Dragon Ball Z Extreme Butôden – Anteprima
Anteprima

Dragon Ball Z Extreme Butôden – Anteprima

Dragon Ball Z è forse l’anime più famoso che, a distanza di due decenni dalla sua prima apparizione, riesce ancora a riscuotere un enorme successo in ogni parte del mondo. In ambito videoludico sono molti i titoli dedicati alle avventure di Goku e C., ma pochissimi sono riusciti ad entrare nel cuore degli appassionati e a far rivivere al meglio tutte le avventure e le battaglie epiche viste su anime e manga. Forse, però, si potrebbe accendere una speranza grazie a Dragon Ball Z Extreme Butoden, titolo per Nintendo 3DS già arrivato in Giappone e che giungerà in Italia il 16 ottobre prossimo.

Botte bidimensionali

Tutti i giocatori più navigati (leggasi: più vecchi) ricorderanno i titoli di Dragon Ball Z usciti per SNES molti anni fa e, sicuramente, si ricorderanno come, tramite una semplice grafica bidimensionale, riuscissero a riproporre lo spirito dell’anime a differenza di molti titoli poligonali usciti successivamente. Ebbene, Dragon Ball Z Extreme Butôden prova a ricalcare quella tecnica usufruendo dell’ottimo hardware di New Nintendo 3DS. La speranza di tutti gli appassionati di Goku risiede nel fatto che questo titolo è curato da Arc System Works, responsabile di altri picchiaduro come Guilty Gear e BlazBlue. Anche se non è tutto oro quello che luccica, questo nuovo titolo sembra promettere molto bene, pur presentando qualche caratteristica che potrebbe deludere il giocatore.

Cento personaggi? Ma dai!

Anche se il titolo consentirà di coinvolgere un numero considerevole di personaggi, saranno solamente venticinque quelli effettivamente utilizzabili, a fronte dei cento annunciati. E gli altri? Semplice sono stati inseriti come Z-Assist, ovvero personaggi richiamabili in supporto durante uno scontro. Se quindi farà sicuramente piacere avere a disposizione Chichi o Mr.Satan, non potrà non dare fastidio il fatto di non avere a disposizione personaggi di rilievo per la storia di Dragon Ball Z, relegati a un ruolo di mero sostegno. Inoltre molti personaggi saranno i medesimi, in fasi però diverse della propria evoluzione (vedi Freezer). Altra cosa fastidiosa è data dal fatto che una volta che lo Z-Assist, selezionabile tramite touch screen (non proprio un sistema velocissimo per un titolo che fa della rapidità la sua caratteristica principale), una volta eseguita la propria mossa, resterà sullo schermo, infastidendo il proseguo dello scontro. E’ apprezzabile il fatto di poter creare la propria squadra selezionando fino a tre combattenti effettivi o una combinazione di combattenti e Z-Assist, senza sforare i limiti imposti dai DP (Dragon Points). Questi punti definiscono il potere dei personaggi e garantiscono un equilibrio all’interno della squadra. Nulla vieta che sia possibile impiegare solamente personaggi giocabili, che possono essere scambiati durante la battaglia.

Un gioco per tutti

Da Arc System Works ci si potrebbe aspettare un titolo molto tecnico, almeno vedendo quanto fatto da questa software house in altre occasioni. Ebbene, Dragon Ball Z Extreme Butôden sembra essere straordinariamente accessibile e di facile gestione. Questa scelta è stata fatta probabilmente per andare incontro alle esigenze di un pubblico molto ampio che non deve essere troppo vessato da combinazioni impossibili di pulsanti per utilizzare i propri beniamini. Con i pulsanti di base, che vanno dal colpo debole ma veloce a quello potente, è possibile effettuare combo devastanti, sfruttando ogni caratteristica dei personaggi impiegati. Utilizzando poi queste combo al momento giusto, si potrà effettuare una Z-Cancel che estinguerà la Z-Combo che si sta per subire. Le tecniche speciali costano energia ma sono semplicissime da portare a compimento; le super mosse come l’onda Kamehameha potrebbero portare a uno scontro di onde energetiche, nel caso l’avversario possedesse il 150% del proprio ki. In questa occasione bisognerà premere ripetutamente il pulsante A per vedere chi avrà la meglio. Il risultato è una gioia visiva per gli occhi che ricorderà i momenti più esaltanti dell’anime. Per dovere di informazione anche per i più pignoli, gli scontri si svolgeranno sia a terra che in aria, proprio come da tradizione di Dragon Ball.

Gioia per gli occhi

Purtroppo la modalità storia sarà solamente testuale, senza sequenze animate tratte dal cartone animato. Tuttavia, nella parte giocata, l’utilizzo degli sprite rende onore all’anime, con una grafica che ricalca in maniera eccelsa il cartone animato. I personaggi saranno ricreati in maniera certosina, con palette di colori precise. Insomma, la mano sapiente di Arc System Works si vede in modo piuttosto evidente.Questo Dragon Ball Z Butôden, pur vedendo la luce su una console portatile, lontana dalla potenza dei sistemi di intrattenimento videoludico casalinghi, potrebbe essere il titolo che tutti i fan di Goku e Vegeta stavano aspettando. Seppur dando la parvenza di essere un titolo piuttosto ‘accessibile’ e semplice, potrebbe guadagnare punti con la modalità Versus. La cosa che rende più appetibile il gioco è la ricreazione dello spirito dell’anime, che lo sembra pervadere in ogni sfaccettatura. L’Hype è adesso piuttosto elevato e non mancheremo di tenervi aggiornati con le news e l’immancabile recensione che arriverà il 16 di ottobre, data dell’arrivo in Europa di quello che sembra essere il gioco per antonomasia della serie creata da Akira Toriyama.

Articoli Scritto da Carlo Ziboni - Gamesnote.it

Amante fin da bambino del mondo dei videogiochi, dopo un continuo scroccare partite con l'Atari di cugini vari, ho iniziato a fare sul serio nel 1987, quando in casa arrivò il mitico NES. Inutile dire che da quel momento, per me esistevano solamente Mario e soci. Con il passare degli anni e i migliaia di giochi passati sotto le mie grinfie, ho iniziato ad avere un sentimento di tolleranza anche verso SEGA, per poi entrare nel mondo Playstation e PC. Praticamente non ho mai perso una console Nintendo da trent'anni a questa parte. Questa mia passione viscerale per i videogiochi, nata nelle sale giochi anni '80, mi ha portato a collaborare per otto anni con Spaziogames.it, mentre nel frattempo in me nasceva l'idea di creare Gamesnote.it, una piattaforma libera e indipendente.