The Last of Us – Provato
Anteprima

The Last of Us – Provato

Manca davvero poco all’uscita di The Last of Us. Per moltissimi giocatori, il 14 giugno segnerà l’inizio di un viaggio di sopravvivenza in un mondo brutale, violento e ormai in rovina. A due settimane dalla fatidica data, Sony e Naughty Dog hanno deciso di fare un piccolo regalo a tutti i possessori di God of War: Ascension, rilasciando per loro una demo esclusiva di The Last of Us. Noi, ovviamente, ci abbiamo subito messo le nostre manacce sopra e dopo averla completata per due volte siamo pronti a raccontarvi le nostre prime impressioni sull’ultima fatica dei ragazzi di Naughty Dog.

Survival action

Va subito precisato che la demo risale a una build vecchia e non corrisponde, né dal punto di vista tecnico, né dal lato del gameplay vero e proprio, a ciò che sarà la versione finale del gioco. Detto questo, possiamo iniziare a esprimere un giudizio superficiale sull’atmosfera e le meccaniche alla base di The Last of Us. Indubbiamente, però, per un titolo che punta molto sulla trama e la progressione narrativa, ponendo l’accento sullo sviluppo del rapporto tra i due protagonisti (il rude Joel e la giovane Ellie), lo spezzone provato appare un po’ decontestualizzato, quasi depotenziato e non ancora collocabile con precisione nella narrazione. Ciò nonostante, dobbiamo dire che per i pochi minuti in cui ci siamo immersi nel mondo di The Last of Us le impressioni che abbiamo avuto sono state positive.

The Last of Us - Ellie

La demo comincia in uno scenario urbano in rovina, sotto una pioggia battente. Il silenzio della notte e una flebile e timidissima colonna sonora sono gli unici suoni che accompagnano i primi istanti di gioco, interrotti saltuariamente dai commenti dei tre personaggi presenti. Oltre a Joel ed Ellie, infatti, vi è anche Tess, una sopravvissuta che, a quanto pare, ricalcherà un ruolo importante nella storia. Complice l’oscurità notturna, lo scenario rivela tinte piuttosto cupe e grigie, ma le location che visiteremo nell’arco di tutta la vicenda non mancheranno di esibire ambienti soleggiati e dalla variegata paletta cromatica, sfoggiando anche colori decisamente accessi, come il verde della vegetazione che, nel corso degli anni, ha ripreso il dominio sul territorio.

La versione di prova, della durata media di appena quindici minuti, dimostra una certa linearità di fondo che non permette di lanciarsi in un’esplorazione particolarmente gratificante, ma gli sviluppatori hanno assicurato che in molte occasioni sarà il giocatore a scegliere se proseguire per la strada principale o avventurarsi, a suo rischio e pericolo, nelle zone più remote delle ambientazioni alla ricerca di materiali utili alla sopravvivenza. Appena preso il controllo di Joel, la risposta ai comandi ci è parsa più “macchinosa” e “pesante” rispetto, per esempio, a Uncharted. Ciò è probabilmente un modo per restituire al fruitore una sensazione di realismo decisamente superiore rispetto alle improbabili avventure di Nathan Drake. In poco tempo si è comunque in grado di manovrare senza intoppi il proprio alter-ego, malgrado le varie possibilità offerte dai programmatori richiederanno un po’ di pratica per essere apprese a fondo. È infatti possibile creare risorse, raccogliere oggetti, scambiare armi e controllare il proprio inventario. Il tutto richiederà un pizzico di senso pratico, in quanto i materiali e gli strumenti trasportabili saranno limitati, costringendo a scegliere con cura cosa tenere e cosa abbandonare; seppur la demo (che abbiamo provato a – difficile -) metta in campo queste premesse ludiche senza però calcarle troppo, lasciando un buon margine di successo anche al giocatore meno attento. Tuttavia, The Last of Us non è azione nuda e cruda, ma presenta un’anima survival abbastanza accentuata e, ovviamente, un ritmo più lento e molto meno serrato rispetto alla serie di Uncharted. Avanzare alla cieca senza studiare la situazione non può che portare a una rovinosa sconfitta. La strategia e uno stile di gioco ragionato saranno necessari per sopravvivere.

Il primo incontro con un Clicker

Dopo una breve sezione di esplorazione del tutto guidata, il gruppo raggiunge un enorme edificio fatiscente e le cose iniziano finalmente a farsi intriganti. Un cadavere dilaniato di un soldato non lascia presagire nulla di buono. Avventurandoci al piano superiore, avanzando silenziosamente sui gradini di una scalinata e illuminando la zona con la torcia, ci imbattiamo anche nella carcassa di un Clicker (un infetto al terzo stadio dell’infezione). Il bello è che, per quanto limitata, questa sezione al chiuso riesce a fornire l’illusione di una discreta libertà di azione (persino di più che l’incipit all’aperto), permettendo di aprire ogni porta e visitare ogni stanza controllando cassetti o mobili che potrebbero nascondere preziosi risorse.

The Last of Us - Clicker

Un po’ prevedibilmente forse, dopo aver sfondato una porta un Clicker si avventa su Joel e a salvarlo è solo il veloce intervento di Tess, che congeda il ripugnante 'mostro' con qualche proiettile sul deforme cranio. L’improvviso attacco ci costringe a medicarci, fasciandoci il braccio con una benda che rimarrà visibile per tutta la durata della prova. Per giunta, l’operazione di medicazione avviene in tempo reale: non potremo infatti utilizzare kit medici nel bel mezzo di uno scontro, ma dovremo essere appartati e al sicuro. Un po' come in Dead Space, quindi, la gestione delle risorse non consente di mettere in pausa l'azione.

Il resto della demo si svolge interamente all’interno di questo palazzo e permette non solo di fare la conoscenza dei Clicker (esseri ciechi, ma con le orecchie ben aperte), ma anche di qualche Runner, umani ancora a uno stadio iniziale dell’epidemia. Già un solo nemico può dimostrarsi un avversario impegnativo se affrontato a viso aperto. L’opzione migliore è cercare di agire in silenzio, eliminando le minacce una alla volta restando nascosti. Avvicinandosi a un infetto è così possibile afferrarlo e decidere di strangolarlo o, se in possesso di una lama o un oggetto appuntito, accoltellarlo alla gola. The Last of Us non risparmia violenza e brutalità. Tali dinamiche stealth prevedono poi la possibilità di lanciare mattoni o bottiglie per generare rumore che distragga i nemici. Ogni oggetto, insomma, potrà dimostrarsi utile, spesso più delle armi da fuoco. Le munizioni sono davvero limitate e imbracciare una pistola più che una prassi è una condizione consigliabile in ultima istanza, solo nel caso le cose si mettessero male.

Atmosfera apocalittica

Se per quanto riguarda l’atmosfera, Naughty Dog pare aver fatto bene i compiti, grazie anche a una buona gestione dell’illuminazione e a un comparto audio ben realizzato (ma forse un po’ troppo parsimonioso in termine di musiche, preferendo lasciare ai rumori ambientali il grosso del lavoro), tecnicamente questa demo non riesce a sorprendere al pari di un Uncharted 3. L’impatto complessivo è di ottima qualità, ma alcuni dettagli non paiono rifiniti al meglio (come un aliasing abbastanza evidente). Comprensibile considerando che si tratta di un pezzo estrapolato in fase di realizzazione. Opinione sospesa fino a quando non proveremo il gioco completo.

Buono, ma a primo ascolto non eccezionale, il doppiaggio in italiano. Soprattutto la voce di Ellie risulta forse un po’ troppo matura per l’età della ragazza, mentre il doppiatore di Joel appare più appropriato. Le performance non ci sono sembrate convincenti come quelle di un Uncharted qualsiasi, giusto per citare ancora una volta la serie di punta di Naughty Dog, ma, anche in questo, caso rimandiamo il giudizio finale alla recensione.

The Last of Us - Joel ed Ellie

Aspettando il gioco completo

Questa prima esperienza con The Last of Us ci ha lasciato con la voglia di proseguire, o meglio, di cominciare e vivere tutta d'un fiato l’avventura partorita da Naughty Dog. Della trama non si può dire ancora nulla di preciso, ma le meccaniche di gameplay paiono solide e coinvolgenti. Sfortunatamente la demo rivela una durata esigua che non permette di sbilanciarsi né troppo in positivo, né in negativo, limitandosi a presentare le caratteristiche del gioco in modo ancora troppo superficiale. Le impressioni iniziali, però, sono buone e fanno sperare in un ottimo risultato, ma il tutto andrà provato approfonditamente per verificarne l'effettiva bontà. Da appurare, poi, il ritmo, speriamo sempre stimolante, e la varietà di situazioni della campagna, ci auguriamo buona, pena il rischio di scadere in una noiosa ripetitività. Elementi che solo in sede di recensione potremo valutare.