Bloodborne – Anteprima
Anteprima

Bloodborne – Anteprima

Come di consueto, a settembre è andato in scena in quel di Tokyo il primo vero grande evento della nuova stagione videoludica, ovvero il TGS (Tokyo Game Show). Un’occasione per tornare ad ammirare alcuni dei numerosi titoli di prossima uscita, per farsi un’idea più chiara prima della loro pubblicazione. Non poteva quindi mancare l’attesissimo Bloodborne, l’esclusiva di punta del prossimo anno per l’ammiraglia Sony, che si è mostrato al pubblico in perfetta forma in una lunga demo e con tanto di annuncio della data di rilascio, fissata per il 6 febbraio 2015 in Europa, un solo giorno dopo l’uscita sul suolo giapponese. Scopriamo insieme cosa aspettarci da questa nuova iterazione firmata From Software.

Bloodborne

A ognuno la propria classe

Bloodborne, come molti di voi sapranno, è a tutti gli effetti il seguito spirituale delle serie Souls, che in questi anni ha reso celebre il piccolo studio nipponico From Software in tutto il mondo. Per la gioia di tutti i fan, nello sviluppo di questo ambizioso titolo è presente Hidetaka Miyazaki, il game designer creatore dei primi due capitoli della saga dei Souls (Demon’s Souls e Dark Souls) e tanto rimpianto dalla fanbase al tempo dell’uscita di Dark Souls II. Già questo fatto basterebbe a molti per dormire sonni tranquilli in attesa di febbraio, e la  dimostrazione mostrata ci ha trovati d’accordo. Nella lunga demo presente al TGS 2014, Bloodborne si è rivelato più in forma che mai, con tanto di correzione dei numerosi bug e cali di frame rate che affliggevano la versione giocabile all’E3 di quest’anno. In più, sono state mostrate due nuove classi che si affiancano a quella principale, in grado di diversificarsi notevolmente l’una dall’altra.

La prima classe che prendiamo in esame ha un equipaggiamento che ha le sembianze di un corvo umanoide dotato di due pugnali e della relativa arma da fuoco. La peculiarità di questa classe risiede nell’agilità e velocità con cui concatena attacchi e schivate, come un elegante valzer mortale con cui sorprendere il nemico. Tanta rapidità va però ad intaccare la difesa del nostro personaggio, rendendola di fatto la più fragile delle classi fino ad ora mostrate. Da quanto visto, il personaggio pare veramente rapido e in grado di conquistare chi, nei precedenti Souls, ha sempre prediletto un alter ego veloce e letale. Nonostante la meccanica del dual wielding ripresa da Dark Souls II, i danni inflitti ai nemici sembrano meno esaltanti del previsto, in quanto pare sia necessaria una discreta quantità di combo per poter affossare anche i nemici meno coriacei. Se questa classe non vi attira, nessun problema: la seconda è decisamente l’opposto, in tutto e per tutto, un classico tank, dotato di spada e un enorme martello con cui distrugge letteralmente qualsiasi tipo di avversario. La sua totale dedizione all’attacco lo rende però un bersaglio molto facile da colpire, dato il peso oggetti attivo piuttosto elevato che ne riduce sensibilmente la mobilità. I colpi del martello, i classici attacchi pesanti per intenderci, fanno sì molto male al nemico, ma sono anche piuttosto lenti, rendendo l’eroe piuttosto vulnerabile durante il suo move set. Insomma, entrambe hanno pregi e difetti, in pieno stile con lo spirito della serie da cui deriva, e questa è decisamente una buona notizia per i puristi del genere.

bloodborne

Novità

Abbiamo parlato brevemente delle nuove classi presentate, ma la demo aveva come obiettivo primario quello di mostrare che questo Bloodborne è sì un gioco che condivide molto della serie Souls, ma anche un titolo a sé stante. Le differenze potrebbero sembrare poche, ma fidatevi che già ora sono piuttosto evidenti ed influiscono chiaramente sul gameplay. La prima introduzione di rilievo ce la suggerisce il titolo stesso dell’opera, quel “Blood” che scorre a fiumi, e non è soltanto una mera aggiunta tecnica. Il sangue che fuoriesce dai nemici e ricopre da cima a fondo il personaggio, infatti, funge da vero e proprio “healing system”, restituendo vita al giocatore. Un concetto che spinge molto ad un approccio offensivo da parte dell’utente, spronato anche dal fatto che, stavolta, non ci verrà concesso uno scudo con cui attutire i colpi dei rissosi avversari del gioco. Un’idea niente male che da sola stravolge non poco lo stile da adottare in Bloodborne, ben diverso dal para/attacca dei Souls. Dimenticatevi (almeno per quello che è stato fatto vedere finora) oggetti curativi come le “Estus flask” e via dicendo, perché in Bloodborne non ve ne sarà traccia. Eccezion fatta per delle piccole fiaschette di sangue che si potranno trovare sui cadaveri dei nemici saltuariamente, capaci di restituire una breve porzione di vita. Non è ben chiaro se queste fiaschette andranno a sostituire gli oggetti curativi dei precedenti episodi, data la loro rarità che le rende più vicine alle “umanità”, ma il fatto di poter recuperare vita durante il combattimento stesso ferendo i nemici dovrebbe escludere una massiccia dose di oggetti curativi. Staremo a vedere.

Altra novità di un certo peso sono le armi da fuoco, che, sembra strano a dirsi per la loro natura offensiva, vanno a sostituire gli scudi delle precedenti iterazioni. Queste armi sono di fatto le uniche in grado di poter effettuare dei “repost”, ovvero di stordire l’avversario durante l’animazione di un suo attacco permettendo al giocatore di contrattaccare causando danni ingenti. Una meccanica che va a rimpiazzare i “parry”, rimanendo fedele allo spirito aggressivo di questo Bloodborne. Per non rendere tutto troppo facile, però, i colpi a nostra disposizione saranno limitati, in quanto i proiettili sono oggetti ottenibili dai drop dei nemici, rendendo il loro numero piuttosto ridotto. La meccanica che però più ci ha colpiti riguarda la trasformazione delle armi. Utilizzando l’attacco pesante, le armi di fatto cambiano completamente aspetto e movenze, andando presumibilmente ad incidere non poco sull’azione di gioco. Ci è piaciuto moltissimo notare come la spada in dotazione alla classe con martello, una volta attivato l’attacco viene infilata nella testa del martello presente sulle spalle del nostro eroe e trasformata nel manico del nuovo mega martello. Una meccanica che influenza tutte le armi nel gioco e che non vediamo l’ora di testare con mano. Ottimo il comparto grafico, che rende Bloodborne un vero spettacolo per gli occhi, graziato dalla meravigliosa atmosfera gotico/vittoriana realizzata ad hoc dagli sviluppatori, uno stile unico, mai visto prima, in grado di immergere nel mood del titolo solamente osservando un’immagine.

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In attesa di sangue

Bloodborne anche durante il TGS 2014 si è dimostrato all’altezza dell’hype generatosi intorno a questa incredibile opera interattiva. Tutto, dalle meccaniche di gioco migliorate e perfettamente implementate secondo il periodo storico in cui si svolge ad un’atmosfera unica nel suo genere, fanno pensare in grande in casa Sony. Se alcuni di voi non hanno ancora in mente di acquistare una PS4, forse Bloodborne potrebbe rivelarsi il titolo giusto per iniziare alla grande la “next-gen”. Manca ancora molto a febbraio, e noi non vediamo già l’ora di giocarci.