Resident Evil 7: lo abbiamo provato!
Hands-On

Resident Evil 7: lo abbiamo provato!

  • Versioni: PC PS4 Switch Xbox One
  • Una delle più grandi rivelazioni durante la conferenza E3 di Sony è stato senza ombra di dubbio l’annuncio del nuovo capitolo di una delle serie videoludiche più longeve della storia dei videogame: Resident Evil 7. E’ da tanto tempo ormai che la fan base richiama a gran voce il ritorno alle origini da survival horror da parte di chi questo termine lo ha coniato (ricordate la frase che compariva su schermo nero una volta entrati nella famosa Villa Spencer?). Ebbene Capcom sembra voler abbandonare la pericolosa deriva action degli ultimi capitoli per un approccio molto più lento e ragionato con la demo rilasciata in esclusiva per il Playstation Store. Ecco le nostre prime impressioni.

    UN NUOVO INIZIO

    Prima di introdurre le novità, se così possiamo effettivamente chiamarle, bisogna aver chiaro da che periodo viene questa saga. In seguito all’abbandono di Shinji Mikami subito dopo aver concluso lo sviluppo di Resident Evil 4, la mancanza del padre della serie si è sentita eccome in quel di Capcom. Infatti, il sistema innovativo di RE4, basato sul sottile equilibrio tra azione ed horror, ha creato enormi problemi a coloro i quali hanno dovuto farsi carico dell’eredità dell’ultimo capolavoro di Mikami. Tutto ciò ha portato a rompere quell’equilibrio in favore prettamente dell’action, dimenticandosi della sua natura da survival horror che in RE4 è dannatamente presente seppure in molti non siano in grado di accorgersene. Dopo i deludenti esperimenti con Resident Evil 6 e Revelations 2, Capcom ha quindi fatto tabula rasa di tutto questo ripartendo ipoteticamente da zero. Resident Evil 7, anche per la possibilità di sfruttare la PS VR di Sony, è stato pensato per essere un gioco in prima persona (novità per quanto riguarda la serie principale) basato su jump scare e piccoli indovinelli ambientali. Le vicende della demo, che dovrebbe rappresentare a tutti gli effetti il prologo del nuovo nato di casa Capcom, hanno luogo in una casa abbandonata in cui ci risvegliamo misteriosamente. L’abitazione non lascia presagire nulla di buono, con travi a pezzi che sporgono da ogni dove, rumori inquietanti e uno stato di abbandono davvero opprimente. Preso coraggio iniziamo ad ispezionare i dintorni consapevoli che il nostro obiettivo è uno solo: uscire vivi da questa casa da incubo. Per farlo avremo bisogno di una chiave che serve ad aprire la porta sul retro. Una volta setacciato in lungo e in largo quello che questa catapecchia ha da offrirci, troviamo una cassetta, sulla quale vi sono registrati i momenti antecedenti al nostro risveglio. Proprio la meccanica della VHS è uno degli aspetti più interessanti di questa demo, dato che non ci limiteremo ad assistere ad un lungo filmato bensì potremo giocare attivamente. Noi siamo uno dei tre componenti di una troupe televisiva che, affascinata dalle macabre storie legate al passato della casa, decide di fare un servizio per intrattenere la propria audience con un nuovo racconto di terrore. Ovviamente qualcosa va storto ed una strana entità prima uccide uno dei tre ragazzi e successivamente ci stordisce. Fortunatamente per noi, nella cassetta siamo venuti a conoscenza di un passaggio segreto al cui interno è possibile recuperare la tanto agognata chiave. Una presenza però compare e scompare a piacimento e ci mette in guardia sul fatto che uscire da qui non sarà affatto semplice. Senza paura andiamo verso la libertà ma proprio sul più bello qualcuno alle nostre spalle ci attacca e ci saluta con un “Benvenuto in famiglia” che conclude la demo. Uno degli aspetti più belli di questa demo di Resident Evil 7 è che ci sono diversi finali, di cui abbiamo già fatto un breve articolo, e che permette di esplorare e scoprire cose nuove ad ogni partita, il che sicuramente non ci dispiace.

    Tutto rose e fiori quindi questo ritorno di RE? Non esattamente. Se da un lato apprezziamo la volontà di Capcom di ritornare alle origini, non possiamo che essere un po’ scettici su quanto visto. La qualità del titolo non sembra male, ma sinceramente per Resident Evil ci aspettiamo un po’ di più. Inoltre il ritmo lentissimo, i jump scare prevedibili e la prima persona non sono il DNA che ha reso questa saga grande, grandissima. Il problema vero è che a Capcom non sono più in grado di capire cosa renda unica un’esperienza horror e cosa no. Attenzione, non stiamo bocciando il progetto a prescindere, questo mai però diciamo che la demo, seppur ben fatta, non sbalordisce quanto spereremmo da un capitolo che porta nel nome Resident Evil. In conclusione, mi sento di dare un parere personale alla Capcom, ovvero di andarsi a vedere cosa il suo ex pupillo Mikami ha realizzato in The Evil Within, un survival horror vero con i suoi tratti distintivi e unici, senza snaturarsi in un first person avoider alla Outlast, che va si tanto di moda, ma che nulla ha a che fare con Resident Evil e con i veri survival horror.  Il progetto di Capcom è senza dubbio ambizioso, vedremo se a gennaio le premesse di riportare in auge questa leggendaria saga saranno state rispettate.