The Legend of Zelda: A Link Between Worlds – Provato
Anteprima

The Legend of Zelda: A Link Between Worlds – Provato

Milano – Open Day Nintendo: Nella piccola area dedicata agli stand di Nintendo 3DS un gioco in particolare ha subito attirato la nostra attenzione, facendoci fiondare immediatamente alla sua postazione. Stiamo ovviamente parlando di The Legend of Zelda: A Link Between Worlds, prossimo capitolo dell’immortale serie che si prefigge l’obiettivo di imbastire una nuova emozionante esperienza nel mondo di A Link to the Past.

Classico, ma moderno

Impugnata la console tra le mani, è bastato un secondo per sentirci subito a casa e il feeling dei vecchi episodi 2D della saga ci ha trasportato con forza nell'universo zeldiano. Nonostante la rinnovata veste grafica e un sistema di controllo più dinamico e al passo coi tempi, la sensazione è stata proprio quella di trovarsi alle prese con una versione potenziata di A Link to the Past. A Link Between Worlds si presenta dunque come un capitolo classico e tradizionale, ma al contempo capace di apparire moderno, non solo grazie a un nuovo impianto estetico, ma soprattutto per via di alcune interessanti novità a livello di gameplay.

A Link Between Worlds

La nostra prova è iniziata nell’overworld, dove abbiamo potuto notare tutte le somiglianze con i titoli 2D, come la consueta visuale dall’alto, vecchi nemici e un combat system perfettamente in linea a quello dei primi capitoli e di quelli portatili (esclusi Phantom Hourglass e Spirit Tracks). Il bello è arrivato quando siamo giunti al dungeon presente in questa versione dimostrativa. Proprio lì, infatti, abbiamo potuto capire un po’ meglio l’offerta di A Link Between Worlds. In possesso dell’immancabile spada e di un martello (oltre ad altri tradizionali oggetti) ci siamo quindi avventurati nel labirinto. L’impostazione è risultata indubbiamente molto classica, caratterizzata da stanze costituite dai soliti nemici da sconfiggere e i tipici enigmi ambientali da risolvere. Ad arricchire la tradizionale struttura ludica, però, vi sono alcune aggiunte piuttosto interessanti. La più evidente è senza alcun dubbio la già nota abilità di Link di appiattirsi sulle pareti e divenire così un tutt’uno con il muro, permettendo al giocatore di spostarsi lateralmente in esso. Malgrado si tratti di un’idea tutto sommato semplice, alcuni frangenti si sono dimostrati meno banali di quanto si potrebbe pensare. Il merito va dato sicuramente a un level design ottimo, che introduce man mano che si prosegue nuovi elementi, come parti dello scenario mobili che portano questa particolare capacità di Link ad altri livelli di profondità, proponendo, tra l’altro, sezioni che richiedono anche un po’ di tempismo e riflessi pronti.

Gameplay martellante

Un altro aspetto rilevante del dungeon provato è stata la verticalità dell’ambientazione, portata a standard mai visti per un episodio portatile. Per fare un esempio, più e più volte è stato infatti necessario utilizzare il martello per schiacciare dei 'pulsanti' a molla che, posizionandoci Link sopra, ci hanno permesso di raggiungere zone sopraelevate o piani superiori. Il martello dovrebbe infatti dimostrarsi uno degli item più importanti del gioco, rimanendo una costante dungeon dopo dungeon, combattimento dopo combattimento. Proprio mentre iniziavamo a prendere confidenza con queste “nuove” dinamiche, la demo si è crudelmente interrotta, lasciandoci con la voglia di proseguire nell'avventura.

The Legend of Zelda: A Link Between Worlds

Per il resto, come già specificato, abbiamo ritrovato lo stesso Zelda di sempre: una vera e propria garanzia di qualità. La scelta di abbandonare l’innovativo sistema di controllo apprezzato in Phantom Hourglass e Spirit Tracks in favore del classicismo, però, potrebbe non piacere a tutti. In effetti, le funzionalità di Nintendo 3DS, su tutte il touch screen, non ci sono sembrate sfruttate proprio al massimo, anzi. Per donare un feeling retrò all’esperienza, il team ha probabilmente preferito rendere le feature della console un orpello marginale nell’economia di gioco.

Passando a esprimere un breve giudizio sulla qualità grafica di The Legend of Zelda: A Link Between Worlds possiamo dire di essere rimasti abbastanza soddisfatti da quanto visto. Lo stile ricalca il passato, ma presenta tutti gli accorgimenti del caso per non sfigurare dinnanzi alle produzioni odierne. Sostanzialmente, il versante tecnico pare buono, curato nei dettagli e decisamente funzionale all’atmosfera del gioco. È tuttavia stato incapace di farci esternare esclamazioni che vadano oltre un banalissimo “bello!”. Purtroppo, nella confusione generale, non siamo riusciti ad ascoltare al meglio il comparto sonoro, che dovremmo esaminare adeguatamente in sede di recensione.

Zelda: A Link Between Worlds

Quando si parla di un capitolo di The Legend of Zelda c’è ben poco da essere dubbiosi: A Link Between Worlds si prospetta un must-have per ogni possessore di Nintendo 3DS. Il gameplay segue con orgoglio la tradizione del filone 2D della saga, ma si rinnova grazie ad alcune novità allettanti e, almeno per quanto abbiamo provato, assolutamente convincenti. L’inedita possibilità di Link di camminare nei muri e la maggior verticalità dei dungeon dovrebbero bastare per rendere unico questo capitolo portatile. Stesso dicasi per lo stile grafico: in linea con il passato, ma pronto a modernizzarsi per restare al passo coi tempi. Dopo questo breve assaggio, la nostra attesa per mettere le mani sul gioco completo si è fatta ancora più dura.