. Soprattutto considerando la varietà di avversari che i CD Projekt RED ci manderà contro: partendo da semplici banditi, a mostri di piccola media/taglia, fino ad arrivare a Mini Boss e Boss degni di questo nome. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

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Lasciamo da parte il combat system per focalizzarci su quegli aspetti che veramente ci fanno capire che The Witcher 3: Wild Hunt ha una marcia in più rispetto al passato. The Witcher 2, che come abbiamo già detto è la base da cui si sviluppa il nuovo episodio della serie, aveva due piccoli difetti. In primis, la struttura a capitoli che a molti fece storcere il naso all’uscita del titolo nel maggio di quattro anni fa. Per chi non avesse avuto modo di giocare il titolo, la storia di The Witcher 2 veniva narrata attraverso tre atti di durata più o meno simile. Ogni atto aveva una locazione differente ma non era possibile tornare a visitare quella precedente. Un fatto che alcuni puristi dei GDR non riuscirono proprio a mandar giù. Fortunatamente i ragazzi di CD Projekt Red sembrano aver ascoltato i fan e imparato dai propri errori, dal momento che The Witcher 3 sembra aver a disposizione un mondo vastissimo e variegato. Veniamo dunque al secondo problema del suo predecessore: le sub quest. Sotto questo punto di vista, non si può dire che le missioni secondarie non ci fossero, ma sinceramente ci si aspettava un numero maggiore. Anche in questo caso, il team di sviluppo ha rassicurato i fan sulla grande mole e varietà delle sub quest che saranno presenti nel prodotto finale. Questi due miglioramenti non solo andranno ad arricchire e migliorare l’esperienza finale ma soprattutto ne trarrà vantaggio la longevità del titolo, la quale, a detta di CD Projekt, dovrebbe essere introno alle cento ore, un netto miglioramento se si guarda alle trenta/quaranta di The Witcher 2.

The Witcher 3 - Wild Hunt - 04 - Gamesnote

Inoltre, durante le sequenze di gioco mostrate, l’ultima al recente Pax East di due settimane fa, abbiamo potuto notare altre migliorie e introduzioni di nuove meccaniche decisamente gradite. Non poteva che balzarci all’occhio la nuova struttura del menù, decisamente più chiaro e meglio organizzato rispetto a quanto visto in passato. Un applauso anche per quanto riguarda la caratterizzazione e la grandezza delle città presenti nel gioco, che sembrano in grado di ricreare lo stesso feeling che si aveva con la Vizima del primo capitolo della saga.  In più è stata introdotta una nuova feature, ovvero i “sensi da Witcher”. In cosa consistono, vi starete chiedendo. Beh, dato l’addestramento e la natura dei cacciatori di mostri, Geralt gode di diversi vantaggi rispetto ai normali abitanti del mondo di gioco. I suoi sensi sono decisamente più avanzati rispetto a quelli di una qualsiasi persona, per cui potremo, ad esempio, rintracciare un suono molto lontano e trovarne la fonte oppure localizzare le tracce lasciate di recente dal mostro di turno nella nostra zona e via dicendo. Un meccanismo che non fa altro che ampliare ulteriormente la già notevole versatilità del gameplay di The Witcher 3: Wild Hunt.
Non possiamo non soffermarci infine sullo strabiliante comparto tecnico del gioco. Difficilmente vivremo le stesse sensazioni provate dovute al passaggio dall’ Aurora Engine del primo capitolo allo sbalorditivo RED Engine del secondo. E’ indubbiamente vero però come il colpo d’occhio sul titolo di CD Projekt è assolutamente spacca mascella, tenendo conto che non ci troviamo in un FPS o in generi simili dove si può osare di più dal punto di vista tecnico ma in un gioco di ruolo open world dalle proporzioni decisamente titaniche.

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Preparatevi alla Caccia(Selvaggia)

Insomma, che altro si può dire riguardo a The Witcher 3: Wild Hunt se non che si prospetta come il GDR definitivo, in grado di raggiungere nuovi standard qualitativi a livello di quantità, qualità e tecnica. Tutto sembra essere stato migliorato e ampliato per la gioia di tutti coloro che attendono trepidamente l’uscita sugli scaffali di questo nuovo capitolo della saga dello strigo più famoso del mondo dei videogame. CD Projekt Red punta molto su questo titolo e fino ad ora la qualità del prodotto mostrato è assolutamente eccellente ed in grado di sbaragliare la concorrenza. Se hai ragazzi del team di sviluppo è stato assegnato il soprannome “The Giant Killer” un motivo ci sarà. Cosa ci aspetta dunque il 19 maggio? Semplice, un The Witcher più grande, più ricco e più bello.