Pokémon Omega Rubino e Alpha Zaffiro – Anteprima
Anteprima

Pokémon Omega Rubino e Alpha Zaffiro – Anteprima

Correva l’anno 2003, quando nei negozi fecero la loro comparsa Pokemon Rubino e Pokemon Zaffiro, cartucce per il fantastico Game Boy Advance.
Quelli che oggi potrebbero sembrare solo un semplice ammasso di pixel visibili sullo schermo della ormai vecchia console portatile targata Nintendo, ai tempi erano due dei titoli più attesi per i fan del colosso nipponico e, soprattutto, dei mostricciattoli tascabili.
Dopo lo sbarco del brand su Game Boy ed un enorme e immediato sucesso, una seconda generazione, questa volta a colori, apparì su game Boy Color, consolidando quanto di buono era stato fatto in precedenza, con quei mitici 151 Pokemon, ormai passati alla storia.
Non stupisce quindi come, undici anni fa, in molti attendessero con trepidazione quei due nuovi capitoli, su una nuova piattaforma, con colori più definiti, la possibilità di lasciare le proprie impronte sulla sabbia, i mutamenti climatici e soprattutto un mondo nuovo da esplorare.
Come ci si poteva aspettare, la terza generazione rappresentò un’ulteriore conferma di come quella serie si fosse ormai impossessata di una fetta consistente di mercato e, forse ancora più importante, della fiducia dei fan.
Dopo aver annunciato i remake di prima e seconda generazione, chi nel 2003 attese con ansia i due nuovi titoli di Game Freak sapeva che era solo questione di tempo prima che, quasi sicuramente, Nintendo avrebbe annunciato anche una versione per 3DS di Pokemon Rubino e Zaffiro.
Ecco quindi che, il 7 maggio 2014, arriva l’annuncio che si vociferava da tempo. A novembre Pokémon Omega Rubino e Alpha Zaffiro saranno disponibili nei negozi, dopo più di dieci anni di distanza dalle versioni originali.
Andiamo perciò a parlare di tali remake in questa anteprima dal sapore nostalgico.

pokémon

Nuova console, stesso gameplay

Ad essere sinceri c’è poco ed al tempo stesso molto da dire su questi nuovi remake. Poco perché, fortunatamente, il gameplay che li caratterizzerà sarà, di fatto, quello che da sempre contraddistingue la serie. Tanto perché, come è giusto che sia, di piccoli e graduali cambiamenti nel corso degli anni ce ne sono stati, soprattutto con la sesta ed attuale generazione, ma di questo parleremo nello specifico in seguito.
Torna quindi il caro, vecchio sistema di combattimento a turni, in cui si potranno sfruttare mosse offensive e non, oppure sostituire il proprio mostraciattolo tascabile.
Per quei pochissimi che non lo conoscessero, il brand è da sempre incentrato su una struttura ruolistica, in cui i combattimenti non vedono al centro dell’attenzione il proprio alter ego virtuale, bensì fino a sei Pokemon che potranno costituire la nostra personale squadra, crescere quadagnando esperienza ed eventualmente evolversi, assumendo un nuovo aspetto e migliorando le proprie abilità in combattimento.

Chi conosce la serie saprà, invece, che ciò che fa da sfondo a tutto ciò è l’esplorazione. Certo, c’è da dire che non è mai stata presente una componente open world in questi titoli, che effettivamente sono sui binari dal punto di vista dell’intreccio narrativo e dell’avanzamento nella trama principale.
Ciò che fa la differenza e che ha sempre saputo catturare l’attenzione dei fan è la possibilità di acchiappare, addestrare e far crescere quei mostraciattoli che, se inizialmente possono risultare anche anonimi, riescono col tempo a diventare delle piccole icone a cui è difficile non affezionarsi e che, molto probabilmente, sarà difficile dimenticare.
Le componenti che traducono questo aspetto sono quelle del completismo, dell’esplorazione e del livellamento, tipico dei giochi di ruolo, che permettono di completare il proprio pokedex, ovvero il catalogo virtuale su cui vengono registrate le informazioni sulle creature catturate.
Tornano, quindi, quelle meccaniche, tra cui la grandissima varietà, che da sempre caratterizzano i titoli principali della serie.

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Evoluzione

Detto questo va fatta una doverosa precisazione: se da una parte è vero che, di fatto, lo scheletro ruolistico che caratterizza la serie ritornerà in questi remake, va anche specificato che, soprattutto in questa sesta generazione, sono avvenuti alcuni cambiamenti di cui i fan di vecchia data, magari non più al passo con i tempi, potrebbero non essere a conoscenza.
Prima di tutto, è stato introdotto un nuovo tipo, chiamato ‘folletto’, che ha ovviamente portato ad un aggiornamento della tabella dei tipi puntando a bilanciare l’enorme utilizzo del tipo ‘drago’ incentivato nelle generazioni più recenti.
A questo va aggiunta la nuova meccanica delle mega-evoluzioni. Sostanzialmente, è possibile permettere ad un proprio Pokemon di mutare temporaneamente in battaglia, assumendo un nuovo stato, guadagnando una nuova estetica e, solitamente, un’abilità differente e un aumento generale delle statistiche base.
Questa funzionalità richiederà un determinato oggetto, differente ed unico per ogni mostriciattolo tascabile, e sarà utilizzabile solo da uno dei propri alleati per battaglia, per non rendere troppo sbilanciata la meccanica.

Niente di nuovo sotto il sole

Entrando nello specifico, per ora sappiamo che ogni starter di terza generazione avrà una mega-evoluzione, che si aggiungono ad altre inedite.
Inoltre, come nelle versioni originali, compariranno il Team Idro ed il Team Magma, con a capo rispettivamente Ivan e Max, i cui artwork sono stati rivisti e risultano essere differenti da quelli originali, ma i cui scopi sembrano essere gli stessi che troviamo nelle versioni per Game Boy Advance.
Al centro dell’intreccio narrativo troviamo ancora una volta Groudon o Kyogre, ovviamente in base alla versione che si possederà, che avranno una forma primordiale del tutto inedita.
Come c’era da aspettarsi il comparto tecnico dovrebbe essere sullo stesso livello di quello visto nelle versioni X e Y. La rivisitazione in 3D della regione di Hoenn, quindi, avrà un impatto visivo simile a quello degli ultimi due titoli, ma potrebbe comunque risultare più che convincente se consideriamo il fattore ‘nostalgia’ e l’inevitabile paragone che i fan di vecchia data si ritroveranno a fare, tra le versioni del 2003 e quelle che dovranno uscire.
Se quindi lo stile adottato non dovrebbe dispiacere, e se è vero che il brand non ha mai puntato sulla grafica per colpire gli utenti, rimane l’incognita del frame-rate, che si spera sia stabile, soprattutto nelle battaglie.

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Un tuffo nel passato

Ad ogni modo, è sempre difficile parlare obiettivamente di questa serie, perché non risulta semplice riuscire a sintetizzare tutte quelle meccaniche e quei fattori chiave che hanno determinato il successo del brand.
Nonostante il sistema a turni possa essere considerato superato, nonostante i suoi titoli non abbiano mai colpito sotto il profilo puramente tecnico, da molti anni Pokemon risulta ancora accattivante, riesce ad intrigare i fan e concedere loro molte ore di divertimento.
Se a questo aggiungiamo che, dato che stiamo parlando di due remake, entra in gioco il fattore nostalgia, probabilmente molte copie saranno vendute solo per compiere un tuffo nel passato e rivivere un’altra volta il proprio viaggio nel continente di Hoenn.
Va anche detto che, comunque, il brand è molto famoso e anche i giocatori più giovani che hanno gradito gli ultimi titoli della serie non dovrebbe far fatica ad apprezzare questi remake.
Queste due nuove versioni garantiranno davvero a Nintendo vendite facili?
Lo scopriremo il 28 novembre, data in cui potremo mettere le mani su Pokémon Omega Rubino e Alpha Zaffiro, a patto di possedere un Nintendo 3DS, 3DS XL o 2DS.