Assassin’s Creed Odyssey – Ubisoft è un pò confusa
Hands-On

Assassin’s Creed Odyssey – Ubisoft è un pò confusa

E’ ancora il gioco della setta degli assassini o no?

Assassin’s Creed è morto, viva Assassin’s Creed! Ubisoft ha decisamente voltato pagina con il suo brand già con Origins e le avventure di Bayek, ma con questo nuovo capitolo sembra decisamente puntare a creare un action RPG in tutto e per tutto, che anche con il passato taglia storia e non solo. Intanto il titolo inizialmente ci metterà di fronte alla scelta di uno dei due personaggi selezionabili, Alexios e Kassandra, che non potemmo cambiare fino alla fine e del quale dovremo visionare la crescita nel gioco. Anche l’ambientazione scelta, la Grecia antica antecedente agli avvenimenti di Origins e che vedono il periodo storico nel quale Sparta e Atene sono in guerra, ci riporta ancora una volta a farci molte domande sui collegamenti con la serie principale. Ma ormai sembra davvero che non ci sia rimasto molto spazio per il vecchio credo, basti pensare che se la mappa si estende dall’intero Peloponneso, una parte del Mar Egeo, le vicende gireranno tutte intorno al fatto che il nostro protagonista sarà custode della spada di Leonida, il leggendario generale sacrificandosi con i suoi trecento Spartani alle Termopili che tutti conosciamo ovviamente per il film che per averlo studiato a scuola. Da qui è ovvio che le domande sulla trama sono tante, ma al momento non c’interessano e quello che conta è il gameplay, che in un’ora dice tutto ciò che offre il gioco più o meno.

DLC o update di Orgins?

Inutile negarlo, questo Assassin’s Creed Odyssey è nel suo sistema di gioco identico al prequel, giocandoci si ha proprio la sensazione di essere in un DCL delle avventure di Bayek. Va bene che da Ubisoft siamo abituati a giochi fatti con lo stampino, ma qui forse si stà iniziando a percorrere una strada non meglio identificata. Se da un lato già con il capitolo precedente si era notata la virata verso i giochi di ruolo, con l’introduzione di numerosi elementi tipici di titoli quali The Witcher e The Legend of Zelda, con questo capitolo si è andati anche oltre. Ecco arrivare persino le scelte di dialogo multiple, tanto care ai fan di The Elder Scroll e compagnia, sebbene al momento si sia potuto notare che possono esserci delle conseguenze minime nella loro selezione (compatterete oppure no), vedremo come si comporteranno nella versione finale. Ovviamente questa introduzione uccide completamente il senso stesso della serie, che ricordiamo vive sulla base del concetto che tutto è già accaduto e che sia un personaggio del presente che rivive eventi passati di un altro individuo…quindi cosa cavolo c’entrano le scelte di dialogo che cambiano gli avvenimenti??? Non c’è altro, purtroppo davvero le novità mostrate nonostante tutto il bene che si possa volere alla casa francese sono minime, avremo tutto quello che c’era lo scorso anno, armature, armi e quant’altro si possa acquistare e potenziare, oltre le battaglie navali e anche quelle campali viste nel terzo capitolo ambientato in America. Sembra la sagra del riciclaggio, un ritorno al passato in cui Ubi tirava fuori un Assassin’s Creed all’anno e che ovviamente è andato a uccidere lentamente un brand troppo sfruttato. Al momento possiamo dire che con Origins le migliorie e passi in avanti c’erano stati, nonostante le pessime quest secondarie completamente da dimenticare e lontano anni luci da quelle tipiche dei titoli concorrenti, ma speravamo in Francia si prendessero il giusto tempo per migliorare tutte le meccaniche presenti in maniera superficiale. Al momento ciò che rende il titolo appetibile è la sua ambientazione, il fatto che molte figure storiche realmente vissute saranno inserite in qualche modo nella storia, ma siamo lontani dal sequel che ci aspettavamo e troppo vicini a quello che sembra il ritorno alle brutte abitudini di prendere asset e quant’altro di già pronto e creare un gioco con il minimo sforzo.

 

Assassin’s Creed Odyssey sarà anche in sviluppo da tre anni ma non ci ha fatto palpitare il cuore, non ci ha incuriositi per la sua trama e nemmeno sembra più un gioco legato alla leggendaria setta che tutti abbiamo adorato. Con Origins erano state fatte delle scelte che speravamo portassero alla maturazione di quel sistema di gioco, dei combattimenti, dell’uso dell’aquila e ogni meccanica che al suo interno funzionava ma era davvero semplice, appena accennata. Niente di tutto ciò, la scelta è ricaduta sul solito update con qualche variante e basta che pad alla mano non emoziona, non cattura e anzi vedere tutta quest’azione, questi combattimenti in una serie nata come stealth ci stà facendo storcere il naso…sarà che avremmo preferito interpretare un assassino più simile a un ninja che un guerriero spartano che va in giro a fare il Rambo. Vedremo il prossimo ottobre se la versione finale riuscirà a farci ricredere oppure se confermerà tutte le nostre riserve.